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Il Pesce nr. 4, 2020

Rubrica: Attualità
Articolo di Corona S.
(Articolo di pagina 24)

Europa, primo continente a impatto climatico zero

Lo si farà entro il 2050 con il Green Deal, un progetto fortemente ambizioso che disegna una strategia di crescita sostenibile e inclusiva

Sono in arrivo una serie di misure complesse per rendere meno impattanti la produzione di energia e lo stile di vita dei cittadini europei, puntando al contempo ad una società giusta e prospera, in un mercato moderno. È all’interno di questo enorme piano, destinato a rivoluzionare l’esistenza di privati e imprese, che si svilupperà la riforma del sistema agroalimentare che prende il nome di Farm to Fork. Saranno 27 le iniziative legislative in esso contenute che, con una serie di obiettivi specifici, affronteranno in maniera complessiva una sfida alla sostenibilità, che è anche un elemento centrale dell’agenda della Commissione per il conseguimento degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) delle Nazioni Unite.

La strategia “dal produttore al consumatore” parte dal principio che il rispetto dell’ambiente sia strettamente interconnesso ad una produzione alimentare che non gravi sugli ecosistemi.

La richiesta viene però anche dal mercato: il consumatore europeo si vuole sentire più “vicino” agli alimenti che utilizza, chiede che siano freschi, di filiera corta, poco elaborati e che provengano da fonti sostenibili.

Esigenze, queste, che sono aumentate ulteriormente durante la pandemia.

In effetti questa politica è già stata avviata da tempo dall’Unione Europea e ha sinora dato dei risultati apprezzabili. Il cibo dei Paesi Membri mostra infatti nel complesso uno standard elevato ed è divenuto nel tempo, e a ragione, sinonimo di sicurezza e qualità.

È ora necessario un ulteriore salto di livello affinché diventi il modello globale più elevato anche in termini di sostenibilità. Un salto che darà all’UE il vantaggio del pioniere e che costringerà anche i concorrenti ad adeguarsi, generando così un circolo virtuoso a beneficio di tutto il globo.

 

Verso un sistema alimentare sostenibile

Gli obiettivi posti sono ambiziosi e richiedono investimenti dal punto di vista umano e finanziario, ma promettono rendimenti elevati, creando valore aggiunto e riducendo i costi. Agli agricoltori è offerta la possibilità di una bioeconomia circolare ancora poco sfruttata, nonostante le grandi potenzialità. Le bioraffinerie avanzate, per esempio, che producono biofertilizzanti, mangimi proteici, bioenergia e sostanze biochimiche sono il ponte per la transizione ad un’economia ad impatto climatico zero e la creazione di nuovi posti di lavoro nel primario.

La richiesta è anche di ridurre le emissioni di metano, sviluppando la produzione di energia rinnovabile e investendo in digestori anaerobici per la produzione di biogas da rifiuti e residui agricoli, come il letame. Il mondo agricolo, al pari dell’industria alimentare, può produrre biogas da altre fonti di rifiuti e residui, dalle acque nere, da quelle reflue e dai rifiuti urbani.

Le case rurali e i capannoni sono spesso ideali per la posa di pannelli solari, non a caso la nuova PAC dà priorità ad investimenti di tale tipologia.

Questa ed altre misure similari verranno dunque intraprese per accelerare la diffusione di nuove soluzioni per l’efficienza energetica, senza compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento.

Sui pesticidi chimici verranno intraprese azioni per ridurne l’uso entro il 2030 di almeno il 50% e al fine di predisporre la strada alle alternative, e mantenere lo stesso livello di reddito degli agricoltori, verranno adottate misure diverse che vanno dagli strumenti di difesa integrata alla promozione di metodi alternativi per proteggere i raccolti da organismi nocivi e malattie.

Anche l’eccesso di nutrienti, azoto e fosforo soprattutto, sarà contrastato con la riduzione dei fertilizzanti di almeno il 20% entro il 2030.

In riferimento alle emissioni di gas a effetto serra, la Commissione agevolerà l’immissione sul mercato di additivi per mangimi sostenibili e innovativi e valuterà la possibilità di promuovere le proteine vegetali coltivate nell’UE e materie prime per mangimi alternative, quali gli insetti, le alghe e i sottoprodotti della bioeconomia.

La resistenza antimicrobica è un altro problema che si intende affrontare.

