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Il Pesce nr. 5, 2020

Rubrica: Progettare il cibo
(Articolo di pagina 72)

Stare nella ciambella

La sostenibilitĂ  nel mercato ittico

Cosa vuol dire per un’impresa essere sostenibile? L’azienda per molti anni è stata vista e vissuta attraverso uno sguardo puramente economico e tramite modelli di business basati sull’efficienza e l’efficacia dell’agire verso l’obbiettivo ultimo, il profitto. Il capitalismo ha portato le persone a pensare che per perdurare nel tempo un’organizzazione dovesse produrre, costantemente, ininterrottamente, anche eccessivamente. Imprenditori come Adriano Olivetti, che ha costruito una visione aziendale transdisciplinare, conscio dell’importanza della sociologia, dell’arte, della poesia, oggi si rivelano illuminanti prime intuizioni di decostruzione accademica a favore di una visione aziendale differente.

Sostenibilità significa superare i modelli di economia che hanno incentivato la produzione quantitativa a discapito di quella qualitativa, assunto una prospettiva accentrata rispetto a quella diffusa e lavorato secondo la logica del bene proprio anziché quella del bene comune, per iniziare a pensare alle mancanze.

Il modello di economia proposto da Kate Raworth, Senior Visiting Research Associate presso l’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford, affronta il tema della convivenza tra specie e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

 

Stare nella ciambella

Secondo il modello proposto dalla Raworth, il sistema economico è disegnato come una ciambella, i classici doughnuts americani, delineata da due cerchi concentrici. Il cerchio interno indica la base sociale, ovvero il livello minimo di energia spendibile al di sotto del quale si verificherebbero privazioni critiche per l’umanità, come la fame e l’analfabetismo.

Il cerchio esterno delimita invece la quantità massima di energia spendibile, chiamata tetto ecologico; oltrepassarlo porterebbe ad uno stato di degrado e instabilità ambientale.

Vivere nella ciambella significa sviluppare una convivenza naturale e ambientale sostenibile, ovvero capace di generare benefici reciproci per gli esseri viventi e per l’ambiente. Si tratta di una visione decentrata e focalizzata alla condivisione dei benefici, uno spazio di equilibrio all’interno del quale vengono soddisfatti i bisogni di tutti e rispettati i limiti del pianeta.

Questa teoria economica è importante per riflettere su un settore, come quello ittico, che si sviluppa in stretta relazione con gli animali e con l’ambiente e che da ciò dovrebbe trarne il proprio valore intrinseco a beneficio dell’intero comparto. Il caso dell’Economia del mare di Cesenatico (www.ecopesce.com) è un chiaro esempio di economia sostenibile. Non solo pone l’attenzione sul tema delle eccedenze e degli scarti ma produce benefici per l’intera comunità di pescatori, ribaltando le logiche della compra vendita del pesce, che solitamente vedono il marinaio e il commerciante in disputa per aggiudicarsi il prezzo più vantaggioso.

Quella compiuta da Roberto Casali è una vera e propria trasformazione di sistema. Casali ha colto lo stato di difficoltà dei pescatori del luogo, tra cui il suo collaboratore, il pescatore Maurizio Cialotti, il quale come tanti altri si è ritrovato ad avere grosse eccedenze di pescato. Casali, spinto dall’incontro con Cialotti, ha deciso di intraprendere un percorso di recupero e valorizzazione dei pesci più poveri, scartati o invenduti.

Il progetto Ecopesce nasce da Roberto, vede la collaborazione di Maurizio, i quali insieme hanno sviluppato un nuovo tipo di coinvolgimento tra le parti. Il laboratorio dopo un anno ha dato vita ad un punto vendita, “E Nustren”, all’interno del quale non si scarta nulla. Roberto prende il pesce del Mare Adriatico, lo lavora e lo vende, utilizzando la sola tecnologia del freddo, in questo modo sulle tavole del cliente arriva un prodotto che, diversamente, non sarebbe valorizzato o, addirittura, scartato. Mettendo la comunione prima dell’economia, si è dato vita a un piccolo polo del pesce a Cesenatico.

Francesca Monti

Monti – Selezione e lavorazione carni

>> Link: www.monticarni.it

 

Nota

Qui il bellissimo racconto della storia di Maurizio e Roberto: vimeo.com/301224075

 

 

Altre notizie

 

Fiorital apre terzo corner retail

Lo scorso 13 agosto, presso l’Ipercoop di Vignate (MI), il gruppo veneto leader nel settore del pesce all’ingrosso Fiorital (fiorital.com) ha inaugurato il terzo corner, dopo quelli del Centro Sarca di Milano e del Gran Rondò di Crema. Fondato a Venezia negli anni ‘80, con un fatturato di oltre 300 milioni di euro e 41.000 tonnellate di pesce venduto all’anno, Fiorital è oggi il secondo operatore nella commercializzazione in Italia di prodotti ittici freschi e congelati dopo la Marr del gruppo Cremonini. La sua storia inizia negli anni ‘60 con la famiglia dell’imprenditore Emanuele Fiorotto impegnata nella lavorazione, nello stoccaggio e nella commercializzazione dei prodotti ittici freschi all’ingrosso. Negli anni ‘80 viene fondato il marchio Fiorital, che si apre alla Grande Distribuzione, garantendo una crescita costante dell’azienda nel panorama ittico. Negli anni ‘90 nasce DalMare, il cuore produttivo dell’azienda e il Gruppo diventa leader nel mercato ittico, sia italiano che estero. Segue la linea Atelier, la divisione che si occupa di creare prodotti più vicini alle esigenze del mercato. Oggi, con lo sviluppo dei corner retail Fiorital punta anche al consumatore finale: sushi, snack di mare e molti altri prodotti ittici sono così disponibili e sicuri grazie al protocollo Dypfrozen una garanzia di freddo estremo, che mantiene le caratteristiche nutrizionali e organolettiche del pesce appena pescato (fonte: EFA News – European Food Agency).

 

Didascalia 1: il modello di economia a “ciambella” proposto da Kate Raworth per lo sviluppo di una convivenza naturale e ambientale sostenibile.

Didascalia 2: il corner Fiorital presso l’Ipercoop Vignate (photo © Fiorital).

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