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Il Pesce nr. 3, 2020

Rubrica: SostenibilitĂ 
(Articolo di pagina 94)

Il WWF e la lunga lotta per la sopravvivenza del tonno rosso del Mediterraneo

Una storia poco nota che ci coinvolge direttamente e che ha visto questa specie iconica arrivare, recentemente, ai limiti della scomparsa

Il tonno rosso è una delle specie più iconiche del Mediterraneo, significativo tanto come indicatore della ricchezza della biodiversità marina locale, quanto per il suo legame con la nostra cultura e le tradizioni del nostro Paese. Purtroppo questa specie ha una storia lunga e sofferta, che ci coinvolge direttamente tutti e che l’ha vista, recentemente, arrivare ai limiti della scomparsa.
Il WWF da anni si impegna per la sopravvivenza del tonno rosso nei nostri mari e per lasciare in eredità ai nostri figli e nipoti una popolazione in salute di questo meraviglioso pesce. La storia del tonno rosso nel Mar Mediterraneo è tuttora poco nota, per questo il WWF ha scelto di raccontarla a partire da quando, negli anni ‘60, l’aumento di popolarità del sushi e del sashimi trasformò il tonno rosso in un alimento molto ricercato e pose le basi per una progressiva intensificazione delle attività di pesca, portando, negli anni ‘90, alla grave crisi degli stock di tonno rosso del Mediterraneo. Si è trattato di un vero e proprio disastro ecologico: nel 1996 l’IUCN classificò il tonno rosso dell’Atlantico come “a rischio di estinzione”, con un crollo della popolazione di tonno rosso dell’85%. Anche l’introduzione delle quote di pesca non fu sufficiente a risolvere il problema, perché i limiti di cattura imposti furono a lungo molto più alti di quanto suggerito dagli scienziati, e per via del continuo aumento delle attività illegali di pesca e si sfiorò il collasso dello stock. Tutt’oggi, la maggior parte del tonno rosso catturato nel Mar Mediterraneo viene trasferito in gabbia per 4-6 mesi, dove viene alimentato con grandi quantità di pesce, pescato per soddisfare le esigenze di contenuto di grassi che gli conferiscono un prezzo elevatissimo sul mercato giapponese. In queste gabbie di ingrassamento vengono trasportati soprattutto giovanili di tonno, catturati prima di aver avuto la possibilità di riprodursi. Solo l’avvio di un rigoroso piano di recupero, ponendo regole sulle catture totali consentite, sulla durata della stagione di pesca, sulla taglia minima, sulla gestione della pesca accidentale (by-catch) e sulle attività di pesca ricreativa, ha consentito, negli ultimi anni, una ripresa dello stock che sta procedendo tuttora.
Lo stock di tonno rosso si sta ricostituendo. Proprio per questo motivo ci troviamo di fronte ad un punto cruciale lungo il processo di recupero, in cui il WWF raccomanda il mantenimento di un approccio precauzionale nell’analisi del suo progresso allo scopo di evitare di ripetere gli errori del passato. Il WWF si sta battendo nella discussione tra attori decisionali e sistemi di certificazione di pesca sostenibile, con raccomandazioni e obiezioni formali e lotta contro pratiche insostenibili quali l’ingrassamento dei tonni. Allo stesso tempo, è impegnato per la tutela della specie in progetti che prevedono il tagging satellitare dei tonni, utili a monitorarne i movimenti migratori garantire la continuità della specie. Sebbene il tonno rosso si stia ricostituendo, un consumo sostenibile non è quindi ancora possibile.

 

Tonno o tonno rosso (Thunnus thynnus)

Detto anche bluefin tuna, il tonno o tonno rosso (Thunnus thynnus) è un pesce pelagico diffuso in acque tropicali e sub-tropicali; può raggiungere 300 cm di lunghezza e oltre, il peso massimo registrato è di 684 kg. Si nutre di pesci quali sgombri, sardine, alacce ma anche di cefalopodi. Nel periodo primaverile migra nelle acque del Mediterraneo e nella stagione riproduttiva tende ad avvicinarsi alla costa. Le sue carni sono di colore rosso intenso, estremamente gustose e ricercate sul mercato, soprattutto da quello giapponese per la preparazione del sashimi; viene commercializzato fresco, e per una piccola parte trasformato dall’industria conserviera. Anche le uova vengono commercializzate, essiccate e salate, dette “bottarga”. La cattura del tonno rosso è oggetto di particolare normativa, questo perché la forte richiesta del prodotto in passato ha messo a rischio la sopravvivenza della specie. La Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno (ICCAT) ha dovuto disciplinare questo settore con raccomandazioni precise, recepite in regolamenti dalla Commissione europea, per ridurre lo sforzo di pesca e permettere il riequilibrio tra le quantità di tonno rosso pescato e la capacità riproduttiva dell’animale. In tutti gli Stati Membri è stato introdotto da anni un contingente o quota di cattura massima, oltre ad una taglia minima da rispettare per gli esemplari catturati. La sua pesca è ad amo oppure con reti da circuizione.


>> Link: www.wwf.it

Nota: photo © Wild Wonders of Europe Zankl, WWF.

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