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Il Pesce nr. 6, 2019

Rubrica: Il pesce in rete
(Articolo di pagina 32)

Le fake news sul tonno

Le più diffuse secondo l’Osservatorio Nutrizione e Benessere

Il tonno in scatola si conferma uno degli alimenti più amati dagli Italiani, che ne apprezzano la bontà, il sapore, la praticità e la velocità di preparazione. Un prodotto che, nonostante sia consumato nel 55% dei casi almeno una volta alla settimana e nel 19% addirittura più volte a settimana, è però protagonista di alcune fake news che possono disorientare e influenzare i consumatori. Secondo quanto rilevato dall’Istituto Ixè per l’Osservatorio Nutrizione e Benessere promosso dall’azienda Nostromo in collaborazione con ANDID, Associazione Nazionale Dietisti, per una parte del campione intervistato il tonno in scatola sarebbe:

  • vietato nelle diete delle donne in gravidanza (12%);
  • non adatto all’alimentazione dei bambini in età prescolare (21%);
  • oggetto di notizie critiche (29% degli intervistati, di cui solo il 13% ricorda l’argomento) come la contaminazione da metalli pesanti/mercurio, la presenza di altre varietà di pesci o fibre non animali in confezione, dubbi sulla provenienza del prodotto.

In riferimento a queste convinzioni, ANDID sottolinea che:

  • come riportato dal Ministero della Salute, per le donne in età fertile, in gravidanza e allattamento e i bambini è consigliato il consumo di una porzione di 100 grammi alla settimana di pesce spada, squaloidi e luccio e 1-2 porzioni di tonno fresco;
  • il tonno in scatola è un prodotto sicuro che giunge in tavola alla fine di un lungo e accurato iter di controlli e selezione degli esemplari più idonei alla conservazione;
  • è importante scegliere prodotti di qualità e marchi affidabili che abbiano una politica produttiva trasparente, certificata e sostenibile. Anche un’etichetta ben visibile denota trasparenza. Delle 13 specie di tonno esistenti sono infatti solo tre quelle che possiamo trovare in scatola: il tonnetto striato (Katsuwonus pelamis), il tonno pinna gialla (Thunnus albacares) e il tonno obeso (Thunnus obesus). Queste sono considerate specie altamente migratorie e si trovano nelle acque tropicali dei tre oceani, soprattutto nelle seguenti zone FAO: Oceano Atlantico 31, 34, 41 e 47; Oceano Indiano: 51 e 57; Oceano Pacifico: 71, 77, 81 e 87.

È opportuno rassicurare e informare i consumatori italiani, spiega ANDID, in merito all’esistenza, in Italia e in Europa, di un sistema di garanzia della sicurezza alimentare efficace e diffuso capillarmente lungo tutta la filiera produttiva, che minimizza i rischi chimici, fisici e microbiologici degli alimenti che portiamo in tavola. Sul versante nutrizionale, le linee guida del Ministero della Salute consigliano di consumare pesce fresco e/o surgelato 2-3 volte alla settimana, come parte di una dieta varia in abbinamento ad altri alimenti. Il pesce è sempre una buona alternativa al consumo di carne, continua ANDID, perché ricco di proteine ad alto valore biologico, iodio, acidi grassi insaturi e Omega-3. Questi ultimi hanno un elevato potere antinfiammatorio, utili per tutti gli individui (anche per gli atleti), e di protezione nella prevenzione di numerose patologie cronico-degenerative. Inoltre, iodio e Omega-3 sono importanti per lo sviluppo prenatale.
Per quanto riguarda il tonno in scatola, conclude ANDID, è preferibile scegliere quello in olio extravergine di oliva, che aggiunge le caratteristiche salutari degli acidi grassi monoinsaturi (oleico), polifenoli e vitamina E. Inoltre lo stesso olio, essendo di ottima qualità, può essere utilizzato come condimento della pietanza che si prepara, evitando così spreco di prodotto e contenendo il valore energetico del pasto. Si potrà, infine, optare per un tonno “basso in sale” con un contenuto di sale pari al 20% del sale contenuto nel comune tonno in scatola.
Fonte: Osservatorio Nutrizione e Benessere Nostromo-ANDID*

Nota
* L’Osservatorio Nutrizione e Benessere Nostromo-ANDID è un progetto di ascolto e divulgazione scientifica dedicato allo studio degli stili alimentari degli Italiani ed alla corretta informazione per un’alimentazione corretta e salutare. A supporto dell’iniziativa, le ricerche demoscopiche a cura dell’Istituto Ixè.

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