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Il Pesce nr. 3, 2019

Rubrica: Pesca
(Articolo di pagina 42)

Europêche: +36% di pesce nel mare negli ultimi 10 anni

Questo è uno dei principali risultati del rapporto annuale pubblicato da STECF sull’attuazione della Politica Comune della Pesca (PCP). Lo stato degli stock è notevolmente migliorato nell’Atlantico nord-orientale, con una tendenza generale al ribasso della pressione di pesca nel periodo 2003-2017. Ciò nonostante, sono ancora necessari ulteriori sforzi, in particolare nel Mediterraneo

Che cos’è lo STECF? L’European Scientific, Technical and Economic Committee for Fisheries è l’organo della Commissione europea che fornisce la consulenza scientifica indipendente per la conservazione e la gestione delle risorse marine viventi, oltre a considerazioni di carattere biologico, economico, ambientale, sociale e tecnico. Ciò consente ai responsabili politici di elaborare le proprie decisioni sulla base di solide prove scientifiche, comprendere meglio la salute di uno stock ittico, determinare le quote di pesca e monitorare attentamente l’attuazione della PCP.

Finalmente una buona notizia
La recente relazione dello STECF ha evidenziato tendenze generali positive per molti stock ittici nelle ecoregioni in tutta Europa. Ciò è chiaramente confermato dal fatto che nell’Atlantico nord-orientale la percentuale di scorte sovrasfruttate è stata ridotta di circa la metà nel corso dell’ultimo decennio. La percentuale di scorte al di fuori dei limiti biologici sicuri mostra infatti una tendenza al ribasso simile nello stesso periodo. Ma le buone notizie in queste acque non finiscono qui, poiché la tendenza delle catture mostra che il numero di giovani pesci che entrano negli stock è in costante aumento dal 2012, il che spiega l’incremento della produzione degli stock. «Dopo anni di duro lavoro e sacrifici, accogliamo con favore il fatto che gli stock ittici crescano anno dopo anno» ha dichiarato Daniel Voces, managing director di Europêche Bruxelles. «I dati scientifici presentati dimostrano una drastica riduzione della pressione di pesca nell’Atlantico nord-orientale che si sta stabilizzando a livelli sostenibili. L’UE è riuscita a regolare in modo sostenibile i grandi stock nelle acque dell’UE, compiendo buoni progressi su numerosi piccoli stock. Ciò si riflette chiaramente nel fatto che per il Baltico, le acque nord-occidentali, le acque sud-occidentali e il Mare del Nord, per gli stock gestiti solo dalla UE, quasi il 100% degli sbarchi proviene da catture pescate al più alto livello di sostenibilità in linea con la politica del rendimento massimo sostenibile (MSY)». Insistendo sull’importanza di concentrare gli sforzi sulla gestione sostenibile degli stock ittici di grandi dimensioni, Europêche ricorda che attualmente l’86% delle catture totali del tonno globale proviene da stock a livelli sani.

Un successo della PCP verso la sostenibilità ambientale
Al contrario, Europêche si rammarica che le notizie positive del rapporto STECF siano ancora una volta trasformate dalla comunità delle ONG in un’altra esplosione di profezie da fine del mondo. Mentre l’industria della pesca ha compiuto molti sacrifici e sforzi per conformarsi agli ambiziosi obiettivi della PCP, stare ai margini prevedendo l’estinzione non aiuta affatto. Solo per fare un esempio, nonostante gli allargamenti dell’UE, il numero di imbarcazioni da pesca dell’UE nel 2015 è stato di 85.154, 18.693 in meno rispetto al 1996. Europêche considera frustrante leggere i messaggi dai toni catastrofici che non riconoscono i buoni progressi e che non solo mettono a repentaglio il lavoro dell’industria, ma che confondono parecchio anche i consumatori. Nel Mediterraneo e nel Mar Nero, anche se molti stock rimangono sovrasfruttati a causa dell’insufficiente pressione della pesca che ha raggiunto il picco nel 2011, da allora hanno mostrato una tendenza alquanto decrescente nel numero di stock sovrasfruttati. Di conseguenza, dal 2012, dopo anni di invariati livelli di popolazione ittica, anche i dati relativi alle biomasse sono aumentati in maniera abbastanza consistente. Il successo della politica europea della pesca verso la sostenibilità ambientale apre le porte al miglioramento della competitività della flotta dell’UE e alla tanto necessaria modernizzazione delle vecchie navi, che è un must per migliorare la sicurezza, le condizioni di lavoro e di vita degli equipaggi.

 

Didascalia: la recente relazione dello STECF ha evidenziato tendenze generali positive per molti stock ittici nelle ecoregioni in tutta Europa. Le popolazioni ittiche sarebbero infatti in generale aumentate dal 2007, raggiungendo nel 2017 livelli superiori del 36% rispetto al 2003 (photo © MaxPixel).

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