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Il Pesce nr. 6, 2019

Rubrica: Nutrizione
(Articolo di pagina 78)

Il pesce è tossico perché è pieno di mercurio?

L’allarmismo nei confronti dei metalli pesanti contenuti nel pesce è sempre più dilagante e tantissime persone si privano degli ottimi nutrienti di questo alimento. La quantità di mercurio nei pesci è davvero pericolosa per la salute? Tutti i pesci contengono metalli pesanti?

Sempre più persone escludono il pesce dalla propria alimentazione perché convinte che sia un alimento pieno di metalli pesanti, tra cui il mercurio, e che per questo possa nuocere alla salute. Il contenuto di mercurio nel pesce varia a seconda della specie: i predatori di grossa taglia (es. tonno, pesce spada, luccio, nasello) hanno più probabilità di essere contaminati rispetto ai piccoli pesci (sardine, alici, sogliole, ecc…) Alti livelli di mercurio nell’organismo possono essere tossici, in particolare per il sistema nervoso dei bambini e durante l’età fetale, ma il rischio di ingerire il metallo in quantità tali da poter costituire un pericolo per la salute è molto basso, esiste solo per alcune specie di pesce e per determinate categorie di consumatori. Pertanto, la convinzione secondo la quale mangiare pesce fa male alla salute perché pieno di mercurio è completamente priva di ogni fondamento scientifico.

La verità scientifica

Controlli sui prodotti ittici
I livelli di mercurio negli alimenti sono stabiliti dal Regolamento CE n. 1881/2006 e rigidi controlli vengono effettuati sia alla frontiera, sia nelle fasi di lavorazione e prima della distribuzione nei supermercati. Il controllo dei prodotti della pesca all’importazione viene eseguito presso i Posti di Ispezione Frontaliera del Ministero della Salute, mentre per gli scambi intracomunitari il Ministero dispone l’esecuzione del controllo da parte delle Aziende Sanitarie Locali (ASL). Per citare un dato scientifico che testimonia il basso rischio di intossicazione da mercurio, nel 2014 sono stati eseguiti ben 11.178 campioni su pesci e molluschi per la ricerca di metalli pensati: solo 59 di tali esemplari sono risultati non conformi alla legge e sono stati ritirati dal mercato.

Pesce amico della salute
L’Autorità europea per la Sicurezza alimentare (European Food Safety Authority, EFSA) raccomanda di mangiare pesce due-tre volte a settimana, cercando di variare spesso le specie e limitando il consumo di pesci che potrebbero contenere una maggiore concentrazione di metilmercurio. Rinunciare completamente al pesce è un’esagerazione e non è affatto conveniente per la salute: questo alimento è ricco di proteine ad alto valore biologico (rappresentano il 15-20% della sua composizione e sono più digeribili rispetto a quelle della carne), è un’ottima fonte di vitamine del gruppo B, D e A, di sali minerali essenziali come potassio, fosforo, calcio, ferro, e soprattutto di grassi polinsaturi Omega-3, importantissimi per la salute del cuore, per proteggere l’organismo dai radicali liberi e per migliorare le funzioni cognitive.
(Fonte: www.educazionenutrizionale.granapadano.it
Collaborazione scientifica:
Dott.ssa Carolina Poli, dietista specializzata in Alimentazione e Nutrizione Umana)

 

Didascalia: i pesci a più elevata concentrazione di mercurio sono i grandi predatori come tonno, pesce spada e verdesca, che, essendo ai vertici della catena alimentare, accumulano dosi maggiori della sostanza. I più sicuri, al contrario, sono i pesci di piccola taglia (ad eccezione dei molluschi) e quelli di allevamento. All’interno della stessa specie, a parità di condizioni ambientali, i livelli di mercurio sono poi proporzionali all’età, al peso e alla superficie corporea dell’animale (in foto, pesce spada alla griglia).

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