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Il Pesce nr. 3, 2019

Rubrica: Ambiente
(Articolo di pagina 76)

La connessione fluviale nel bacino del fiume Po e il progetto LIFE CON.FLU.PO

La Regione Lombardia chiude il progetto di cui è orgogliosamente capofila e lo consegna a tutte le comunità ittiche del bacino del PO, consentendone, dopo 60 anni, la libera circolazione

La Regione Lombardia ha comunicato la chiusura ufficiale del progetto Restoring connectivity in Po river basin opening migratory route for Acipenser naccarii and 10 fish species in Annex II (CON.FLU.PO. – LIFE11 NAT/IT/188) di cui è capofila. Il progetto, oggi candidato dalla UE all’interno della Rete Natura 2000 come Best Practice Europe, si è occupato di riaprire l’ultimo insormontabile sbarramento per le comunità ittiche provenienti dal Mare Adriatico in libera monta e smonta fino al lago di Lugano.

Una scala di risalita sui due rami del Po
Obiettivo principale del progetto è stata la realizzazione di una scala di risalita presso la Centrale idroelettrica di Isola Serafini (comune di Monticelli d’Ongina, PC), sui due rami del Po, al fine di ripristinare le rotte migratorie della fauna ittica dal mare Adriatico fino al Lago di Lugano, in sinergia con altre opere di deframmentazione già funzionanti. Hanno beneficiato di questo intervento le specie ittiche migratrici, in particolare quelle in declino proprio a causa della frammentazione fluviale, sbarrata dalla diga di ENEL oggi Green Power, presente dal 1960; si citano gli storioni, che un tempo popolavano il Po con tre specie (Storione ladano, Huso huso, Storione comune, Acipenser sturio, Storione cobice, Acipenser naccarii), e specie eurialine come la cheppia (Alosa fallax) e il cefalo calamita (Liza ramada). La grande biodiversità ittica del Po comprende infatti diverse specie incluse nella Direttiva Habitat e anche molte specie minori d’acqua dolce, che devono necessariamente compiere movimenti migratori per completare il loro ciclo vitale. Il passaggio per pesci sul Po ospiterà un sofisticato sistema di monitoraggio in continuo che, oltre a verificarne l’efficienza, potrà essere impiegato per studi specifici sulla fauna ittica, e sarà messo in rete con altre cabine di monitoraggio, offrendo grandi opportunità di ricerca nell’ambito ittiologico ed ecologico. Sarà inoltre dotato di un sistema sperimentale di cattura che consentirà di eliminare i grossi predatori esotici (siluro in particolare) e di prelevare e stabulare temporaneamente per analisi grossi esemplari delle specie a rischio di conservazione.

I numeri della scala per pesci di Isola Serafini
Il cantiere della scala per pesci di Isola Serafini (opera inaugurata il 17 marzo 2017) si è protratto per due anni, dal 12/01/2015 al 12/01/2017. Le 24 imprese coinvolte, a vario titolo nell’opera, hanno dispiegato oltre un centinaio di addetti per 460 giorni lavorativi sui 731 a disposizione. Il budget complessivo dell’opera, perfettamente rispettato, ammontava a 4.900.000 euro (budget rispettato interamente senza alcuno sforamento, nei tempi progettuali previsti). L’opera è lunga 645 metri, dei quali:

  • 65 metri il tratto comune (comprese trappole selettive e cabina di monitoraggio);
  • 220 metri il tratto verso l’alveo naturale;
  • 360 metri il tratto verso l’alveo artificiale (di cui circa 40 metri in galleria).

Il salto idraulico da riconnettere all’alveo naturale di 9 metri e mezzo è stato diviso in 38 salti da 25 centimetri che generano 37 bacini, mentre il salto idraulico da riconnettere all’alveo artificiale di 11,75 metri è stato diviso in 47 salti pure da 25 centimetri che generano 46 bacini. Sono decisamente impressionanti le dimensioni degli 83 bacini, che permettono anche ai pesci più grossi di queste acque di affrontare il passaggio. Ogni bacino ha una lunghezza interna utile di minimo 4,75 metri, una larghezza interna utile minima di 2,8 metri e una profondità d’acqua di 2,5 metri. Per la realizzazione dell’opera è stato necessario sbancare 32.000 metri cubi di materiale e armare 6.300 metri cubi di calcestruzzo con 340 tonnellate di ferro. Si può quindi parlare di un’eccellenza italiana che ha liberato un’area estesa per più di 75.000 km2.

>> Link: www.life-conflupo.eu/prj2013/index.php?lang=it

 

Didascalia: il Po ha subito nel corso degli anni forti pressioni antropiche che hanno contribuito a una semplificazione della biodiversità ittiogenica. Di questo intervento hanno beneficiato tutte le specie ittiche migratrici, in particolare quelle in declino proprio a causa della frammentazione fluviale, come gli storioni, che un tempo popolavano il Po con tre specie.

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