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Il Pesce nr. 4, 2020

Rubrica: Turismo gastronomico
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 114)

Minorca, scrigno di sapori e biodiversitĂ  anche sui banchi del mercato

Il turismo e i servizi, prima del coronavirus, rappresentavano l’80% del PIL dell’isola di Minorca, un modello di sostenibilità ambientale ed economica che l’Unesco, nel lontano ‘93, nell’ambito del programma MAB (Uomo e Biosfera), ha dichiarato Riserva della Biosfera (www.biosferamenorca.org).

La superficie agricola utile della perla dell’arcipelago spagnolo delle Baleari copre il 63% del territorio isolano, con prevalenza sull’allevamento vaccino e caprino per la produzione di latticini; 600 gli addetti di filiera. La pesca, invece, non ha mai avuto un peso importante; attualmente conta una settantina d’imbarcazioni di piccole imprese familiari e un centinaio di lavoratori dedicati. Così tutto il pescato è assorbito dal mercato locale, che naturalmente in estate si rifornisce anche dall’esterno.

Con l’istituzione della riserva marina a nord di Minorca è stato poi migliorato il controllo e la gestione della pesca per garantire la continuità delle popolazioni ittiche. Insomma, la parola d’ordine è sostenibilità, in terra come in acqua. I piccoli pescatori, contadini e allevatori di Minorca trovano la loro migliore vetrina in due mercatini locali, il Mercat de Peix de Maó e il Mercado Claustro del Carmen. Il mercato del pesce della “capitale” Mahón è uno spazio gastronomico unico, con vivaci e guarnite bancarelle di polpi, triglie, orate, merluzzetti, saraghi e frutti di mare freschi e con un’area dedicata a tapas, pinchos, calici di vino e boccali di birra, dove la clientela può fare la spesa e incontrarsi con gli amici per uno spuntino; davanti ai banchi lunghi banconi con sgabelli per consumare qualcosa al volo e fuori anche i tavolini.

La storia di questo mercato-pescheria comincia a metà degli anni Venti, quando l’edificio è costruito su progetto dell’architetto locale Francesc Femenies: una superficie rettangolare con portico perimetrale e una cabina centrale esagonale per il servizio interno.

In precedenza, il pesce era venduto al vicino porto, ma fu deciso di concentrare la vendita di carne e verdure nel chiostro del Carme, lasciando il pesce nel cortile centrale. Tuttavia, il progetto non ebbe successo, costringendo alla creazione di un edificio dedicato esclusivamente al pesce. Nacque così il Mercat de Peix de Maó (in lingua catalana).

Il vicino e parente Mercat Claustre del Carme fu costruito nel XVIII secolo, adiacente ad una chiesa poi “esautorata” con la confisca del 1835. Attualmente le sue mura e il patio ospitano manifestazioni culturali e un mercato di carne, frutta e verdura in uno spazio a pianta quadrata, su tre livelli, di pietra calcarea.

Dopo la confisca fu utilizzato inizialmente come prigione, tribunale e infine mercato. In seguito alla risistemazione realizzata negli anni ‘90 ospita il mercato gastronomico al pianterreno, dove è possibile trovare i prodotti tradizionali dell’isola, a partire da salsicce “a metà” tra la ‘nduja calabrese e il ciauscolo marchigiano fino al prelibato Queso Mahón de Menorca Dop. Ma anche sandali, borse di vimini, cappelli.

Quest’isola dell’arcipelago delle Baleari è uno scrigno di sapori oltre che di biodiversità, ricca di paesaggi e comunità marine in gran parte scomparsi dal Mediterraneo, come le praterie di posidonia oceanica, sui fondali di roccia e sabbia fino a 35 metri di profondità. O le alghe marine brune e quella della comunità di Cystoseira, indicatori della qualità dell’acqua. Più in profondità alghe rosse di struttura calcarea, gorgonie, spugne, cnidari (es. il corallo rosso).

La riserva marina nel nord dell’isola è un’area protetta che regola l’uso e lo sfruttamento dell’ambiente marino, specialmente la pesca. Frastagliata da insenature, cale, grotte, dirupi e isolotti, la riserva ha ricchezza di habitat e fondali, rifugio di coralli rossi, datteri di mare e aragoste.

Il cuore della riserva è il parco naturale di S’Albufera des Grau, l’isola di En Colom e il capo di Favàritx. Fu realizzato nel ‘95 grazie alla resistenza dei cittadini a un progetto di urbanizzazione, dopo anni di lotte cominciate a partire dal ‘70. L’Albufera, la zona umida più estesa dell’isola (70 ettari), è una laguna salmastra che ospita importanti popolazioni di pesci e uccelli acquatici.

Massimiliano Rella

 

Nota: photo © Delphine Poggianti.

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