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Il Pesce nr. 6, 2019

Rubrica: Curiosità
Articolo di Manicardi N.
(Articolo di pagina 46)

Pesci che volano nel cielo, spettacolo della natura

Sono caratterizzati dalla presenza di appendici mobili atte a librarsi in aria che consentono un volo anche di un centinaio di metri per alcune decine di secondi, ad una velocità di 60 km/h. Nel Mediterraneo ci sono la rondinella di mare, il rondone di mare e il pesce rondine

Di pesci volanti (comunemente detti pesci rondine o flying code) si conoscono più di 70 specie, tutte appartenenti alla famiglia exocoetidae dell’ordine Beloniformes. Da adulti sono di colore blu sul dorso e bianco argenteo sul ventre, mentre da giovani possono avere vari colori e lunghi barbigli o pinne pettorali con disegni vivaci. Vivono in acque aperte. Alle rive si avvicinano raramente e quindi è più facile avere l’occasione di vederli quando si sta al largo. E proprio dentro la barca capita che essi vadano a finire durante il loro volo, o perché attratti dall’illuminazione di bordo o perché disorientati e spaventati dal rumore delle eliche e del motore. Sono diffusi in tutti gli oceani, ma prediligono le acque tropicali e calde specialmente dei Caraibi, delle Antille e di quasi tutta l’America Latina. Si possono trovare anche in Asia (Mar Cinese Meridionale) e nei mari dell’Europa, di solito non più a nord del golfo di Guascogna anche se, essendo veloci nuotatori, possono spingersi a centinaia o migliaia di chilometri di distanza dal loro habitat. Nel Mediterraneo sono presenti due specie comuni (Cheilopogon heterurus e Hirundichthys rondeletii) e due molto rare (Exocoetus volitans e Exocoetus obtusirostris). Li conosciamo meglio col nome di rondinella di mare (Danichthys rondeletii), rondone di mare (Cypselurus heterurus) e pesce rondine (Exocoetus obtusirostris). Il più comune è la rondinella di mare.

A due o quattro ali
Volano per salvarsi la vita, per sfuggire ai tanti predatori che sopra e sotto la superficie dell’acqua danno loro la caccia. Per questo motivo hanno continuamente adattato ed evoluto nel tempo sia il loro aspetto che le loro abilità. Ecco quindi che le pinne pettorali (grandi a volte quanto la metà dell’intera lunghezza del corpo) sono diventate vere e proprie ali e la struttura corporea si è fatta lunga e sottile, aerodinamica, mettendoli in grado di effettuare i loro voli. Gli occhi sono più piatti rispetto a quelli degli altri pesci per poter vedere anche fuori dall’acqua. La bocca, piccola, è rivolta verso l’alto.
Le pinne pettorali, di colore variabile dall’argento al bianco, possono essere due o quattro. Questi pesci sfruttano anche un’ulteriore coppia, situata nella zona pelvica, che garantisce maggiore spinta al momento del decollo. Hanno il corpo ricoperto da grandi squame morbidissime, di color marrone, bianco o grigio, che ne alleggeriscono il peso. A seconda delle specie, le pinne ventrali, con funzione stabilizzatrice, possono essere più o meno allungate, anche se molto meno delle pettorali, distinguendo così i “pesci volanti a due ali” e i “pesci volanti a quattro ali”. La pinna caudale è molto forcuta e presenta il lobo inferiore più lungo del superiore. Le pinne dorsale e anale sono basse, quasi sempre opposte e simmetriche. Così “attrezzati”, questi uccelli possono balzare fuori dall’acqua come fanno altri animali quali salmoni e delfini. Ma essi, in più, possono volare. Decollano all’improvviso, esattamente come fa un aereo, dopo aver saputo abilmente calcolare le correnti d’acqua per raccogliere durante il nuoto sottacqua l’energia sufficiente a compiere il balzo e a mantenersi in volo più a lungo e con minor sforzo. Sono capaci di sollevarsi in un volo planato lungo anche 100 metri e più e, con i loro salti fuor d’acqua, di sfruttare le correnti ascensionali per sollevarsi dal pelo dell’acqua fino a 50 centimetri (a volte 1 metro e più, ma si è parlato anche di 5 metri!). Possono restare in aria addirittura fino a 45 secondi (record registrato in Brasile) e raggiungere i 60 km/h. Il decollo avviene grazie a un velocissimo movimento della coda che batte fino a 70 volte al secondo mentre è ancora immersa nell’acqua. Poi il pesce percorre una tratta rettilinea a pelo della superficie, dispiega ben bene le pinne pettorali, fuoriesce dall’acqua e, facendo vibrare velocemente la pinna caudale, la sfiora col lobo inferiore allungato per conferire la velocità necessaria al decollo.

Dal cielo alla… padella
Il volo è un vero e proprio spettacolo della natura che si può osservare ancora meglio in luoghi dove questo è abbastanza frequente come i Caraibi, le Isole Barbados e il Vietnam. In questi paesi i pesci volanti sono anche consumati nella cucina tradizionale. Sono infatti commestibili e si trovano talvolta sui mercati ittici. Vengono pescati con reti da posta e, occasionalmente, con la tecnica della traina. Essi si nutrono soprattutto di pesciolini. Nonostante la tecnica del volo per sfuggire ai predatori, spesso finiscono preda sia di nemici in cielo, come rapaci e gabbiani, che di nemici in acqua, come cetacei, tonni, marlin e lampughe. Non sempre, dunque, i loro sforzi li mettono al riparo dalle difficoltà della sopravvivenza. Per questo sono ancora più ammirevoli il loro balzo e il loro volo fuori dall’acqua, soprattutto considerando che questi pesci misurano non più di 30 centimetri di lunghezza.
Nunzia Manicardi

 

Didascalia: pesce volante dell’ala gialla, Cypselurus poecilopterus (photo © feathercollector – stock.adobe.com).

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