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Il Pesce nr. 5, 2019

Rubrica: Sapore di mare
(Articolo di pagina 110)

La tellina del litorale romano

Il litorale romano è un tratto di costa ancora ricco di biodiversità, con una vegetazione costiera che si è conservata in larga parte e numerose comunità di pescatori che praticano ancora la piccola pesca costiera conservando ancora alcu­ne tradizioni locali come la pesca della tellina. La tellina (Donax trunculus L.) si trova comunemente sulle coste ita­liane ovunque ci siano fondali sabbiosi, ma nella zona che va da Passoscuro a Capo d’Anzio, parte della quale è compresa nella Riserva Naturale del Litorale Romano, la pesca è sempre stata abbondante e rinomata fin dai tempi dei Romani, grazie alla qualità e alla finezza della sabbia. Lo confermano anche documenti del ‘500, dove si parla di cessione dei terreni destinati a tale attività: “ai 18 di aprile del 1595 Andrea Cesi vendette a favore del cardinale Girolamo di Ciriaco e di Asdrubale fratelli Mattei, la peschiera delle telline esistente sulla spiaggia del mare del casale di Corteccia e Cesolina o Villa, per scudi 2.000”. La storia recente racconta che da Minturno, nei pressi di Latina, le comunità di pescatori si spostavano stagionalmente per pescare lungo questo tratto di costa, dove sfociano il Tevere e l’Arrone, fermandosi dove la pesca era più propizia e costruendo delle capanne sulla spiaggia per ripararsi. Erano nomadi del mare, si fermavano ogni stagione in un punto della costa e, dove si fermavano, costruivano capanne che riutilizzavano anche negli anni successivi. Non pescavano solo telline, ma anche altre specie che trovavano sotto costa. Quando questi gruppi di pescatori decisero, alla fine degli anni ‘50, di fermarsi in maniera stanziale nei luoghi di pesca, comparvero i primi villaggi dei pescatori fatti in muratura, costruiti dove un tempo sorgevano le capanne di legno. È possibile ancora oggi osservare questi primi nuclei di insediamento a Fregene, a Ostia e in altre località lungo le poche decine di chilometri di questo litorale. Ormai rara e ricercata, la tellina è un bivalve più dolce e delicato di altri molluschi, si presenta più piccola e dal gusto inconfondibile, tanto che va condita poco per rispettarne le delicate qualità organolettiche. La ristorazione locale ne ha fatto un simbolo dedicandole il piatto più famoso: la bruschetta con la tellina, una specialità che ha trovato il suo momento di massimo splendore negli anni ‘50 appunto, nel periodo della Dolce vita, quando sulle spiagge del litorale arrivavano dalla vicina Cinecittà attori e registi, tra i quali Federico Fellini, a degustare le pregiate telline.

Stagionalità
La pesca della tellina avviene quando il mare è calmo, durante tutto l’anno, ad eccezione dei periodi di fermo biologico della pesca, in aprile.

Il Presidio
La pesca della tellina viene ancora oggi praticata unicamente con rastrelli da natante e rastrelli a mano. I pescatori escono all’alba e rientrano a mezzogiorno, risalendo la costa lungo la riva solo nelle giornate in cui il mare è calmo. La pesca della tellina con la draga idraulica non è praticata in questa zona e la pesca con i rastrelli viene effettuata da pescatori in possesso di piccole imbarcazioni da pesca costiera. I pescatori locali sono riuniti nelle cooperative di piccola pesca della zona. È una pesca artigianale e spesso solitaria: le licenze professionali di pesca per questo tipo di attività sono circa una sessantina lungo il litorale romano, tutto il resto è pescato da hobbisti. I rastrelli da usare a piedi, camminando lungo la spiaggia, sono larghi circa 60 centimetri, quelli da natante invece sono più grandi, circa un metro e mezzo. I rastrelli utilizzati sono costruiti personalmente dai pescatori: un tempo erano di legno, oggi sono di acciaio. Il Presidio riunisce una cinquantina di tuninolari (da tuniola, nome dialettale della tellina) detti anche tellinari, i quali stanno realizzando un disciplinare che mira a tutelare questo tratto di costa, caratterizzato ancora da un’alta qualità delle acque, e a preservare una metodologia di pesca antica e sostenibile.
Il progetto vuole riuscire a salva­guardare questo territorio contro l’inquinamento dei corsi d’acqua dovuto all’attività agricola, vuole proteggerlo da un’urbanizzazione eccessiva e dallo sfruttamento delle coste, prevenendo la costruzione di barriere artificiali antierosione e l’utilizzo indiscriminato della tecnica del ripascimento delle spiagge, che aggiunge sabbia proveniente da altre zone per sostituire quella persa con l’erosione, tutte attività che met­terebbero in crisi l’habitat naturale della tellina determinandone la scompar­sa per intere stagioni di pesca.
Fonte: Fondazione Slow Food per la Biodiversità www.fondazioneslowfood.com

  • Area di produzione: litorale romano da Passoscuro ad Anzio (provincia di Roma).
  • Presidio sostenuto da: Comune di Fiumicino, Comune di Anzio.

I 50  pescatori di telloine sono riuniti nelle seguenti cooperative:

 • Cooperativa Agrimar
    Via Merope — 00042 Anzio (RM)

• Cooperativa Nuova Fiumicino Pesca
   Via del Canale 32/D-E — 00054 Fiumicino (RM)

• Cooperativa Pescatori San Nicola
   Borghetto dei Pescatori 37 — 00121 Lido di Ostia (RM

• Cooperativa Pia Unione Pescatori
   Loc. Torvaianica — 00071 Pomezia (RM)

• Cooperativa Rosa dei Venti
   Loc. Torvaianica — V.le Spagna 49 int. 4 — 00071 Pomezia (RM)

• Cooperativa Torre del Vaianico
   Via La Spezia 36 — 00071 Pomezia (RM)

 

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Didascalia: le telline sono pescate con rastrelli da natante e rastrelli a mano (photo © FOOD-micro – stock.adobe.com).

 

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