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Il Pesce nr. 5, 2020

Rubrica: Acquacoltura
(Articolo di pagina 24)

Vongola verace, eccellenza made in Emilia-Romagna

La venericoltura dà lavoro all’80% delle famiglie della zona. Da qui proviene il 90% della produzione regionale e il 40% di quella nazionale

Un’ampia laguna racchiusa tra il Po di Goro e il Po di Volano, conosciuta per la produzione di molluschi, in particolare le vongole che, in questi fondali sabbiosi, trovano l’habitat ideale per crescere e svilupparsi. È la Sacca di Goro, il punto di riferimento italiano per l’allevamento delle vongole veraci, un’area dove la venericoltura dà lavoro all’80% delle famiglie. E proprio la Sacca di Goro è stata la meta del tour estivo nel Basso Ferrarese dell’assessore regionale dell’Emilia-Romagna all’Agricoltura, Caccia e Pesca Alessio Mammi, che ha visitato il laboratorio nursery per la messa a coltura delle ostriche di Goro, ha partecipato ad un’uscita in mare con i pescatori nella Sacca, si è recato al magazzino di stoccaggio dove vengono certificate le zone di provenienza delle vongole e agli stabulari dove i molluschi subiscono processi di purificazione e pulizia, prima di essere immesse sul mercato. A seguire, presso il CoPeGo, Consorzio Pescatori di Goro, l’assessore ha partecipato ad un incontro assieme ai rappresentanti di Legacooop Estense, Federcoop Pesca Confcooperative, al sindaco di Goro Diego Viviani, al presidente di CoPeGo Massimo Genari e ai presidenti delle cooperative dei vongolai, per discutere delle necessità del comparto e delle eventuali criticità della sacca di Goro.

Nella Sacca di Goro operano attivamente 46 società cooperative e 1.600 soci, imprese ittiche di acquacoltura titolari di concessioni demaniali marittime. Le concessioni rilasciate per la venericoltura (vongole) coprono una superficie di specchi acquei di circa 12 km2, pari a circa un terzo dell’intera superficie della sacca di Goro. Inoltre, è presente una concessione demaniale per l’allevamento dei mitili (cozze) per una superficie di circa 890.000 m2 e sono in corso delle sperimentazioni per la produzione di ostriche, con una produzione di circa 80 quintali l’anno.

Nel 2019 la produzione di vongole veraci allevate in Sacca è stata di circa 13 milioni di chilogrammi, un valore in leggero calo negli ultimi anni ma che comunque rappresenta il 90% della produzione regionale e il 40% di quella nazionale.

In passato la criticità degli allevamenti di Goro era rappresentata dall’idrodinamicità delle acque, problema in parte risolto ma sempre presente in quanto le acque della Sacca, se non circolano in modo regolare, rischiano la anossia, che comporta la moria delle vongole negli allevamenti. Oggi, invece, la principale problematica è legata alla reperibilità del novellame — detto anche seme — di vongola verace. Per vari motivi legati anche ai cambiamenti climatici, infatti, si è interrotto e rallentato il ciclo riproduttivo che permetteva agli allevatori di reperire il novellame in alcune aree dichiarate dalla regione Aree di Tutela Biologica e date in concessione alle imprese di allevamento di Goro, sulla base di un apposito regolamento e sotto la supervisione di un istituto scientifico riconosciuto.

 

L’allevamento in Sacca

L’attività di allevamento viene svolta come in un campo agricolo; il novellame viene seminato manualmente, poi l’area viene chiusa per 6-12 mesi fino alla raccolta che si effettua con rasche a mano corte o lunghe, o da apposite imbarcazioni chiamate vongolare. Una volta raccolte, le vongole vengono setacciate e depurate in appositi stabulari prima di essere messe in commercio.

