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Il Pesce nr. 3, 2020

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 28)

Parole al futuro: gli scenari post coronavirus

Una riflessione sull’oggi per immaginare il prossimo domani del comparto agroalimentare

Quale sarà l’impatto del coronavirus sui comportamenti di acquisto futuri del consumatore? E quali sono le strade da seguire da parte delle aziende per acquistare valore e sopravvivere alla crisi?
Pur con la consapevolezza che le generalizzazioni sono fuorvianti, proviamo a rispondere insieme a queste tematiche analizzando i comportamenti che i consumatori hanno avuto durante questo eccezionale periodo di lockdown. Innanzitutto, nelle 4 settimane successive al 21 febbraio si è assistito ad un rilevante incremento degli acquisti presso i differenti formati della distribuzione moderna, che ha visto aumentare, in media, la richiesta dei consumatori di oltre il 17% (dati: IRI).
Una forte pressione della domanda che ha visto privilegiare le categorie di prodotti maggiormente stoccabili e che ha, di fatto, favorito le categorie più “mature” e più gestibili a casa, con conseguente sofferenza per tutti i prodotti ad acquisto d’impulso quali piccoli frutti ed esotico, e, tra i freschi, l’ittico.
Sul fronte distributivo, si è assistito nelle ultime settimane ad una ripresa dei negozi di prossimità, capitani di categoria per quanto attiene il presidio territoriale e l’assortimento disponibile, con un +41,6% (dati: Nielsen).
Straordinaria l’esplosione del­l’e-commerce: nella prima settimana di aprile si è registrato un +158% (dati: Nielsen) per gli acquisti on-line di prodotti di largo consumo incluso il fresco (tradizionalmente non rilevante). Débâcle, dettata dal momento, invece, per Drugstores e Cash & Carry.
Sul fronte assortimentale, la pandemia ha sicuramente contribuito a reimpostare lo scaffale, privilegiando soluzioni volte a ridurre i tempi di permanenza a punto vendita, ottimizzando la fase di logistica e di riassortimento in store.
I Prodotti a Marchio del Distributore, protagonisti in vendita, hanno, secondo IRI, segnato una crescita di 1 punto e mezzo percentuale rispetto lo scorso anno pari periodo, beneficiando di una disponibilità garantita e di un posizionamento di prezzo più accessibile. In ortofrutta, in particolare, l’ottimizzazione dei tempi e la ricerca di sicurezza ha di fatto favorito i prodotti confezionati a scapito dello sfuso.
Dato il contesto, il compito per chi come noi continua a supportare le aziende della produzione e della distribuzione nel percorso che conduce al consumatore finale è quello di guardare prospetticamente al post Covid, individuando i driver, meglio, le #parolealfuturo, alle quali affidarsi per interpretare fruttuosamente le sfide che ci attendono.

1. #CONVENIENZA
La crisi economica porterà i consumatori ad una riduzione del potere di acquisto reale; come intercettare tale tendenza in maniera concreta? Quale il ruolo per i brand e quale lo spazio per la private label? Traghettare il consumatore in questa fase interlocutoria obbligherà le aziende del comparto a ripensare formati di vendita e packaging idonei ad intercettare la necessità di ridurre la battuta di cassa senza rinunciare alla qualità.

2. #RASSICURAZIONE
Il consumatore ha bisogno più che mai di ottenere garanzie circa la #SICUREZZA alimentare: l’origine, la tracciabilità e le certificazioni saranno pertanto elementi da evidenziare sempre più nella comunicazione. In questo contesto l’#ITALIANITÀ ed il #LOCALISMO giocheranno un ruolo centrale.

3. #SALUTISMO
Si consoliderà sempre più la tendenza a privilegiare alimenti votati al ben-essere, naturalmente ricchi in vitamine a beneficio del comparto ortofrutta, a partire dal Biologico, che ha registrato un vero e proprio boom nel periodo di crisi Covid.

4. #HUMAN TO HUMAN
La comunicazione proposta dai brand dovrà “avvicinare” il consumatore finale proponendogli di aderire a comunità fondate su valori condivisi.

