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Il Pesce nr. 3, 2019

Rubrica: Aziende
Articolo di Benedetti E.
(Articolo di pagina 48)

Le cozze dell’Ittica Lago Fusaro

Grazie ad un progetto di riqualificazione, che è anche un recupero ambientale e culturale, nel Lago Fusaro si potrà proseguire nella ricerca di una sempre migliore qualità delle cozze allevate dalla Ittica Lago Fusaro e destinate al centro di depurazione IRSVEM

“Ho veduto molte cose al mondo ma nulla di più bello e insieme di soddisfacente per l’anima e per i sensi. Il sole spariva in maree sfolgoranti di colori, i canti ed i suoni d’orchestrine deliziose offrivano i momenti più spettacolari”. È questo uno scritto del Principe Klemens von Metternich, fatto a seguito di una sua visita al Real Casino del Fusaro. Siamo ad inizio Ottocento e il diplomatico austriaco si trovava presso il sito di caccia e pesca preferito da Ferdinando IV di Borbone. Una casa progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli, tra i maggiori interpreti del periodo del rococò, collegata alla riva del lago Fusaro da un ponte di legno e che inizialmente era raggiungibile solo tramite imbarcazioni a remi. Ci troviamo a Bacoli, un piccolo comune della città metropolitana di Napoli, in un tratto di mare fra le frazioni di Torregaveta e Cuma che nell’antichità diede origine appunto ad un lago. Qui l’allevamento di mitili trovò la sua collocazione ideale anche in tempi antichissimi: ci sono infatti testimonianze documentate di attività produttive fin dai primi insediamenti in età greca, quando i Cumani, giunti su queste coste provenienti dall’isola Eubea nel 730 a.C., scoprirono insediamenti di mitili tra il lago di Licola e quello del Fusaro.
Il mitilo o cozza dell’epoca cumana, del tipo edulis ma simile alla cozza attuale, era talmente importante per l’economia del tempo che sono state ritrovate diverse monete con impressa la raffigurazione di una cozza. Nel corso dei secoli questo piccolo lago sopravvisse ad eventi sismici che cambiarono la morfologia del territorio ma non la vocazione delle sue acque a far crescere questi meravigliosi prodotti del mare. Fu poi proprio grazie a Ferdinando IV di Borbone che il lago di Fusaro fu oggetto di studi e lavori di bonifica per l’allevamento di ostriche. Durante il suo regno la produzione arrivò anche a 600.000 esemplari, che venivano spediti presso le corti dei regnanti di tutta Europa. Gli anni tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo segnarono il periodo della decadenza dell’attività produttiva nel bacino lacustre del Fusaro. All’inizio degli anni Venti furono iniziati dei lavori di scavo nel lago che ne alterarono le caratteristiche batimetriche, con il conseguente cambiamento del grado di salinità delle acque. Ciò creò un ambiente meno accogliente per la coltivazione delle ostriche favorendo invece quella delle cozze. La scelta di sostituire le cozze alle ostriche fu imputata anche e soprattutto alla possibilità di avere una produzione di gran lunga più copiosa rispetto a quella circoscritta ed elitaria delle ostriche.

E oggi?
Grazie alla collaborazione commerciale fra la Ittica Lago Fusaro, che alleva cozze destinate al centro di depurazione IRSVEM di Baia e il Gruppo Eurofish (www.eurofishnapoli.com), azienda leader nel commercio all’ingrosso di prodotti ittici con una lunga storia alle spalle e un’attitudine fortemente ecosostenibile, che le commercializza, si è avviato un processo di riqualificazione qualitativa del prodotto che, in questi anni, si sta sempre più affermando, conquistando quote di mercato sempre più rilevanti. Abbiamo incontrato Fabio Postiglione a Bruxelles nello spazio di Eurofish Napoli all’interno del Padiglione Italia e siamo rimasti affascinati dalla storia di questo specchio di acqua, testimonianza di una vocazione di mitilicoltura che da sempre risiede in questo territorio. «La nostra volontà è quella di commercializzare prodotti di altissima qualità — in primis le cozze e più avanti anche vongole e ostriche — restituendo al lago il suo storico fascino» ha sottolineato Postiglione. Un progetto che è un recupero ambientale e culturale e che coinvolge l’intera comunità di pescatori e artigiani della zona.

Ma cosa rende così speciali le cozze del lago di Fusaro?
«Questo è un lago di origine vulcanica» mi spiega Fabio Postiglione. «Siamo all’interno della zona dei Campi Flegrei e dentro al lago ci sono correnti di acqua termale calda che si mescolano all’acqua dolce. In questo habitat unico e speciale i molluschi compiono il loro ciclo produttivo e raggiungono una maturazione organolettica assolutamente perfetta. Ne risulta quindi un prodotto unico, dal profumo delicato e dal sapore fragrante e minerale». A Napoli, capitale eterna del buon mangiare, le cozze del Lago Fusaro sono già tra le più richieste. Non resta che organizzare una gita estiva per andarle ad assaggiare, passando magari prima a far tappa alla Casina Vanvitelliana.
Elena Benedetti


Didascalia: le cozze di Ittica Lago Fusaro, presentate al Padiglione Italia all’interno di Seafood Expo Global 2019.

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