Le acque di allevamento della Sacca di Goro sono classificate di tipo B, pertanto i molluschi allevati non possono raggiungere la vendita se non trascorrono un periodo di stabulazione; solo il CoPeGo ha un proprio impianto di stabulazione mentre tutte le altre cooperative vendono i molluschi a imprese di trasformazione che hanno impianti di stabulazione e possono così immettere il prodotto sul mercato. «Qui a Goro — ha affermato l’assessore Mammi — ho toccato con mano che il settore dell’acquacoltura ha radici profonde e una storia antica che interessa tantissime famiglie di lavoratori della zona. È un settore nel quale sono stati fatti tanti investimenti e tanta ricerca in ambito biologico, marino, di miglioramento delle tecniche di raccolta, di tutela di un ecosistema delicato e complesso, ricco di bellezza faunistica e vegetale. A Goro ho trovato tanti professionisti: pescatori, tecnici, studiosi, tutti con la volontà di innovare davvero l’acquacoltura, la raccolta delle vongole e di altri prodotti ittici e di voler continuare a sostenere e promuovere questo comparto.

Goro è la dimostrazione che ambiente e attività umane non sono in contrasto, anzi la raccolta sostenibile che viene effettuata in queste zone ha un valore profondo anche per l’ambiente. Serve istituire una Dop della vongola di Goro, per tutelare e promuovere meglio questo prodotto, e di conseguenza l’intero comparto e i suoi lavoratori. C’è bisogno di trovare unità e spirito di collaborazione, perché dividersi significa indebolirsi e rischiare di provocare una perdita di valore per questo prezioso prodotto».

Fonte: www.regione.emilia-romagna.it

 

Altre notizie

 

Acquacoltura: per la prima volta sul mercato mangimi sostenibili. Feed4Future è l’innovativa linea carbon neutral di Skretting

Circa un quarto delle emissioni mondiali di gas serra è generato dalla filiera alimentare. Per affrontare la sfida del cambiamento climatico è necessaria la riduzione dell’impronta carbonica da parte delle imprese del settore. Skretting Italia, filiale del colosso norvegese leader mondiale nelle soluzioni nutrizionali e servizi per l’acquacoltura, intende ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica attraverso il nuovo concetto di mangime a emissioni zero Feed4Future. I prodotti sono caratterizzati da una Carbon footprint ridotta del 10% rispetto a quella dei competitors sul mercato; le restanti emissioni di CO2 possono essere compensate attraverso il meccanismo dei crediti di carbonio. Umberto Luzzana, marketing manager dell’azienda ha specificato: «Coi riflettori puntati sull’impatto generato dall’industria alimentare, Feed4Future può portare l’acquacoltura italiana un passo avanti in termini di sostenibilità. Dato che l’80% dell’impronta carbonica degli allevamenti ittici è generata dai mangimi, alimentare con Feed4Future significa che stiamo intraprendendo insieme azioni efficaci contro uno dei problemi di più vasta portata che il nostro pianeta deve affrontare oggi: il cambiamento climatico». A ciò si aggiunge CarbonBalance, un programma di ausilio per allevatori che vogliono azzerare l’impronta carbonica del proprio allevamento. Skretting effettua un’analisi dell’impianto di allevamento e ne identifica le adeguate misure d’azione. La nuova proposta carbon neutral è il seguito di Acqua in Bocca!, percorso intrapreso dall’impresa nel 2017 con l’obiettivo di aiutare la filiera dell’acquacoltura italiana a sviluppare una proposta efficace rivolta alla sostenibilità, in grado di soddisfare le aspettative e le richieste del mercato. «Siamo entusiasti dell’approccio di Skretting Italia alla sostenibilità e del processo che ha avviato, ascoltando in primis le esigenze dei clienti e poi impegnandosi con altri attori della filiera per costruire soluzioni che creino valore per l’intero settore», afferma Trygve Berg Lea, Skretting Sustainability Manager. «Feed4Future e CarbonBalance sono un perfetto esempio di come le iniziative locali ci stiano aiutando a realizzare la nostra ambizione globale di essere il partner principale nel percorso verso un’acquacoltura ancora più sostenibile» (fonte: EFA News – European Food Agency).

