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Il Pesce nr. 3, 2020

Rubrica: Indagini
Articolo di Corona S.
(Articolo di pagina 82)

Indicazioni d’origine, un’enorme risorsa

Dall’analisi del XVII Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp, Stg, l’Italia conferma il suo primato mondiale per numero di prodotti certificati. Nel comparto Food & Wine ogni anno il Belpaese segna nuovi incrementi e nuovi record

La presentazione del XVII Rapporto Ismea-Qualivita sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane Dop, Igp, Stg è un appuntamento annuale che dal 2003 prevede la disamina, alla presenza di istituzioni, imprese e addetti ai lavori, dei più importanti fenomeni socio-economici del comparto della qualità alimentare certificata. Vista la situazione in continua evoluzione, e i repentini mutamenti sul piano economico e sociale, non è facile fare previsioni attendibili sull’andamento della Dop-Economy nei prossimi mesi. Secondo Qualivita e Ismea è però evidente che, prima della pandemia, il comparto, nel nostro Paese, godesse di discreta salute, con ulteriori potenzialità inespresse. Nel 2018 si sono infatti superati i 7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export, dal 2008, si è più che triplicato. Il Vino Ig sfiora i 9 miliardi di euro di valore dell’imbottigliato, le esportazioni valgono l’87% del totale vinicolo italiano.
Le denominazioni si confermano un driver fondamentale e indiscusso dei distretti agroalimentari del Belpaese, con un valore alla produzione, nel 2018, di oltre 800 Indicazioni Geografiche che supera i 16,2 miliardi di euro (+6% in un anno) e con l’export che scavalca la soglia dei 9 miliardi (+2,5%), grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.
Si segna un nuovo record con una crescita del 3,8% in termini di valore alla produzione rispetto al già positivo 2017 e con un trend del +43% dal 2008. Il valore al consumo, pari a 14,4 miliardi di euro, conferma il risultato dell’anno precedente, mentre continua la crescita sul fronte export che, per il comparto Food IG raggiunge i 3,6 miliardi di euro e un +1,2% su base annua con le esportazioni agroalimentari Dop e Igp che dal 2008 hanno registrato ogni anno una crescita in valore (+218% in totale). Un terzo delle esportazioni è verso Paesi Extra UE (33%), ma i mercati principali si confermano Germania (20%), Usa (18%) e Francia (15%). Tutte le province d’Italia, seppur in maniera difforme tra loro, hanno una ricaduta economica dovuta alle filiere Ig. Alcune realtà emergono più di altre: le prime quattro regioni per impatto economico si trovano al Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo delle Indicazioni Geografiche e le prime cinque province, da sole, superano la metà del valore complessivo generato a livello nazionale dalle filiere Food & Wine Dop Igp.
Si contano cinque regioni sopra 1 miliardo di euro di valore generato dalle Ig. Il Veneto cresce e si conferma la prima regione, con 3,90 miliardi di euro, seguito da Emilia-Romagna, con 3,41 miliardi, e Lombardia con 1,96 miliardi, Piemonte (1,23 mld di euro), Toscana (1,11 mld di euro). Nel Food, Emilia-Romagna e Lombardia guidano la classifica e la Campania, a seguire, si conferma con ottimi risultati. Nel Vino, il Veneto è seguito da Toscana e Piemonte e stanno mostrando buone performance anche Puglia, Sicilia ed Emilia-Romagna. Le prime quattro regioni si trovano al Nord Italia e concentrano il 65% del valore produttivo Ig.
A fine 2019 l’Italia conferma il suo primato mondiale per numero di prodotti certificati con 824 Dop, Igp, Stg nei comparti Food & Wine su 3.071 totali: oltre un prodotto su quattro a Indicazione Geografica. Nel 2019 l’Italia raggiunge la soglia dei 300 prodotti Food Dop, Igp, Stg: anche questo è un primato mondiale. Il secondo Paese è la Francia, con 251 produzioni Food. Fondazione Qualivita sottolinea come, nel corso degli anni, il sistema delle Dop e Igp abbia contribuito alla definizione di un’Italia agroalimentare policentrica, con l’affermazione di numerosi distretti nel Paese, che delineano zone a vocazione agricola e vitivinicola e in cui il sistema delle Indicazioni Geografiche riveste un doppio ruolo strategico: da una parte, coi suoi prodotti, è un forte attrattore turistico e un elemento di qualità diffusa nei territori che funge da collettore per lo sviluppo locale; dall’altra, rappresenta un cluster sempre più prezioso per l’industria alimentare italiana, nella quale riesce a generare valore aggiunto nel segno della qualità.
Anche Teresa Bellanova, Ministra delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nell’esprimersi favorevolmente per la conferma della leadership italiana nei prodotti di qualità certificata, ha sottolineato che queste specialità, che pog­giano il proprio successo sull’iden­tità di un popolo e che sono per questo capaci di conquistare spazi globali, generano straordinarie economie positive nell’industria dei prodotti trasformati. Nella valorizzazione in etichetta di questo connubio si esprimono ulteriori ed evidenti potenzialità. L’identità è il perno, da questo dobbiamo partire e ripartire.

