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Il Pesce nr. 2, 2020

Rubrica: Speciale Aquafarm
(Articolo di pagina 33)

Aquafarm e Novelfarm in crescita

Le due manifestazioni hanno registrato +15% nell’edizione 2020 con successo di espositori e pubblico. Un ottimo segnale per il comparto della filiera ittica

Un tondo +15% dei visitatori è il dato che salta all’occhio tra quelli che definiscono il successo della quarta edizione di AquaFarm e della seconda di NovelFarm; ad esso si aggiungono i 120 tra espositori e sponsor, i 2.900 m2 di esposizione in due padiglioni della Fiera di Pordenone, le 30 conferenze con 130 relatori provenienti da tutto il mondo. Renato Pujatti, presidente di Fiera di Pordenone, ha così espresso la sua soddisfazione: «Abbiamo avuto più spazio espositivo, più espositori, più visitatori, più conferenze, più giovani, più attenzione dai media. In generale più soddisfazione da parte di tutti i soggetti coinvolti. E se mi permettete, più contentezza. NovelFarm sta crescendo e questo ci conforta nella nostra visione di trovarci di fronte ad un settore strategico per il futuro. Stiamo già lavorando sulla prossima edizione e sui suoi contenuti».

NovelFarm e i progetti universitari
Sul fronte NovelFarm, si è svolta la selezione finale e la premiazione dei progetti dell’Urban Farming Challenge (site.unibo.it/urban-farm/en/the-challenge), che ha messo in gara i progetti elaborati dagli studenti delle università di tutto il mondo per il recupero a fini di produzione agricola di edifici dismessi messi a disposizione dalle amministrazioni di diverse città italiane e straniere. Hanno partecipato 25 team interdisciplinari e sono risultati vincitori nell’ordine i team hop-E, Fenice e Symbiont Society Project, che rispettivamente opereranno su edifici posti a Galliera (BO), Lanuvio (RM) e Longyearbyen (Isole Svalbard, Norvegia). «Sono molto soddisfatto della forte partecipazione di più di 130 giovani da tutto il mondo — ha dichiarato il prof. Francesco Orsini dell’Alma Mater Studiorum di Bologna — e della qualità dei progetti presentati con entusiasmo nei due giorni di NovelFarm, che ringrazio per l’ospitalità e il supporto».

Alghe e molluschicoltura
Il terzo pilastro degli argomenti trattati a Pordenone sono da sempre le alghe, che sono state oggetto di incontri sugli esempi più interessanti delle applicazioni e gli utilizzi delle microalghe nell’ambito alimentare, mangimistico ed industriale, con un’attenzione particolare sulla depurazione delle acque reflue. Protagonista l’economia circolare, con la presentazione del progetto di coltivazione di microalghe in sinergia con i visitatori del Padiglione Italia all’EXPO 2020 di Dubai. Infine, per la molluschicoltura, un seminario tecnico ha sottolineato come l’innovazione nell’informatica e nei servizi geo-ambientali, compresi le rilevazioni satellitari, sia ormai fondamentale per il settore della mitilicoltura.

Il CREA ad Aquafarm 2020
Il CREA, consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (www.crea.gov.it), era presente ad AquaFarm 2020 con uno stand dedicato alle attività della Piattaforma ITAQUA (Piattaforma Italiana per l’Acquacoltura), istituita presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, quale ambiente di lavoro a disposizione dei diversi portatori di interesse per raccogliere esigenze e proporre soluzioni utili per la crescita e la competitività dell’acquacoltura, tenuto conto delle specificità territoriali e dell’eterogeneità dei fabbisogni e dei comparti produttivi. Due sono stati gli interventi del CREA all’interno dell’evento fieristico: uno a cura della dott.ssa Domitilla Pulcini del CREA Zootecnia e Acquacoltura e l’altro della dott.ssa Lucia Tudini del CREA Politiche e Bioeconomia. Nel primo è stata fornita una panoramica dettagliata e aggiornata dello stato del settore dell’acquacoltura nazionale, fornendo i più recenti dati produttivi ufficiali dei comparti itticoltura, molluschicoltura e crostaceicoltura, sensibilizzando gli operatori sull’importanza di un censimento completo e preciso, con l’illustrazione dei temi di interesse per la ricerca e il trasferimento tecnologico alle imprese di mitilicoltura, ambito nel quale il CREA sta portando avanti alcuni importanti progetti finanziati dal MiPAAF. L’intervento curato dalla dott.ssa Tudini ha fornito il quadro della mitilicoltura nazionale, in relazione all’andamento del mercato e alle dinamiche dei principali paesi competitor.