5. #DIGITALE
Smart working, didattica a distanza, home delivery, click and collect… Il digitale è entrato a far parte prepotentemente della vita delle persone. La rivoluzione digitale, già in atto, ha subito un’ulteriore accelerazione trovando in alcuni casi le aziende impreparate. È auspicabile dunque attivarsi per riorganizzare la supply chain ponendola al servizio della fase di vendita e trasformandola in un’opportunità addizionale per raggiungere i consumatori comunicando in maniera più efficiente.
Nelle prossime settimane, insieme agli operatori del settore, proveremo a riflettere per dare forma e sostanza a ciascuna di queste parole; siamo consapevoli, infatti, che dietro ogni crisi (dal greco krino = separare, cernere, valutare) si celi l’opportunità del più autentico rinnovamento.
Fonte: SG Marketing

SG Marketing, food strategy

SG Marketing, con sede a Bologna, è una società specializzata nei servizi di marketing agroalimentare grazie ad un’esperienza di oltre 25 anni maturata nella valorizzazione del food e del beverage: “aiutiamo le aziende della produzione e della distribuzione nello sviluppo del business, dal lancio di nuovi prodotti, alla progettazione di politiche di marca, alla creazione di un’immagine aziendale riconoscibile e competitiva”. Tra le attività c’è anche la consulenza strategica nel supporto delle imprese della produzione e distribuzione nell’affrontare l’evoluzione della domanda grazie allo sviluppo di strategie di mercato mirate. “Partendo dall’ascolto delle esigenze del cliente e attraverso un’analisi del contesto, si predispone la strategia di marketing più adeguata dati gli obiettivi condivisi”.

>> Link: www.sgmarketing.it

 

Altre notizie

Maxi donazione agli ospedali: da Rossi 100.000 euro

Una donazione di 100.000 euro agli ospedali di Camerino e Macerata da parte di Niccola Lino Rossi, che insieme ai figli gestisce a Sefro la Eredi Rossi Silvio (www.rossitrote.it), con allevamenti di trote in diversi Paesi europei e 300 dipendenti. Grazie a questa donazione sono stati acquistati un apparecchio per l’anestesia donato alla rianimazione di Camerino ed un ecografo per il Pronto Soccorso di Macerata. «Durante questa durissima emergenza, che coinvolge tanti Paesi del mondo e che mette a rischio la salute di tutti noi, ci siamo sentiti in dovere di aiutare la sanità locale, con l’ospedale di Camerino che ora è diventato centro di riferimento per la cura del coronavirus e le altre strutture in cui tutto il personale sanitario è in prima linea» racconta Roberto Rossi, a nome della famiglia. «Abbiamo contattato il direttore di Area Vasta dott. Alessandro Maccioni, che ha proposto le attrezzature di cui c’era necessità. Ho seguito personalmente le trattative con la ditta produttrice delle apparecchiature, la Canon, e si è giunti ad un accordo». Non è la prima volta che Lino Rossi compie un gesto di grande solidarietà: ha già infatti donato all’ospedale di Camerino un modernissimo ecografo ad ultrasuoni per volontà della figlia prematuramente scomparsa. In questo momento in cui la sanità locale sta compiendo un lavoro intenso e straordinario, gesti di grande solidarietà come quello compiuto dalla famiglia Rossi sono il segno di come, grazie alla responsabilità sociale verso il proprio territorio, si possa contribuire a potenziare le donazioni sanitarie con apparecchiature che resteranno a disposizione della collettività anche una volta finita l’emergenza (fonte: Cronache Maceratesi).

L’azienda
La Erede Rossi Silvio è oggi una delle più grandi società attive nel ramo dell’acquacoltura. Fondata nel 1947 da Silvio Rossi, col primo allevamento di trote a Sefro nell’entroterra marchigiano, l’azienda è cresciuta ad un ritmo prodigioso, riuscendo a completare quella visuale a 360° su tutto il settore produttivo che da sempre è alla base della filosofia aziendale: tutte le fasi produttive sono svolte infatti in proprio, assicurando così un ciclo completo che parte dalla riproduzione delle uova, l’allevamento, la trasformazione e il confezionamento. Di pari importanza è l’attenzione al processo socio-ecologico, sviluppato nel desiderio di dare luogo ad un sistema al 100% sostenibile. Tutto ciò fa sì che al mercato arrivi un prodotto di alta qualità, attento all’ambiente e dalle caratteristiche organolettiche elevate. Tale filosofia ha permesso all’azienda di guadagnare e confermare di anno in anno una posizione di leadership nel panorama della itticoltura italiana ed europea. Le vendite si dividono principalmente tra vendite all’ingrosso, GDO, trote vive e clienti minori.

 

Didascalia: Lino Rossi, 77 anni, patron della Erede Rossi Silvio che manda avanti assieme ai figli, Silvio, Rodolfo e Roberto, e che oggi conta circa 300 dipendenti con sedi in mezza Italia e anche in Belgio e in Albania (photo © Ansa).

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