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Il Pesce nr. 6, 2019

Rubrica: Pesca
Articolo di Fumarola V.
(Articolo di pagina 42)

L’arte della pesca con la lampara

Paolo Armento e il suo equipaggio ogni sera, da marzo a settembre, escono in mare alla ricerca del pesce azzurro, che “catturano” utilizzando questa antica tecnica di pesca

Una vita in mare: è la storia di Paolo Armento, pescatore di Sestri Levante, che dall’età di tredici anni tutte le notti, quando la luna e il tempo lo permettono, attraversa le acque liguri insieme al suo equipaggio. «Ho iniziato da ragazzino e da allora non ho più mollato la presa. Nel 1990 ho acquistato la mia prima barca, fino a quando non è arrivato il peschereccio La Lupa, un’imbarcazione di 18 metri su cui oggi lavorano dieci persone» racconta Paolo. «Tutte le sere, dai primi di marzo fino alla fine di settembre, andiamo in mare e peschiamo acciughe e sardine». Paolo, infatti, è specializzato proprio nella pesca del pesce azzurro ed è famoso per la cosiddetta “pesca con la lampara”. Il suo peschereccio è dotato di una rete da circuizione e di due lampare, potenti luci che servono ad attirare i banchi di acciughe. «Uso questa tecnica fin da quando sono bambino» specifica Paolo. «Come funziona? Si esce la sera verso le 21:00 con due fonti luminose. Andiamo alla ricerca del pesce con strumentazioni elettroniche e, quando troviamo il branco, caliamo in mare le lampare e poi la rete per catturarlo». Quando i pesci sono circondati, la rete viene chiusa nella parte inferiore e lentamente ritirata fino a quando le acciughe o le sardine sono concentrate in uno spazio piccolo e possono essere recuperate.
La lampara è una tecnica utilizzata da molti anni nella Riviera ligure, da Monterosso a Sestri Levante fino a Camogli. È soprattutto nel Golfo del Tigullio che Paolo va a pescare, talvolta si spinge fino a Genova o verso Viareggio, seguendo gli spostamenti dei banchi d’acciughe, tra i pesci più richiesti del mercato. «La pesca delle acciughe avviene prevalentemente nelle stagioni calde — continua Paolo — perché la qualità della sua carne è superiore. D’inverno, invece, per difendersi dal freddo questa specie aumenta il tenore di grasso, perdendo quel gusto semplice e delicato».
Anche se negli anni sono cresciute a dismisura le ricette che le vedono protagoniste dei piatti di chef o delle cucine comuni, il modo più naturale per conservarle e gustare a pieno il loro sapore è sotto sale. «La salatura delle acciughe avviene da maggio a ottobre, nei mesi caldi. Vengono messe in cassette accompagnate da diversi strati di sale e pressate. Dopo 40 giorni circa sono trasferite nei comuni contenitori di latta» conclude.
«Tengo particolarmente a questo tipo di pesce e, nel mio piccolo, cerco di fare ordine nella grande confusione che c’è sul mercato, proponendo un prodotto quanto più autentico possibile, pescato utilizzando un’antica tecnica e lavorato in modo semplice e naturale».
Oltre alle acciughe, però, c’è di più. «Peschiamo ogni sera vari tipi di pesce e il nostro pescato finisce nei mercati all’ingrosso di Savona, Genova e Sestri Levante, ma non solo. Col mio team andiamo in giro per i paesini della Liguria con due piccoli truck per vendere le acciughe e altre specialità marittime, mie o dei miei colleghi. Abbiamo in progetto anche un’importante novità: un laboratorio per la lavorazione del pesce azzurro che speriamo di completare entro la fine dell’anno».
Veronica Fumarola

 

Didascalia: la Lupa, il peschereccio di Paolo Armento, è attrezzato con il cianciolo, o rete da circuizione, e due lampare, potenti luci montate su piccole imbarcazioni che servono ad attirare i banchi di acciughe.

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