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Il Pesce nr. 3, 2019

Rubrica: Pesca
(Articolo di pagina 44)

Adri.Smartfish, il Veneto capofila del progetto europeo a sostegno delle piccole flotte nell’Adriatico

Tre milioni di euro per il comparto artigianale

Metà della flotta di pescherecci che quotidianamente solca le acque dell’Alto Adriatico è costituita da barche di piccola stazza, lunghe meno di 12 metri, che impegnano al massimo due pescatori. Non utilizzano reti a strascico o draghe ma solo attrezzi manuali e si muovono entro le 12 miglia dalla costa. La piccola pesca sulle coste italiane dell’Alto Adriatico conta oltre 2.600 imbarcazioni, impegna il 30% dei pescatori e genera incassi per 59 milioni di euro (soprattutto grazie a molluschi e crostacei), seconda voce della flotta peschereccia delle regioni costiere dell’Alto Adriatico, alle spalle degli 83 milioni realizzati con la pesca a strascico. La conservazione, sviluppo e innovazione della piccola pesca artigianale è al centro del progetto europeo transfrontaliero Adri.Smartfish, di cui la Regione Veneto è capofila, e che ha preso avvio a Venezia, col convegno inaugurale presso la sede centrale dell’Università Cà Foscari. A Cà Foscari sono intervenute tutte le istituzioni partner: l’assessore veneto all’Agricoltura, Caccia e Pesca e Gianluca Fregolent, direttore della Direzione Agroambiente, Caccia e Pesca in qualità di rappresentanti dell’amministrazione lead partner del progetto, i referenti scientifici Fabio Pranovi dell’Università Ca’Foscari e Sanja Matic di IZOR – Istituto Oceanografico di Spalato, i rappresentanti del Ministero dell’Agricoltura della Repubblica Croata e i referenti delle Regioni italiane e delle Contee croate.
Partecipano al progetto — che ha un budget complessivo di tre milioni di euro — le regioni litoranee dell’Alto Adriatico, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Marche e, sul versante balcanico, la Regione istriana, la Contea Litoraneo Montana, la Contea di Zara, nonché il ministero dell’Agricoltura della Repubblica di Croazia.
L’Università Cà Foscari di Venezia e l’istituto di Oceanografia e pesca di Spalato sono i partner scientifici. Il progetto si inserisce nell’ambito dei progetti di collaborazione transfrontaliera Italia Croazia 2014-2020. Ha l’obiettivo di valorizzare la piccola pesca costiera nell’Alto Adriatico promuovendo la sicurezza alimentare del pescato e la sostenibilità ambientale, economica e sociale della pesca “artigianale” che conta nel Mediterraneo circa 40.000 pescherecci, pari all’80% dell’intero contingente di imbarcazioni dei paesi che affacciano sullo specchio mediterraneo. Adri.Smartfish prevede la crea­zione di una organizzazione transfrontaliera della piccola pesca che rappresenti gli operatori del settore, sia italiani che croati, e promuove azioni pilota che sperimentino nuove forme di gestione dell’attività: l’adozione del marchio registrato per il pescato, forme di commercializzazione diretta dei prodotti, condivisione di linee guida per le aree a gestione diretta. Il progetto, che avrà una durata di 30 mesi e si concluderà nel 2021, prevede anche la condivisione di un protocollo di pesca sostenibile e responsabile, a tutela dell’ambiente, dell’occupazione e dello sviluppo integrato dell’ambiente costiero, e la condivisione di un piano pluriennale di gestione delle risorse. Tra gli obiettivi specifici di Adri.Smartfish figurano la fotografia dettagliata del settore, in termini di porti, flotte, numero imbarcazioni, lavoratori impiegati, attrezzi utilizzati, quantitativi e trend anche qualitativa del pescato, valori di mercato, reddito generato e tendenze, zone di pesca e impatto ambientale del settore; la promozione di soluzioni innovative e di nuovi sistemi di gestione sia nella produzione sia nella commercializzazione; il sostegno a forme di vendita diretta dei prodotti della piccola pesca sostenibile, attraverso un marchio di certificazione registrato.
«La piccola pesca costiera rappresenta il nostro “oro blu” — ha commentato l’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca — da difendere e promuovere, perché unisce storia e tradizione, reddito e occupazione. Lo sviluppo dell’attività dei piccoli pescherecci, spesso a conduzione familiare, è garanzia di tutela del mare e delle coste, di vivificazione dei porti e dei borghi di mare, di sostenibilità economica e di promozione turistica. La Regione Veneto ha investito e sostiene con convinzione questo progetto di collaborazione transnazionale, perché solo un approccio integrato e condiviso tra le due sponde dell’Adriatico può promuovere lo sviluppo e l’innovazione di una attività tradizionale, tutelando insieme posti di lavoro e rispetto dell’ambiente marino».
(Fonte: Agenzia Veneto Notizie Ufficio Stampa della Giunta Regionale del Veneto)

