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Il Pesce nr. 1, 2019

Rubrica: Aziende
Articolo di Bison G.O.
(Articolo di pagina 62)

Aerre automazioni, un’azienda pionieristica che anticipa il futuro

«La cura e la sapienza artigianale del nostro staff tecnico, esperto e molto qualificato, associate ad attrezzature e tecnologie avanzate, ci hanno permesso di trovare il giusto equilibrio per affrontare qualsiasi sfida, raccogliendo i relativi successi»

«In tanti anni di lavoro abbiamo avuto la fortuna e la capacità di selezionare maestranze e costruire professionalità in grado di mandare avanti l’azienda in tutte le sue componenti, dall’informatica alla progettazione, dalla costruzione e manutenzione fino alla parte commerciale e logistica. E questo ci permette di guardare al futuro con un orizzonte lungo e una prospettiva di continuità che è giusto salvaguardare. È la nostra responsabilità sociale, innanzitutto nei confronti dei dipendenti e collaboratori che ci hanno dato tanto e ai quali vogliamo garantire un futuro professionale stabile e, con questo, una serenità familiare alla quale teniamo molto». Letta così sembrerebbe l’epitaffio del paròn (“padrone” in dialetto veneto) che si accinge a cedere la sua creatura cullata con amore e fatta crescere con impegno e sacrifici. Invece è proprio la serenità raggiunta dai fratelli Alfredo e Roberto Bozzato, che in 35 anni di lavoro accarezzano —, «tra qualche anno…» puntualizzano —, la possibilità di cedere il timone aziendale. Magari non le chiavi, o almeno non da subito, ma gli ufficiali, sostengono i due, «stanno crescendo bene e sono appassionati al punto giusto». Eredi della storica Officina Bozzato, che il padre Vincenzo avviò in quel di Chioggia nel 1970, Alfredo e Roberto entrano in azienda nel 1976, evolvono il lavoro dalla progettazione alla realizzazione di macchinari e attrezzature dedicate al settore alimentare, ittico in particolare. E nel 1999, col trasferimento della sede a Ca’ Lino, frazione clodiense rinomata per i suoi orti, costituita da 500 m2 di coperto attrezzato e 4.500 m2 di area scoperta, si trasformano in Aerre automazioni. «Comunque non rischieremmo certo di annoiarci. Sia io che mio fratello siamo appassionati di barche, sia a vela che a motore, e c’è tutto un mondo che merita di essere visitato» mi dicono sorridendo. «In ogni caso, come in tutte le famiglie, così viviamo e abbiamo sempre vissuto l’azienda: anche la cedessimo pienamente saremmo sempre coinvolti». Un modello tipico dei capitani d’industria veneti che si sono fatti strada nel secondo dopo guerra. Self made men che si sono rimboccati le maniche e hanno vissuto l’impresa di famiglia con impegno e dedizione assoluta. «Quando avevo 19 anni, appena rientrato dal servizio di leva, mio padre mi ha guardato e mi ha detto: “bene, adesso io vado a lavorare da un’altra parte”. E così mi ha intestato l’azienda, facendo entrare mio fratello come collaboratore» ricorda Alfredo. «Una giusta gavetta direi, sempre e comunque con la supervisione di Vincenzo che operava dall’altra parte del canale nel negozio di articoli tecnici di famiglia. È stata la nostra fortuna perché, dal 1984, ci siamo dati da fare trovando aziende disponibili a darci fiducia in un settore come quello della molluschicoltura e delle macchine applicate agli allevamenti in cui non esisteva praticamente niente.
Da lì siamo partiti col primo selezionatore, la prima linea di confezionamento. Tutto da zero guardando a quanto di simile e buono era già emerso nel settore ortofrutticolo. Nel 1988 Roberto, che aveva 18 anni, ha ideato e costruito la prima confezionatrice dedicata per molluschi. E ci venga concesso un poco di orgoglio e presunzione — che credo ci stiano tutti —, quando riesci a dimostrare coi fatti che sei stato il primo, il pioniere, l’apripista».
