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Il Pesce nr. 4, 2019

Rubrica: Maricoltura
(Articolo di pagina 56)

Progetto AdriAquaNet

Per il rafforzamento e la sostenibilità dell’acquacoltura nel Mar Adriatico è stato aperto un dialogo Italia-Croazia tra ricerca, imprese e governo del territorio. L’obiettivo? Portare l’acquacoltura del Mare Adriatico all’eccellenza a livello tecnologico e di mercato

La maricoltura adriatica fornisce prodotti ittici molto apprezzati sia dai mercati locali che da quelli più lontani. Questo settore può svilupparsi ulteriormente grazie alle nuove tecnologie e ad un potenziamento dell’informazione verso i consumatori, offrendo opportunità di lavoro altamente qualificate e di promozione dell’economia locale. Queste sono le premesse, oltre che le sfide, che si pone il progetto AdriAquaNet, finanziato dal Programma UE Interreg V Italia-Croazia 2014-2020 e guidato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Udine. Esso mette in rete altri 6 enti di ricerca, tra cui l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, l’Associazione dei piscicoltori della Croazia e quattro aziende operanti in Italia e Croazia. Questa comunità, che conta circa 100 esperti, lavorerà per due anni e mezzo nella prima iniziativa mai realizzata di cooperazione tecnico-scientifica, avente l’obiettivo di trasferire conoscenze avanzate e nuove tecnologie su tutta la filiera dell’acquacoltura, dalla gestione degli impianti di produzione fino al mercato dei prodotti lavorati.
Il progetto è stato presentato alle autorità di governo e alle aziende croate lo scorso 31 maggio a Spalato mentre la cerimonia inaugurale ha avuto luogo anche a Udine lo scorso 24 giugno, nell’intento di favorire il coinvolgimento delle comunità di lavoro legate all’acquacoltura e delle autorità preposte alla gestione territoriale su entrambe le sponde del Mare Adriatico. Il progetto parte dalla ricognizione delle esigenze d’innovazione e sviluppo espresse dalle aziende e dalle conoscenze e tecnologie disponibili negli enti di ricerca. Ogni ente di ricerca avrà il compito di favorire le applicazioni tecnologiche nelle aziende, che sperimenteranno le innovazioni. Dopo la prima fase pilota, seguirà quella della formazione tecnico-scientifica degli addetti del settore, sia in Italia che in Croazia.

I risultati attesi
La maricoltura in Italia e in Croazia fornisce un’eccellente offerta di pesce e opportunità di lavoro dalle grandi prospettive. Per la prima volta, le imprese e gli istituti di ricerca e innovazione dell’Adriatico opereranno congiuntamente con azioni innovative per mantenere e consolidare un’alimentazione sana in acqua pulita, terapie naturali per un pesce sano e cibi salutari per tutti i gusti.

I tre macrotemi del progetto

  1. The fish farm – I partner lavoreranno per trasferire maggiore sostenibilità e qualità all’allevamento ittico con soluzioni innovative nell’alimentazione del pesce allevato e nel risparmio energetico negli impianti produttivi.
  2. The fish doctor – Per migliorare la gestione degli aspetti sanitari attraverso la preparazione di nuovi vaccini e la messa a punto di terapie a base di prodotti naturali. Verrà predisposto anche un metodo per monitorare il benessere del pesce allevato, applicabile direttamente da parte degli allevatori.
  3. The fish market – Verrà migliorata la qualità sensoriale e igienico-sanitaria del pesce fresco e si studieranno nuovi prodotti trasformati, anche valutando il gradimento dei consumatori.

Queste innovazioni sono essen­ziali per una sempre maggiore integrazione tra ambiente e attività di acquacoltura, rendendo gli allevamenti ittici compatibili con il paesaggio e il turismo, per fornire il mercato di pesce sano, controllato e in preparazioni appetitose dall’elevato potere nutrizionale, e per la sostenibilità sociale ed economica della filiera. L’acquacoltura può offrire, infatti, prospettive di lavoro specializzato e redditizio. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), rappresentato dal dott. Amedeo Manfrin e dal suo staff di esperti, sarà coinvolto in protocolli di vaccinazione per testare vaccini stabulogeni contro specifici batteri patogeni (Vibrio harveyi e Tenacibaculum maritimum) che colpiscono il branzino e l’orata. La vaccinazione verrà eseguita negli allevamenti di alcuni partner del progetto. Inoltre l’IZSVe svilupperà anche uno strumento per valutare il benessere dei pesci (Indicatori Operativi di Benessere), che potrà essere concretamente utilizzato dagli allevatori attraverso parametri comportamentali e ambientali.

Il gruppo di lavoro
Nell’ambito del progetto AdriAquaNet operano 4 industrie, 1 consorzio e 7 laboratori di ricerca provenienti dall’Italia e dalla Croazia che collaborano per lo sviluppo e l’applicazione di tecnologie nell’itticoltura e nella relativa commercializzazione. Trattasi della prima iniziativa di cooperazione dai due lati del Mare Adriatico per migliorare la qualità dell’acquacoltura e la commercializzazione dei prodotti alimentari relativi.

I partner italiani

  • Università di Udine, Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari, Ambientali e Animali (coordinatore);
  • Università di Trieste, Dipartimento di Scienze della Vita;
  • Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, Padova.
  • Consiglio Nazionale della Ricerca, Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologia dei Materiali, Padova;
  • Ittica Caldoli Società Agricola a rl, Poggio Imperiale (FG);
  • Friultrota di Pighin Srl, San Daniele (UD).

I partner croati

  • Istituto Veterinario Croato, Zagabria.
  • Istituto di Oceanografia e Pesca, Spalato.
  • Università di Rijeka/Fiume, Facoltà di gestione del turismo e dell’ospitalità.
  • Klaster Marikultura, associazione degli allevatori croati di acquacoltura, Spalato.
  • Friskina d.o.o., Spalato.
  • Orada Adriatic d.o.o., Cherso.

>> Link: www.italy-croatia.eu/web/adriaquanet

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