Fake news e acquacoltura
Nel corso di Aquafarm si è tenuto il corso di formazione e aggiornamento professionale per giornalisti “Guida Pratica per non Diffondere... Illusioni Ittiche” dedicato alle fake news in acquacoltura. Tre ore intense per scoprire assieme fatti, curiosità e falsi miti su di un settore che rappresenta un fiore all’occhiello dell’economia italiana ma che rimane ancora sconosciuto ai più. L’obiettivo era chiaro: capire cosa e come comunicare in modo preciso, evitando di “abboccare” all’amo delle fake news e al conseguente rischio di diffondere informazioni scorrette. Il corso, organizzato in collaborazione con Skretting Italia e la società di consulenza ambientale LCE, è stato approvato dall’Ordine dei Giornalisti del Friuli-Venezia Giulia. Come docenti sono intervenuti Carlo Alberto Pratesi, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese presso la Facoltà di Economia dell’Università Roma Tre, Massimo Marino, ingegnere ambientale e co-fondatore di Life Cycle Engineering, società di consulenza strategica sulla sostenibilità, e Umberto Luzzana PhD, marketing manager di Skretting Italia.

Appuntamento al 2021
AquaFarm e NovelFarm si sono svolte mercoledì 19 e giovedì 20 febbraio, ai padiglioni 4 e 5 della Fiera di Pordenone. L’appuntamento con il 2021 è per il 17 ed 18 febbraio.

>> Link: www.aquafarmexpo.itwww.novelfarmexpo.it

 

Altre notizie da Aquafarm

 

Quando l’intelligenza artificiale incontra l’acquacoltura

La ricerca di regimi alimentari più sani è ormai una tendenza mondiale, particolarmente sentita nell’Unione Europea. I cittadini europei consumano in media 24,3 kg di pesce a testa, buona parte del quale è però importato. Inoltre, il consumo a livello mondiale è più che raddoppiato negli ultimi 15 anni, con una crescita della produzione da acquacoltura che è oggi del 5-6% l’anno ma che dovrà crescere per soddisfare la domanda nei prossimi decenni. È necessaria una collaborazione tra aziende ed enti di ricerca europei per produrre più pesce in allevamento e, soprattutto, farlo in modo sostenibile ed efficiente, garantendo elevata qualità. Da diverso tempo l’esperienza degli allevatori e la ricerca aziendale e accademica hanno messo in rilievo la correlazione stretta e complessa tra caratteristiche qualitative dei pesci di interesse commerciale e funzionale, l’efficienza nell’uso delle risorse nutrizionali, il patrimonio genetico dei pesci, il loro microbioma intestinale e le condizioni ambientali dell’allevamento; l’integrazione di tutti questi aspetti è essenziale per garantire lo sviluppo responsabile e sostenibile dell’acquacoltura. Lo sviluppo di strumenti informatici è una componente fondamentale. In tale ottica un sempre maggiore rilievo avranno le “nuove tecnologie d’intelligenza artificiale” in grado di “catturare” in modo automatizzato le caratteristiche morfologiche dei singoli pesci, identificarle e collegarle con sequenze genetiche note per corrispondere a caratteristiche funzionali e di interesse per gli acquacoltori. In questo modo, è possibile selezionare i singoli esemplari per la riproduzione e dare origine a popolazioni dotate dei tratti desiderati, in modo più rapido, più efficiente e più rispettoso del benessere dei pesci. Nell’ambito del grande progetto europeo AquaIMPACT (in foto, uno scatto durante la presentazione in fiera), che ha come obiettivo proprio l’integrazione tra selezione genetica e riproduzione da una parte e ottimizzazione della formulazione dei mangimi dall’altra, sono in corso di sviluppo strumenti di visione artificiale in grado di riconoscere i tratti di ogni singolo pesce (colore degli occhi, della pelle, del ventre, forma delle pinne, ecc…) all’interno di una vasca. Questi tratti visuali grazie ad un sistema di machine learning vengono comparati con le caratteristiche genetiche desiderate note per essere legate agli stessi tratti, tutto ciò in brevissimo tempo (meno di 30") e con elevata precisione. Il progetto prende in esame quattro specie allevate nella UE: trota, orata, branzino e salmone. AquaIMPACT riunisce 11 aziende e 13 consorzi di ricerca di sette Paesi europei, tra cui l’Italia, ed è stato uno dei protagonisti della sessione Euro-Aquaculture dedicata ai progetti cooperativi europei all’interno di AquaFarm 2020. Il progetto, i suoi obiettivi e i risultati a un anno dall’avvio, sono stati presentati dal prof. Antti Kause, coordinatore generale e ricercatore del Natural Resource Institute finlandese. AquaFarm è stata la sede per la presentazione di altri progetti finanziati nell’ambito del Programma H2020, dove è stato strategico il contributo di ricercatori italiani:

