Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 1, 2019

Rubrica: Convegni
Articolo di Dell’Agnello M.
(Articolo di pagina 106)

L’Arcipelago toscano: le sue ricchezze e le iniziative per la sua salvaguardia

Una manifestazione che si chiama ARCIpelago pesce, in cui si parla di pesce a tutto tondo e che nelle sue precedenti edizioni ha affrontato argomenti legati al mare, alle sue produzioni e all’acquacoltura, non poteva non parlare dell’Arcipelago toscano, luogo che ci viene invidiato per le bellezze archeologiche e naturali che racchiude e nasconde, ma anche per essere un importante volano economico per le attività legate al turismo e alla pesca. E così, la sesta edizione di questa manifestazione promossa dal Circolo Arci Pampaloni di Firenze, si è interrogata su cosa rappresenta oggi l’Arcipelago toscano e quali sono i suoi piani di sviluppo. E lo ha fatto a suo modo, con quelli che sono gli strumenti propri di questo evento: il convegno e la cena ragionata.

Il convegno
L’incontro, promosso dal Comune di Firenze nella Sala Tosca Bucarelli del Quartiere 4, è stato l’occasione per riunire attorno ad un tavolo alcuni degli attori che con questo spicchio di mare hanno rapporti stretti perché ci lavorano e perché ne programmano l’attività. L’apertura dei lavori è spettata per diritto a Luigi Coppola, consigliere del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, che ha ricordato le caratteristiche di questa area protetta, nata come ente nel 1996 con un’estensione di 79.160 ettari tra le province di Livorno, Grosseto e l’area a mare. Si tratta di uno dei parchi nazionali italiani con la più forte integrazione tra terra (22%) e mare (78%) e il maggior numero di isole, le famose perle cadute dalla collana di Afrodite, significativamente distanti e diverse tra loro, ma soprattutto ricche di specie endemiche da salvaguardare. Tra le missioni del parco troviamo infatti quelle di custodire e valorizzare il patrimonio storico, artistico e culturale delle isole, favorendo la diffusione della consapevolezza ambientale e del rispetto della natura, unitamente alla promozione di un turismo e di uno sviluppo economico sostenibile, comprendente i prodotti tipici e le tradizioni agroalimentari locali.
Questa idea di conciliare protezione con sviluppo e valorizzazione rappresenta la grande sfida del parco e costituisce il tentativo di individuare un modello di crescita equilibrata e sostenibile. Che il parco non sia solo protezione lo ha ricordato anche Gianni Guarneri, funzionario del settore ittico della Regione Toscana, che si interessa di un’attività, la pesca, da sempre esercitata nelle acque dell’Arcipelago con modalità poco impattanti proprie della pesca costiera artigianale. Ebbene, quest’attività oggi è sempre più a rischio perché la politica di programmazione dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) che ha individuato in Toscana un’area molto estesa, finalizzata alla protezione di delfini e tartarughe, potrebbe implicare l’applicazione automatica di limitazioni previste dalla normativa comunitaria in materia di pesca tali da comportare il divieto della pesca professionale in quasi tutto il mare regionale. E mentre con i Comitati di gestione ci si preoccupa per mantenere in vita questo comparto dell’economia toscana, tentando di rendere meno restrittiva la direttiva europea, ci si continua ad occupare della “salute” dell’Arcipelago anche con altre iniziative. Una di queste riguarda l’avvio di una riflessione sul fenomeno della pesca ricreativa e sportiva in mare, che in Italia conta circa due milioni di appassionati che movimentano più di due miliardi di euro. Cresciuta enormemente dopo il boom economico degli anni ‘60, questa realtà in piena evoluzione, ha bisogno di uscire dall’anonimato per divenire più conosciuta, per avere una dignità, per acquisire consapevolezza. Per questo sarà necessaria una licenza di tipo statistico, per capire il tipo di prelievo ittico viene fatto e se questo possa essere ritenuto sostenibile. A ricordarlo è stato Roberto Silvestri di CIBM/ARPAT di Livorno. Pescatori come protagonisti di un’altra iniziativa che fa bene al mare sono stati ricordati da Vittorio Bugli, assessore alla presi­denza della Regione Toscana, presen­tando le caratteristiche e gli scopi del progetto Arcipelago pulito che, assieme al Ministero dell’Ambiente, a Unicoop Firenze, a Legambiente e ad altri partner toscani, vede questa regione impegnata in prima linea per “pulire il mare” con un’iniziativa nata da una semplice idea, seppure di complicata realizzazione, date le complicazioni burocratiche in materia di recupero dei rifiuti trovati in mare, del loro sbarco e del loro opportuno e adeguato smaltimento.
Il tavolo di lavoro messo in piedi dalla Regione Toscana ha consentito di realizzare un percorso virtuoso che va dalla raccolta del rifiuto in mare fino al suo trattamento e recupero in idonei impianti di lavorazione con un progetto pilota che ha dato i suoi frutti e che si sta cercando di estendere anche a livello nazionale. Motore dell’esperimento Arcipelago pulito è stata Unicoop Firenze, come ha ricordato Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne della cooperativa, che già da tempo ha avviato una riflessione sull’utilizzo della plastica e dei prodotti usa e getta e che ha destinato parte del costo degli shopper biodegradabili del reparto ortofrutta al finanziamento del progetto toscano, permettendo di raccogliere e riciclare virtuosamente, in pochi mesi di attività, oltre 16 quintali di rifiuti “pescati” in un’area di 300 km2 nel cuore dell’Arcipelago toscano e del Santuario dei cetacei. In questi ultimi anni l’Arcipelago toscano è stato anche protagonista di altre iniziative che hanno visto nel Golfo di Follonica l’avvio degli impianti di maricoltura, quella “zootecnia del domani”, come amava definirla il compianto prof. Giancarlo Geri, che da stimato studioso delle produzioni animali, già molti anni fa aveva individuato in questa forma di allevamento quelle grandi potenzialità che oggi le vengono riconosciute. A parlarci di questa nuova avventura ittica è stato il vicesindaco del comune di Piombino, Stefano Ferrini, che ha ricordato come il progetto di maricoltura abbia fin da subito generato risultati e sviluppo non solo con la produzione ittica dei diversi operatori che ci hanno creduto, ma con l’avvio di un’interessante diversificazione produttiva di un territorio da sempre legato alla monocoltura dell’acciaio e che, in un momento di rilancio, ha trovato in quest’attività un’importante fonte economica che ha portato a progettare futuri sviluppi per nuovi servizi accessori e per la promozione del prodotto.
La riflessione sull’Arcipelago non poteva che chiudersi con i suoi tesori nascosti. A dare visibilità alle preziose “perle sommerse” è stato Sandro Leonelli, che con il gruppo i 3 delfini di Piombino, insieme a Claudio Gennai e Milco Tonin, da appassionati di immersioni e di fotografia, hanno esplorato un mondo sconosciuto ai più, raccontandoci le sue preziosità, catalogate in più di 100 siti di rilevanza ambientale, nella completa documentazione fotografica di oltre 30 relitti di navi e aerei inabissati durante i due conflitti mondiali e di altre importanti testimonianze di reperti dal notevole valore storico, archeologico e naturalistico. Le splendide immagini del video Le perle sommerse dell’Arcipelago toscano, preparato per l’occasione, hanno messo in evidenza come non mai quale sia il patrimonio naturalistico, archeologico e storico presente sotto la superficie delle acque dell’Arcipelago toscano, un mondo fatto di una varietà di specie animali e vegetali, di forme e colori, ma anche di reperti interessantissimi, dove il tempo si è fermato, che ci riportano improvvisamente indietro nel tempo, facendoci rivivere i tristi, ma fondamentali momenti della nostra storia. Che l’universo subacqueo del­l’Arcipelago rappresenti una realtà che attira attenzione e curiosità lo dimostrano anche i numerosi gruppi di diving che portano turisti ed appassionati alla scoperta di questi luoghi, dove la natura si mostra in meravigliose e multicolori forme di vita. In rappresentanza dell’associazionismo subacqueo, Paolo Di Maggio, di Okeanos, ha sottolineato il grande lavoro che comporta la preparazione di queste iniziative, che non solo devono trovare siti interessanti per le immersioni, ma soprattutto preoccuparsi della sicurezza con cui vengono fatte. Dietro a queste esplorazioni c’è quindi un grande valore tecnico sportivo, una profonda conoscenza dei fondali marini e un sapere che potrebbe costituire un significativo valore aggiunto per le ricerche che si dedicano alla salvaguardia del mondo sommerso e alla programmazione del mondo acquatico. Arcipelago e tesori, ma anche Arcipelago come tesoro è stato il filo conduttore della manifestazione, che ha ricordato come l’Arcipelago toscano rappresenti un vero e proprio “tesoro” per questa regione, per le realtà che lo caratterizzano sopra e sotto il mare. Una sua utilizzazione sostenibile e programmata, unita alla salvaguardia operata dagli addetti che lavorano in questo spicchio di mare, non può che portare alla sua valorizzazione, conciliando protezione e sviluppo, per tramandarlo nel migliore dei modi alle generazioni che verranno.
 

