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Il Pesce nr. 4, 2019

Rubrica: Tradizioni
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 106)

La Bigolada di Castel d’Ario

Una festa popolare nata come ribellione agli austriaci che si celebra dal 1848

È purtroppo già passata, ma è da mettere in calendario per l’anno prossimo, se abitate non troppo distante da Castel D’Ario, nel Mantovano. Interessante per la sua storia, divertente nel suo svolgimento, la 170ª edizione della Bigolada ha avuto un enorme successo e notevoli riconoscimenti. La festa popolare si è svolta in piazza il mercoledì delle Ceneri, primo giorno di Quaresima, il 6 marzo scorso, dal mattino presto, con l’inaugurazione ufficiale del sindaco, al tramonto, dopo una splendida giornata di sole anche se fredda. Il suo nome e la tipologia del cibo a cui è dedicata risalgono agli anni Venti, ma di fatto questa manifestazione è nata l’8 marzo 1848, alla vigilia della prima guerra d’indipendenza, come protesta anticlericale e antiaustriaca. Si servirono allora, gratuitamente, al popolo, “polenta, aringhe, cospettoni e vino piccolo”. Fu poi caratterizzata come Baccanale, sempre con una forte componente di protesta sociale. Sospesa per la guerra, riprese finalmente con uno spirito festaiolo divenendo la Festa dei bigoli, cotti in una decina di grandi paioli di rame su fuochi a legna. I bigoli sono una pasta lunga simile a grossi spaghetti, di origine veneta, a base di grano tenero, acqua e sale. La loro principale caratteristica è la ruvidità, che consente alla pasta di trattenere bene i diversi condimenti. In questo caso, il sugo si prepara con alcune grosse sardelle (sarde) salate, cipolla e olio extravergine di oliva.

Bigoi, divertimento e solidarietà
Dal 1969 la festa è gestita dalla Pro Loco, impegnata a controllare che la ricetta tipica venga rigorosamente rispettata e ad organizzare in ogni dettaglio la manifestazione che si svolge in piazza Garibaldi e nelle vie adiacenti. Oltre ad offrire gratuitamente quintali di pasta, i bigoi e sardèle, bibite e vino locale, molto apprezzato dato il cibo saporito, la Pro Loco mette a disposizione circa 150 bancarelle che propongono regolarmente decine e decine di prodotti tipici regionali come porchetta, selvaggina, salumi, formaggi, patate fritte. È presente anche il mercato settimanale straordinario. Il clou della manifestazione è la gara di chi mangia la maggior quantità di bigoli più velocemente e senza l’aiuto delle mani. Vengono allora coronati il Re Bigolo e la Regina Sardèla. Non mancano le mostre, la sfilata delle maschere, i giochi in piazza, la visita gratuita del castello (maniero scaligero) e il luna park nel suo vallo, il tutto accompagnato da numerosi intrattenimenti musicali. Altro evento particolarmente interessante è il lancio dei palloncini con cartoline dei bambini delle scuole materna ed elementare che sono stati invitati a disegnare la loro visione della Bigolada. Tra chi ritrova la letterina e prende poi contatto con la Pro Loco, vengono estratti buoni di degustazione per la successiva Festa del Riso. La Bigolada è anche solidarietà nei confronti degli anziani ospitati nelle case di riposo e dei ragazzi disabili di varie cooperative. Infatti il Centro sociale casteldariese-Auser ospita assieme anziani e giovani con accompagnatori per un pranzo comunitario da condividere nel bel mezzo di una giornata di svago. Il successo di questa manifestazione storica è sempre crescente. Purtroppo si svolge in un giorno lavorativo, ma merita prendere un giorno di ferie (se potete) per vivere il suo clima di festa assaggiando il piatto “forte”.

 Josette Baverez Blanco

Didascalia: 1957, da un articolo della Gazzetta di Mantova, corredato da una vignetta di Walter Mattioli, apprendiamo che, su di un robusto pennone piantato nel centro dell’area destinata alla cottura degli spaghetti, sventola la bandiera italiana: è il segnale preciso che il mercoledì delle Ceneri ci sarà la Bigolada.

 

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