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Il Pesce nr. 1, 2020

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 62)

Pesce a tavola, quali abitudini?

Convinti delle proprietà nutrizionali benefiche del pesce, apprezzato anche per il suo gusto, 6 consumatori su 10 preferiscono quello fresco, con un occhio alla provenienza e un altro all’aspetto. Ecco i risultati della survey UNC in collaborazione con Assoittica

Proprietà benefiche (70% delle risposte) e piacere per il palato (66%) sono le principali ragioni che spingono i consumatori a mangiare pesce, la cui scelta di acquisto, con preferenza per quello fresco, dipende principalmente dalla provenienza (66%) e dall’aspetto (63%). Questi i primi risultati emersi dalla survey “Pesce a tavola: quali abitudini?” lanciata recentemente dall’UNC – Unione Nazionale Consumatori sul sito www.consumatori.it e sui suoi canali social e realizzata con la collaborazione di Assoittica, Associazione Nazionale delle Aziende Ittiche. «Il sondaggio — spiega Massimiliano Dona, presidente dell’UNC — seppur non abbia valore statistico e intenda semplicemente fotografare il sentiment degli utenti, ha avuto un significativo riscontro (oltre 600 risposte), a conferma dell’attenzione sempre crescente che i consumatori mostrano verso un’alimentazione sana ed equilibrata».
Entrando nel vivo dello studio, quasi la metà dei consumatori dichiara di mangiare pesce 2/3 volte alla settimana e il 32% una volta a settimana, con un’importante preferenza per il pesce fresco (61% delle risposte), seguito dal pesce congelato/surgelato (35% delle preferenze).
Tra le motivazioni principali nel consumo di pesce, troviamo le proprietà benefiche di questo alimento, evidenziate dalle donne ancor più che degli uomini (74% vs 66% delle risposte).
Proseguendo nell’analisi dei dati, il costo (indicato da 32 consumatori su 100) e il poco tempo a disposizione da dedicare alla preparazione di questo alimento (31% delle scelte) sembrano rappresentare un freno ad un consumo maggiore di pesce. «Un dato questo — commenta Dona — che evidenzia come prezzi e tempo siano due variabili che oggi più che mai incidono fortemente sul comportamento di consumo delle persone. Basti pensare che proprio il prezzo conquista il podio — al terzo posto con quasi il 50% delle preferenze —, tra le variabili che maggiormente orientano le scelte di acquisto».
«Lo studio, condotto in collaborazione con l’Unione Nazionale Consumatori — dice il segretario generale di Assoittica Italia Giuseppe Palma — è stato uno strumento utile per capire, da un lato, cosa pensa il consumatore del prodotto ittico e, dall’altro lato, per fornire utili indicazioni per il prodotto ittico del futuro.
Ovviamente, l’associazione si muove su delle specifiche indicazioni che sono la sicurezza alimentare, la tracciabilità e la sostenibilità. In questo caso specifico, infatti, abbiamo notato con piacere che oltre il 40% degli intervistati consuma 2/3 volte a settimana il prodotto ittico.
Inoltre, insieme all’Unione Nazionale Consumatori dovremmo aumentare sempre più questa percentuale, perché l’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) suggerisce di mangiare almeno 2 pasti a base di pesce a settimana se non 3/4, in ragione dei notevoli effetti positivi che un’alimentazione ricca di prodotti ittici porta per la salute.
Ci siamo resi conto — continua il dott. Palma — che è fondamentale informare un consumatore sempre più attento alla propria alimentazione, che richiede di essere sempre più informato sulle caratteristiche del prodotto che consuma.
Proprio in funzione di questo, l’associazione è particolarmente attenta a tutte le indicazioni previste dalla normativa in materia di etichettatura e possiamo sicuramente confermare che i prodotti ittici, nell’ambito dell’agroalimentare, siano tra gli alimenti con il maggior contenuto di informazioni in etichetta».
Fonti:

UNC – Unione Nazionale Consumatori
>> Link: www.consumatori.it
Assoittica Italia
>> Link: www.assoittica.it

 

Didascalia: il “fresco” resta la tipologia preferita dagli acquirenti di pesce (photo © ancamilushev – stock.adobe.com).

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