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Il Pesce nr. 6, 2019

Rubrica: Acquacoltura
(Articolo di pagina 36)

Il rilancio dell’acquacoltura siciliana con Blue Sea Land

A Mazara del Vallo (TP) va in scena l’ottava edizione dell’Expo internazionale dei Distretti Agroalimentari del Mediterraneo, Africa e Medioriente

L’ottava edizione di Blue Sea Land, l’Expo dei Cluster del Mediterraneo, dell’Africa e del Medioriente, ha avuto luogo dal 17 al 20 ottobre nella suggestiva casbah di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Il Distretto Produttivo della Pesca, insieme alla Regione Siciliana e col patrocinio del Ministero degli Affari Esteri, il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, si sono dati appuntamento per questo evento che ha unito in un unico luogo i distretti produttivi e le filiere agro-ittico-alimentari di Italia e Sicilia, dei Paesi del Mediterraneo, dell’Africa, e del Medioriente allargato, promuovendo le tipicità e le peculiarità culturali tipiche di ogni area.

Blue Sea Land, grande fiera multiculturale
I visitatori della manifestazione hanno avuto modo di interagire, conoscere, assaporare i prodotti esposti provenienti da di­versi parti del mondo e di partecipare a incontri, dibattiti promossi da enti, istituzioni e organizzazioni del settore agro-ittico-alimentare. Il Mar Mediterraneo e i suoi sapori tipici, nelle oltre 20 lingue dei Paesi partecipanti, sono stati il filo conduttore di un palcoscenico dei popoli che ha avuto il suo cuore nell’Expo, allestita nella casbah di Mazara del Vallo. Protagonista di Blue Sea Land è stato il modello della Blue Economy che, attraverso i principi dell’economia circolare, è diventato un esempio di sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale. All’interno della sezione Blue Workshop, è stata prevista una serie di conferenze di tipo tecnico-scientifico, divulgativo, politico e culturale, a partire dal “Foro per l’Africa e il Medioriente allargato”, con l’incontro fra i ministri e i rappresentanti delle istituzioni scientifiche della pesca provenienti dai Paesi del Mediterraneo e del Medioriente allargato, alla sessione plenaria dell’Osservatorio Mediterraneo della Pesca, dedicata al Progetto Nuove rotte verso la Blue Economy, con le maggiori espressioni istituzionali e scientifiche dell’Unione Europea, della FAO, della CGPM.

Skretting a Blue Sea Land
Come può l’acquacoltura siciliana rispondere alle esigenze del mercato e migliorare la propria competitività, rendendo la sostenibilità un fattore critico di successo? È stato questo il tema centrale del convegno “Innovazione, qualità e diversificazione per il rafforzamento della competitività e della sostenibilità dell’acquacoltura siciliana” organizzato proprio in occasione di Blue Sea Land. Tra i relatori anche Umberto Luzzana di Skretting Italia, che ha rimarcato il ruolo dell’alimentazione del pesce e della composizione dei mangimi per ottenere un prodotto buono, sano e sostenibile. Skretting, società norvegese leader mondiale nelle soluzioni nutrizionali e nei servizi per l’acquacoltura, è da anni all’avanguardia nell’offrire prodotti altamente innovativi e pensati per migliorare la sostenibilità ambientale dell’acquacoltura. «Ma l’attenzione al mangime e alle materie prime non basta» ha detto Luzzana. «Occorre ragionare in ottica di filiera e lavorare a stretto contatto con gli allevatori per promuovere una visione positiva dell’acquacoltura nostrana e sfatare i falsi miti che dilagano tra i consumatori». Ed è questa la base di “Acqua in Bocca”, la guida pratica alla corretta informazione nel settore ittico sviluppata da Skretting grazie al contributo di vari acquacoltori presentata al convegno come case study.
Fonti:

Blue Sea Land — facebook.com/bluesealandexpo
EFA News – European Food Agency

 

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Nel XXI secolo serve una nuova visione della pesca: lo sviluppo dell’acquacoltura è una doppia vittoria per il pianeta

La pesca si trova ad un importante crocevia e il mondo ha bisogno di una nuova visione per il settore nel XXI secolo. Questo è il messaggio col quale il direttore generale della FAO Qu Dongyu ha aperto i lavori del Simposio internazionale sulla Sostenibilità della Pesca (Roma, 18-21 novembre). Con una popolazione mondiale che raggiungerà i 10 miliardi di abitanti nel 2050, «la terra da sola non basta a nutrirci. Abbiamo bisogno di sfruttare anche la produzione alimentare delle risorse acquatiche, ma dobbiamo farlo senza compromettere la salute di oceani e fiumi e migliorando le condizioni sociali di quanti dipendono dalla pesca, che spesso sono proprio i più poveri della società». Una persona consuma ogni anno 20,3 kg (media pro capite) di proteine di prima qualità e micronutrienti essenziali dal pesce. A livello globale, più di una persona su dieci dipende dalla pesca per guadagnarsi da vivere e nutrire le proprie famiglie. Lo stato dei mari è però fonte di grave preoccupazione a causa dell'inquinamento da plastica, dagli effetti del cambiamento climatico, del degrado degli habitat e della pesca eccessiva. Uno stock ittico marino su tre è sovrasfruttato — rispetto a uno su dieci di circa 40 anni fa — mentre la crescita della domanda di pesce d’acqua dolce sta colpendo duramente la sostenibilità della pesca nelle acque interne. La FAO ha notato inoltre una tendenza pericolosa: la pesca nelle regioni sviluppate è sempre più sostenibile, ma la pesca nelle regioni in via di sviluppo non sta migliorando altrettanto rapidamente. «Dobbiamo invertire la tendenza se vogliamo raggiungere gli OSS-Obiettivi di Sviluppo Sostenibile» ha detto Dongyu. Per rendere la pesca più sostenibile il direttore generale della FAO ha proposto una soluzione in tre punti:

  1. reinvestire in programmi di sostenibilità per le acque marine e le acque dolci;
  2. investire nella crescita sostenibile delle attività in mare. L’iniziativa Blue Growth della FAO si basa sull’equilibrio tra principi ecologici, sociali ed economici. Lo sviluppo di settori come l’acquacoltura è una doppia vittoria per il nostro pianeta;
  3. garantire che adeguate misure di tutela siano abbinate ad una gestione del settore più efficace, anche per quanto riguarda il problema degli sprechi alimentari nell’industria ittica.

(Fonte: FAO)

 

Didascalia: l’antico mercato di Mazara (photo © F. Rizzo – www.istitutoeuroarabo.it).

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