 

BioMar lancia FINESTA, un mangime per la fase del finissaggio delle orate che ne intensifica il colore della pelle prima della pesca

L’orata (Sparus aurata) è una delle specie ittiche più conosciute nell’area del Mediterraneo. Allo stato selvaggio, questo pesce ottiene un aspetto attraente e colorato cibandosi di crostacei e di alghe che contengono pigmenti naturali che si accumulano nella pelle del pesce. Questa caratteristica è apprezzata dai consumatori e può far aumentare il valore commerciale del prodotti. Secondo Iannis Karacostas, product manager per le specie marine in BioMar EMEA, non c’è dubbio che i mangimi attuali per le orate allevate siano studiati per apportare ai pesci tutto ciò che è necessario per ottenere la massima performance e crescita sicura. «Per noi di BioMar le preoccupazioni dei nostri clienti sono la forza trainante nello sviluppo innovativo dei mangimi». In generale, è possibile che le orate allevate siano prive dei bei colori tipici della stessa specie in natura. Basandosi sulla conoscenza che proviene da un’intensa ricerca e sui risultati delle prove condotte in campo in collaborazione con allevatori in differenti condizioni, BioMar ha ora progettato FINESTA, un mangime per la fase del finissaggio che ha l’obiettivo di intensificare il colore della pelle nelle orate prima della pesca. «Con FINESTA il colore appare velocemente e, gradualmente, conferisce l’aspetto tipico del pesce selvatico. Evidenziando i colori brillanti del pesce, FINESTA si propone di apportare un valore aggiunto al lavoro degli allevatori» ha concluso Karacostas.

>> Link: www.biomar.com

 

Nasce PescAgri, l’associazione di Cia per tutelare pesca e acquacoltura. Tra i suoi obiettivi, lo sviluppo sostenibile e integrato con turismo e commercio e il focus su giovani e aggregazione

Lo scorso inizio agosto è stata presentata PescAgri, l’Associazione Pescatori Italiani promossa da Cia per la tutela, lo sviluppo e la valorizzazione di pesca e acquacoltura in ogni sua accezione professionale e territoriale. Presidente della nuova struttura, che va ad ampliare gli ambiti di rappresentanza di Cia-Agricoltori Italiani, è Antonino Algozino, 45 anni, una laurea in Medicina veterinaria e un impianto all’avanguardia di acquacoltura biologica in acque dolci per l’allevamento di trote, storioni e pesci ornamentali in Sicilia, provincia di Enna. «Sarà un’associazione aperta a tutti — ha detto Algozino — per dare voce alle istanze del settore, anche nel dialogo con le istituzioni. Vogliamo partire dal territorio, mettere in campo azioni concrete, integrare sempre di più le attività delle aziende di pesca e acquacoltura con la gestione del demanio marittimo, fluviale e lacustre, in modo sostenibile e innovativo, puntando anche su aspetti più attrattivi per i consumatori come l’ittiturismo e la pesca sportiva».

Obiettivo prioritario di PescAgri, secondo lo statuto, è favorire l’inserimento del settore agroittico nel circuito economico nazionale e internazionale, attivando gli strumenti idonei e le risorse, anche tecniche, per garantire il suo costante sviluppo, anche rispetto alle richieste del mercato. Tra i suoi scopi c’è anche: contribuire, attraverso programmi operativi, ad accrescere il tasso di industrializzazione delle attività; indirizzare la produzione agroittica verso destinazioni coerenti con il reale fabbisogno alimentare nazionale e con le esigenze legate all’export; promuovere la costituzione di associazioni di produttori nel settore pesca e acquacoltura; attuare azioni di formazione professionale per mezzo di corsi, seminari, convegni.

Altrettanto importante per PescAgri è costruire una politica agroittica volta a coniugare la ruralità locale e la tradizione marinaresca con una sana gestione di ambiente e territorio, compresa la parte costiera e lagunare; incoraggiare l’educazione a una sana alimentazione, con particolare riferimento alle scuole; sostenere iniziative che uniscano le attività della pesca con quelle dell’artigianato, commercio, turismo e tempo libero. E ancora, per l’associazione promossa da Cia è fondamentale lavorare per un adeguato sviluppo dell’imprenditorialità, specialmente giovanile, e per la costituzione di società cooperative e forme di aggregazione; stabilire collegamenti con tutte le organizzazioni del settore; tutelare, nella negoziazione collettiva, gli interessi della categoria e promuovere ogni utile iniziativa per migliorare disciplina previdenziale, assicurativa, di reddito e qualità della vita (fonte: Cia-Agricoltori Italiani www.cia.it).

 

Didascalia: l’assessore Alessio Mammi in visita agli allevamenti nella Sacca di Goro.

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