Riuscirebbero secondo voi i diciottenni e ventenni di oggi a replicare il vostro percorso? «No, nemmeno a parità di impegno e disponibilità al sacrificio. Quarant’anni fa c’erano tutte altre condizioni. Finite le medie io volevo andare a lavorare e per me non era un problema farlo dal lunedì al sabato mattina in officina da mio padre. Il sabato pomeriggio e la domenica fino a sera poi andavo da alcuni suoi colleghi per imparare ad usare il tornio, la fresa, la saldatrice. Conoscere i metalli. Adesso è difficile: o si è molto fortunati nel trovare l’azienda giusta che investe nella tua formazione e ti lascia libero di creare o gli spazi sono stretti. I ragazzi sono bravi, nativi digitali. Mi sembra di vedere Roberto quando mio padre gli regalò il primo Commodore VIC-20. Il mondo è cambiato e il mercato non si sa bene cosa offra. I ragazzi non hanno il tempo di inventare un gioco, un passatempo, di provare. E poi manca un po’ di cattiveria, di spirito di competizione, di voglia di volersi misurare». «Quando siamo subentrati noi era più un’officina dedita alla metalmeccanica e alla carpenteria» sottolinea Roberto. «Il primo vero upgrade tecnologico, di automazione, l’abbiamo avuto con l’acquisto di un centro di lavoro a controllo numerico, col risultato che le camme che ci sono arrivate da costruire non si potevano fare perché serviva il CAD/CAM. E da lì sono scaturite mille altre cose e siamo arrivati all’acquisto delle prime macchine, a realizzare simulazioni e progettazioni, studi, imparando tutto dal disegno alla meccanica all’informatica».
Oggi in Aerre Automazioni lavorano 15 dipendenti; si esternalizzano parti di lavorazione ma progettazione hardware e software, prototipi e Ricerca & Sviluppo e assemblaggio finale vengono ancora fatti internamente. Il mercato dei macchinari è estero per il 60%, in particolare Spagna e Croazia, e la commercializzazione avviene tramite distributori fidati nel mondo. «Ci consideriamo pionieri nel settore: basti pensare che la prima confezionatrice automatica per cozze e vongole è nata da noi. Anni fa ci veniva chiesto quante confezioni di molluschi al minuto riusciva a sfornare una macchina, mentre oggi ci chiedono quante vongole o cozze rompe la macchina disinteressandosi del fatto che invece di 30 o 40 confezioni al minuto ne faccia 20. L’importante è che quando arriva dal cliente il prodotto sia integro, di qualità garantita. Abbiamo individuato questa sensibilità nel mercato da tempo ed è questo l’aspetto vincente. Il cliente non ci chiede più la macchina super performante ma super sicura: piuttosto compra due macchine. Ci vengono richiesti anche attenzione e sensibilità per i materiali e la sostenibilità ambientale. Noi per primi stiamo facendo un progresso, lento ma inesorabile, che va verso la piena tracciabilità, dalle materie prime al prodotto finito, fino alla completa certificazione dei processi. Ad esempio, stiamo cercando di eliminare i polimeri dai materiali di costruzione andando nella direzione di materiali biodegradabili e compostabili anche per la realizzazione delle macchine».
Nel 2018, dopo una lunga fase di consolidamento e sviluppo commerciale, Aerre ha rivisto la propria immagine aziendale e si è dotata di un nuovo logo potenziando le attività di marketing e comunicazione. Parallelamente, la superficie esterna attrezzata è aumentata di 1.500 m2 circa, è nato un nuovo magazzino coperto su due piani ed è stata creata una sala climatizzata per le lavorazioni hi-tech. Che dire, il passato lo conosciamo tutti ma anticipare il futuro è solo per chi innova ed investe risorse in qualcosa in cui crede.
Gian Omar Bison

Aerre Automazioni Srl
Via 1º Maggio 56 — Fraz. Ca’ Lino – 30015 Chioggia (VE)
Telefono: 041 5535028

E-mail: info@aerreautomazioni.it
Web: www.aerreautomazioni.it

 

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>> Link: www.panapesca.eu/it

 

Didascalia: linea prodotto delicato. Aerre automazioni si occupa principalmente di progettazione, realizzazione e costruzione di macchinari ed attrezzature automatiche per il settore alimentare ed industriale in genere.

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