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Il Pesce nr. 3, 2020

Rubrica: Week-end
Articolo di Rella M.
(Articolo di pagina 106)

Mercado do Livramento, l’anima autentica di Setúbal

Il mercato di questa città portoghese di antiche origini è un affresco vivente della cultura rurale della nazione, con le grandi statue di pescivendoli, agricoltori, macellai, contadine e venditrici di fiori a rappresentarla. Insieme alle magnifiche scene di vita quotidiana dipinte su 5.700 azulejos

Grandi statue colorate di pescivendoli, macellai e contadini si stagliano tra i banchi di pesce, frutta e verdura in uno dei mercati più belli del mondo, arricchito da pareti piastrellate di azulejos, la cifra artistica del Portogallo più profondo. Ci troviamo a Setúbal, una cittadina marinara e portuale sull’Atlantico, cara ai golosi per almeno due irrinunciabili tentazioni: il choco frito, una speciale seppia fritta tagliata a listarelle, e gli ottimi vini locali, quelli fortificati come il Moscatel de Setúbal, un nettare da dessert e da meditazione, e i bianchi, i rossi e i rosati da tutto pasto prodotti nelle cantine della vicina zona di Palmela.
Setúbal si trova a 50 km da Lisbona e vanta il terzo più grande porto del Paese lusitano, sviluppatosi in un’area di varietà paesaggistica e turistica, tra pianure, colline e due fiumi, il Sado e il Tago, che sfociano nell’Oceano Atlantico. Logica vuole che dove c’è un porto ci sia un rifornito mercato del pesce e in effetti la cittadina portoghese non fa eccezione. La sua peculiarità, però, sta nella bellezza di questo mercato, che non vende solo pesce, ma anche carne, formaggi, verdure, primizie dell’orto e tante bontà del mondo contadino.
Il meglio della freschezza delle gelide acque atlantiche e della fertile terra lusitana nella meravigliosa cornice del Mercado do Livramento (Av. Luísa Todi 163, 2900-362 Setúbal), che la nota rivista americana Usa Today non ha esitato ad eleggere qualche anno fa come uno dei “migliori mercati al mondo”. E noi ovviamente ci siamo andati…
Bene, immaginate 300 banchi alimentari, tantissimi di pesce, in uno spettacolo di pareti tappezzate di azulejos, le tradizionali piastrelle bianche e azzurre (ben 5.700!) con scene di vita quotidiana, religiosa e contadina, una tra le più caratteristiche espressioni d’arte e artigianato della storia portoghese.
Tra cassette di seppie, sardine e buffi pesci atlantici, un giro al Mercado do Livramento diventa così anche una visita culturale; tenete quindi d’occhio l’ufficio turistico di Setúbal per le visite guidate.
In questo edificio rosso del 1876, in stile Art Déco ma riadattato negli anni ‘30, e con ben 6.000 m2 di superficie interna, colonne in ghisa e mura piastrellate da 5.700 azulejos del XIX secolo, va in scena ogni mattina un vivace e genuino affresco di cultura portoghese: pescivendoli, macellai e vocianti contadini dai gesti più composti, ad esempio, dei nostri venditori dei tanti mercati del sud Italia.
La carne arriva dalle fattorie intorno a Setúbal, frutta e verdura il più possibile a km 0 e il pesce è sbarcato quotidianamente a poche centinaia di metri da una nutrita flotta di pescherecci.
Quattro anni fa, quando il Comune decise di celebrare i 140 di vita del mercato, organizzò un flash mob tra i banchi e un grande pranzo con pescatori, contadini, critici gastronomici e ospiti illustri. Il tutto accompagnato da musiche lusitane, performance d’artisti portoghesi e recitazioni di poesie. Visitato settimanalmente da 11.000 persone, compresi i turisti, il mercato è stato di recente oggetto di restauro e ristrutturazione nel rispetto dello stile originario.
Aperto dal martedì alla domenica (7:30-14:00), si trova in Avenida Luísa Todi. Nel 2026 compirà 150 anni e c’è da aspettarsi festa grande. Ma perché attendere così a lungo?

Choco frito

La cittadina portuale di Setúbal è famosa per l’ottimo pesce sin dai tempi della dominazione romana ed oggi lo è in particolar modo per il choco frito, la seppia fritta alla maniera di Setúbal. La seppia fresca pescata nelle acque oceaniche, che può raggiungere anche dimensioni ragguardevoli, viene infatti impanata in una pastella fatta di uova e pangrattato e viene fritta nell’olio intera, senza essere prima tagliata ad anelli come succede in altre tradizioni culinarie. Lungo Avenida Todi ci sono numerosi ristoranti che propongono enormi porzioni di choco frito, da sole o servite dentro ad un panino riccamente farcito (in foto), accompagnate da vino bianco o da birra. Dal punto di vista economico questi ristoranti risultano piuttosto accessibili e, all’occorrenza, è anche possibile ordinare la propria porzione da portare via in modo da gustare la frittura sulle panchine di fronte al mare.

Massimiliano Rella

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