 

Altre notizie

 

Lago di Garda: accordo tra Veneto, Lombardia e Trentino per la gestione unitaria e la tutela della fauna ittica

Sono in arrivo regole e tutele uguali su tutte le sponde del Garda per i pescatori e le relative cooperative di pesca del lago più grande d’Italia. Veneto e Lombardia e la Provincia autonoma di Trento hanno infatti condiviso uno schema di accordo per gestire in modo unitario l’attività di pesca, il contrasto alle pratiche di frodo e la tutela del patrimonio ittico del Garda. Su proposta dell’assessore regionale all’agricoltura e alla pesca, che ha avviato un dialogo interistituzionale con gli omologhi della regione Lombardia e della Provincia autonoma trentina, la giunta regionale del Veneto ha approvato uno schema di protocollo che dovrà poi essere ratificato in via ufficiale dalle tre realtà territoriali competenti su coste e acqua del lago. Il protocollo d’intesa consentirà un miglioramento delle regole comuni per una gestione sostenibile e unitaria della pesca sul Garda e per la tutela della particolare biodiversità dell’ittiofauna gardesana: tinche, lavarelli, salmerini e trote di lago costituiscono infatti non solo un patrimonio di biodiversità, ma anche un’importante fonte di reddito per le imprese di pesca legate alla ristorazione locale e alla commercializzazione. «L’intesa fra le tre istituzioni che governano le sponde del Garda — fa presente l’assessore veneto — rappresenta un ulteriore passo per uniformare il rilascio di licenze e concessioni, coordinare il comportamento delle polizie provinciali e sostenere percorsi di innovazione e sostenibilità ambientale di tutte le diverse attività di pesca, sportive, amatoriali e commerciali. Con la condivisione di un protocollo comune sarà possibile agire in maniera congiunta contro la pesca di frodo e contro l’invasione delle specie aliene invasive come il siluro, tutelando l’ittiofauna autoctona anche attraverso la messa in rete degli incubatoi». Con questo protocollo, i tre enti si impegnano a promuovere una normativa comune della pesca professionale e sportiva e della tutela del patrimonio ittico nel lago di Garda. Il protocollo si prefigge obiettivi specifici di tipo ambientale, sociale ed economico: al primo posto indica la garanzia di un corretto stato di conservazione degli habitat e delle specie; in secondo luogo prevede regolamenti e attività coordinate di controllo per reprimere il bracconaggio. Infine, il documento comune impegna i tre enti ad un razionale utilizzo delle risorse pubbliche dedicate. Lo schema di protocollo prevede anche la costituzione di un tavolo di coordinamento tra Veneto, Lombardia e Trentino che avrà il compito di elaborare e aggiornare il programma delle azioni al fine di promuovere il turismo e la sostenibilità ambientale delle attività umane nelle acque del Garda.
(Fonte: Giunta Regionale del Veneto)

Didascalia: photo © Comofoto – stock.adobe.com.

 

Federpesca: tavola rotonda ad EXCO 2019 su pesca e competitività nel Mediterraneo

Si è svolta lo scorso 16 maggio presso la Fiera di Roma, che ospitava anche quest’anno l’Esposizione Internazionale della Cooperazione allo Sviluppo (EXCO), la tavola rotonda organizzata da Federpesca sul tema della competitività nel settore della pesca nel Mediterraneo: “Mare Nostrum: Fishing and Competitiveness in the Mediterranean”. All’evento hanno preso parte rappresentanti della Commissione europea, dell’Union Tunisienne de l’Agriculture et de la Pêche, del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dello Sviluppo Economico, dell’Istituto per il Commercio Estero, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, del mondo sindacale e imprenditoriale delle relazioni di Federpesca. Il dibattito, di grandissima attualità per il settore, è stato incentrato sulla dimensione mediterranea della pesca italiana, per la quale la cooperazione allo sviluppo con i paesi della sponda sud del Bacino rappresenta un’occasione ineludibile. «Da pochissimo abbiamo sottoscritto a Tunisi un’intesa strategica con l’omologa UTAP per la conservazione delle risorse comuni tra le due rive e per il rilancio del partenariato produttivo e commerciale» ha commentato Luigi Giannini, presidente Federpesca. «Ora stiamo sollecitando l’impulso del nostro Governo, della comunità scientifica e dell’imprenditoria interessata all’attivazione concreta di tutti gli strumenti già appostati per consentire uno sviluppo armonico e sostenibile delle due economia ittiche».

(Fonte: Federpesca).

>> Link: www.federpesca.it

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