Pesci, molluschi, crostacei freschi e prodotti derivati Dop, Igp, Stg

  • Acciughe sotto sale del Mar Ligure Igp – Sono un prodotto pescato, lavorato, conservato tramite salatura. La conservazione sotto sale delle acciughe appartenenti alla specie Engraulis encrasicolus L. assume in Liguria una notevole importanza economica per via delle quantità prodotte e del notevole indice di gradimento da parte dei consumatori che si traduce in prezzi di vendita superiori a quello di prodotti analoghi di diversa provenienza. Le condizioni ambientali del versante tirrenico della Liguria sono tali da permettere temperature miti, ideali per garantire una naturale maturazione del prodotto. La commercializzazione delle acciughe deve essere effettuata negli appositi contenitori in vetro denominati “arbanelle”.
  • Cozza di Scardovari Dop – è un mollusco bivalve appartenente alla specie Mytilus galloprovincialis dalla forma allungata e dotato di una conchiglia colore nero-violaceo. La zona di allevamento è la Sacca di Scardovari, situata nell’area meridionale del Delta del Po, nel comune di Porto Tolle, in provincia di Rovigo. L’ambiente particolarmente idoneo permette di avere un prodotto di ottima qualità sia dal punto di vista organolettico e nutrizionale sia per l’ottimo rapporto peso totale/peso della carne. La bassa salinità delle acque della laguna permette inoltre di avere un prodotto con un tenore di sodio nettamente inferiore a quello presente in bivalvi allevati in mare.
  • Salmerino del Trentino Igp – La Igp Salmerino del Trentino è attribuita ai pesci salmonidi allevati nella zona di produzione di cui al Disciplinare e appartenenti alla specie Salmerino alpino (Salvelinus alpinus L.). La carne è bianca o salmonata, soda, tenera, magra (deve presentare un contenuto in grassi totali non superiore al 6%), con un odore tenue e fragrante d’acqua dolce, privo di qualsiasi retrogusto di fango. La zona di produzione comprende l’intero territorio della provincia autonoma di Trento nonché il comune di Bagolino (BS). La vocazione della zona ha una lunga tradizione: la pratica dell’allevamento in vasca risale infatti al XIX secolo con la costruzione, nel 1879, dello stabilimento di piscicoltura artificiale di Torbole, il quale aveva la finalità di diffondere nella provincia di Trento la pratica della piscicoltura e ripopolare le acque pubbliche con avannotti di trota e salmerino.
  • Tinca Gobba Dorata del Pianalto di Poirino Dop – Si riferisce al pesce fresco della specie Tinca tinca nato allevato e cresciuto negli stagni dell’Altopiano di Poirino, contraddistinto da un gran numero di piccole e grandi peschiere ricavate spesso nelle vicinanze di abitazioni e borgate. Il prodotto si caratterizza rispetto alle altre tipologie di tinca poiché non denota al gusto e all’olfatto il sapore di fango o erba e le carni sono tenere. Questa peculiarità è direttamente determinata dal tipo di gestione delle peschiere che si distinguono rispetto alle altre perché in esse il fondo melmoso non riesce a formarsi con continuità e la massa d’acqua presenta condizioni estremamente variabili per gran parte della stagione produttiva, impedendo l’instaurarsi delle condizioni favorevoli alla proliferazione di alghe.
  • Trote del Trentino Igp – L’Igp è attribuita ai pesci salmonidi allevati nella zona di produzione del Disciplinare e appartenenti alla specie Trota iridea (Oncorhynchus mykiss). La carne bianca o salmonata e si presenta compatta, tenera, magra (il contenuto in grassi totali non deve essere superiore al 6%), con un delicato sapore di pesce e un odore tenue e fragrante d’acqua dolce, privo di qualsiasi retrogusto di fango. La zona di produzione comprende l’intero territorio della provincia autonoma di Trento e il comune di Bagolino (BS).


Sebastiano Corona

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