La Commissione riesaminerà inoltre la normativa in materia di benessere animale, compresa quella sul trasporto e sulla macellazione, valutando anche l’ipotesi di introdurre una relativa etichettatura, per una migliore la trasmissione del valore lungo tutta la filiera. È anche previsto il rafforzamento della vigilanza sull’importazione delle piante e la sorveglianza del territorio.

Le nuove tecniche innovative, comprese le biotecnologie e lo sviluppo di bioprodotti, possono contribuire ad aumentare la sostenibilità a condizione che siano sicure per i consumatori e l’ambiente.

Gli agricoltori devono avere accesso ad una gamma di sementi di qualità di varietà vegetali adattate alle pressioni esercitate dai cambiamenti climatici. La registrazione delle sementi deve essere facilitata per garantire un più agevole ingresso sul mercato per le varietà tradizionali e per quelle adattate localmente.

Il biologico verrà incentivato sostenendo il passaggio a questo tipo di pratica, sia sulla terraferma sia negli oceani e nelle acque interne.

La Commissione presenterà un piano d’azione che contribuirà a raggiungere l’obiettivo di almeno il 25% della superficie agricola dell’UE investita ad agricoltura biologica entro il 2030 e un aumento significativo dell’acquacoltura biologica. Parallelamente, verrà velocizzato il passaggio ad una produzione ittica sostenibile, anche negli stock.

È prevista inoltre l’adozione di orientamenti per i piani dei singoli Stati relativamente allo sviluppo sostenibile dell’acquacoltura e un sostegno diretto al settore delle alghe, poiché dovrebbero convertirsi in un’importante fonte di proteine alternative per un sistema alimentare sostenibile e per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare a livello globale.

Allo scopo di sostenere i produttori primari nella transizione, la Commissione prevede di chiarire le regole di concorrenza per le iniziative collettive che promuovono la sostenibilità nelle catene di approvvigionamento. Aiuterà infatti gli agricoltori e i pescatori a rafforzare la loro posizione economica e contrattuale nella filiera e a garantirsi una quota equa del valore aggiunto della produzione, anche monitorando l’attuazione, da parte degli Stati Membri, delle disposizioni sulle pratiche commerciali sleali.

Altro obiettivo, è quello di garantire la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, in qualsiasi momento, anche in tempi di crisi, la cui origine può essere di natura politica, economica, ambientale o sanitaria.

A causa della sua complessità e del numero di soggetti interessati, la filiera può essere infatti colpita su molti fronti. Un esempio classico è quello recente: la pandemia di Covid-19 ha rischiato di generare interruzioni a livello logistico, carenza di manodopera, perdita di alcuni mercati e il cambiamento dei modelli di consumo.

L’esperienza recente ha reso consapevolezza anche dell’importanza del personale dedicato, per questo sarà particolarmente importante attenuare gli impatti socio-economici sulla filiera, garantendo principi e diritti ai lavoratori coinvolti, in particolar modo per ciò che concerne quelli precari, stagionali e non dichiarati.

Le considerazioni sulla protezione sociale e sulle condizioni lavorative e abitative dei lavoratori, come pure sulla tutela della salute e della sicurezza, rivestiranno un ruolo fondamentale nella costruzione di sistemi alimentari equi, solidi e sostenibili.

Stesso discorso vale per le imprese, alcune delle quali più fragili: sono necessarie pratiche sostenibili anche nella trasformazione, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, alberghiero e dei servizi di ristorazione.

I trasformatori, gli operatori della ristorazione e i dettaglianti influenzano il mercato e le relative scelte alimentari dei consumatori, la tipologia e la composizione nutrizionale degli alimenti, i metodi di produzione e le pratiche di imballaggio, trasporto, merchandising e marketing. A tal fine la Commissione elaborerà un codice di condotta per pratiche commerciali e di marketing responsabili. 

Imprese e organizzazioni saranno chiamate a realizzare azioni concrete in materia di salute e sostenibilità, riformulando, per esempio, i prodotti alimentari, in modo che siano sani, sostenibili, poco impattanti dal punto di vista ambientale ed energetico, rispettosi dei deboli, espressione di modelli di business circolari, frutto di campagne sui prezzi che non distorcano la percezione collettiva del valore degli alimenti

Inoltre, poiché gli imballaggi alimentari svolgono un ruolo essenziale nella sostenibilità, verrà riesaminata la normativa sui materiali a contatto con gli alimenti, al fine di migliorarne la sicurezza e sostenere l’impiego di soluzioni di imballaggio innovative e sostenibili, possibilmente riutilizzabili e riciclabili e atte a ridurre gli sprechi. 