  • GAIN, illustrato da Roberto Pastres dell’Università Ca’ Foscari di Venezia;
  • ClimeFish, presentato da Michaela Aschan della The Nordic University of Norway;
  • PerformFish, da Katerina Moutou, della University of Thessaly – Biopolis, Larissa;
  • ParaFishControl, da Marialetizia Fioravanti dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna;
  • MedAID, da Anna Toffan, dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie;
  • Vivaldi, da Paola Venier, dell’Università degli Studi di Padova;
  • NewTechAqua, da Alessio Bonaldo, dell’Alma Mater Università di Bologna.

 

API protagonista ad AquaFarm 2020

«Con AquaFarm 2020 — ha detto Pier Antonio Salvador, presidente di API Associazione Piscicoltori Italiani — Pordenone si è trasformata nella capitale mondiale dell’acquacoltura. Un’attività sostenibile e indispensabile per l’apporto di prodotti ittici richiesti da una popolazione in continua crescita e consapevole di quanto sia importante mangiare pesce sicuro, tracciabile e accessibile. Il clima estremamente “familiare” che AquaFarm 2020 ha creato, deriva dal sentirsi tutti partecipi con la stessa dignità nella filiera dell’acquacoltura, tutti indistintamente: operatori sul campo, ricercatori, studenti, amministratori pubblici». Tutto questo è stato discusso e messo in evidenza nel corso del workshop internazionale della GFCM-FAO. L’evento congiunto della General Fisheries Commission for the Mediterranean e di FAO ha toccato vari temi, dalla cooperazione internazionale al ruolo delle associazioni degli allevatori ittici e dei singoli operatori nella promozione delle buone pratiche di acquacoltura responsabile nei Paesi del bacino del Mediterraneo.

 

Tutti i numeri di Aquafarm 2020

Aquafarm, mostra-convegno internazionale dedicata interamente all’acquacoltura, algocoltura, molluschicoltura e industria della pesca, giunta alla sua quarta edizione, anche quest’anno ha riproposto al suo interno l’evento NovelFarm, mostra-convegno internazionale sulle nuove tecniche di coltivazione, vertical farming e fuori suolo. L’edizione 2020 ha registrato un incremento di visitatori del +15% rispetto all’edizione dello scorso anno, con provenienza da 43 paesi del mondo. I visitatori stranieri, pari al 25%, sono giunti a Pordenone da diversi Stati, tra cui Croazia, Spagna, Francia, Egitto, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Slovenia, Paesi Bassi, Norvegia e Serbia. Il 60% dei visitatori della manifestazione sono stati decision maker. Gli espositori totali sono stati 122: la loro provenienza è stata al 65% italiana ed al 35% estera. I primi 5 Paesi di provenienza degli espositori sono stati, oltre all’Italia, Francia, Spagna, Regno Unito, Danimarca e Portogallo, per un totale complessivo di 15 paesi di provenienza nel mondo.

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