Ce n’è anche per le Indicazioni Geografiche, il cui quadro legislativo, ove opportuno, includerà specifici criteri di sostenibilità. 

Inoltre, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza dei sistemi alimentari regionali e locali la Commissione, allo scopo di creare filiere più corte, sosterrà la riduzione della dipendenza dai trasporti a lunga distanza. 

È fondamentale invertire la tendenza all’aumento dei tassi di sovrappeso e obesità nell’UE entro il 2030. Al fine di migliorare la disponibilità e il prezzo degli alimenti sostenibili e di promuovere regimi alimentari sani nell’ambito della ristorazione istituzionale, verranno determinate le migliori modalità per stabilire criteri minimi per gli appalti nel settore alimentare. Ciò aiuterà gli enti pubblici a fare la loro parte in sede di approvvigionamento di scuole, ospedali e istituzioni.

Anche gli incentivi fiscali promoveranno la transizione verso un sistema alimentare sostenibile che incoraggi i consumatori ad optare per regimi alimentari sani.

La proposta della Commissione sull’IVA, attualmente in discussione al Consiglio, potrebbe consentire agli Stati Membri di utilizzare le aliquote in maniera più mirata, ad esempio per sostenere gli alimenti biologici.

La Commissione si è altresì impegnata a dimezzare il depauperamento alimentare pro capite a livello di vendita al dettaglio e dei consumatori entro il 2030, utilizzando una metodologia di misurazione dei rifiuti. E poiché l’interpretazione errata delle diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” causa sprechi alimentari, verranno riesaminate le norme di riferimento.

Tolleranza zero, invece, sulle frodi, col rafforzamento dei poteri dell’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF), quelli delle autorità di controllo degli Stati Membri, Europol e altri organismi, anche utilizzando i dati dell’UE sulla tracciabilità.

La politica commerciale dell’UE dovrebbe contribuire a rafforzare la cooperazione coi Paesi Terzi e ad ottenere da parte loro impegni ambiziosi in settori chiave quali il benessere degli animali, l’uso dei pesticidi e la lotta contro la resistenza antimicrobica.

L’UE concentrerà la sua cooperazione internazionale sulla ricerca e l’innovazione in ambito alimentare, con particolare riferimento all’adattamento ai cambiamenti climatici e mitigazione dei loro effetti, agroecologia, gestione del paesaggio e governance fondiaria sostenibili, conservazione e uso della biodiversità, catene del valore eque e inclusive, alimentazione e regimi alimentari sani, prevenzione delle crisi alimentari e risposta alle stesse, in particolare nei contesti fragili, difesa integrata, salute delle piante, salute e benessere degli animali e norme in materia di sicurezza degli alimenti, resistenza antimicrobica e sostenibilità degli interventi umanitari e di sviluppo coordinati.

Per ridurre il contributo dell’UE alla deforestazione e al degrado forestale a livello globale, nel 2021 la Commissione presenterà una proposta legislativa e altre misure volte a prevenire o ridurre al minimo l’immissione sul mercato dell’UE di prodotti associati alla deforestazione o al degrado forestale. L’UE applicherà una tolleranza zero nella lotta alla pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata, contrasterà la pesca eccessiva, promoverà la gestione sostenibile delle risorse ittiche e rafforzerà la governance degli oceani, la cooperazione in ambito marino e la gestione delle zone costiere.

L’UE sosterrà inoltre l’applicazione di norme relative alla fornitura di informazioni fuorvianti.

Questo è molto altro ancora è contenuto nel Farm to Fork, di cui vedremo gli effetti da domani in poi. Le reazioni degli addetti ai lavori sembrano tuttavia fredde e aleggia un certo scetticismo.

Sono molti i dubbi, soprattutto sul fatto che si tratti di vere e proprie opportunità e non vincoli fini a sé stessi. Una cosa è certa: per ora le alternative non sono tante. Come andrà a finire lo vedremo solo col tempo e man mano che le disposizioni verranno formulate e poi rese applicabili. Ne riparleremo di certo e a breve.

Sebastiano Corona

 

Didascalia: i cambiamenti climatici e il degrado ambientale sono una minaccia enorme a livello globale. Per questo, l’Europa ha bisogno di una nuova strategia per la crescita che trasformi l’Unione in un’economia “moderna, efficiente sotto il profilo delle risorse e competitiva”: questo è l’obiettivo del Green Deal. Il biologico, in particolare, verrà incentivato sostenendone il passaggio sia sulla terraferma che negli oceani e nelle acque interne (photo © Vladislav Gadjic).

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