Arcipelago toscano

L’Arcipelago toscano, costellato dalla splendida catena di isole che lo attraversa, rappresenta una delle realtà più interessanti che abbiamo dal punto di vista ambientale, se non altro per essere il parco marino più grande d’Europa. Istituito come zona protetta nel 1980, comprende le aree terrestri di tutte le isole che lo compongono (179 km2) e una superficie marina di 568 km2. Nell’ambito di questa area ci sono zone tutelate a riserva integrale, come l’isola di Montecristo ed altre aree in cui l’attività umana è regolamentata e controllata. Tra queste, la pesca, autorizzata con specifiche concessioni, ha da sempre costituito un’importante ricorsa economica per le popolazioni rivierasche. Il prodotto di questa attività giunge ogni giorno sui banchi delle pescherie delle Unicoop Firenze con un proprio marchio di riconoscimento, il PAT ovvero Pescato dell’Arcipelago Toscano. Da qualche anno, nell’area del Golfo di Follonica, sono stati avviati alcuni impianti di maricoltura che in poco tempo hanno realizzato produzioni significative, raggiungendo quasi la metà del prodotto nazionale allevato, impegnando circa 150 addetti, con interessanti prospettive di sviluppo che riguardano la produzione, la trasformazione e lo sviluppo dei servizi. Spigole e orate sono i prodotti di spicco, ma recentemente anche le cozze hanno fatto il loro ingresso nell’acquacoltura piombinese e i progetti di sviluppo fanno intravedere l’arrivo di nuove specie ittiche.

 

Cena ragionata

Protagonisti della cena ragionata sono stati i prodotti ittici piombinesi, accuratamente preparati dai fratelli Susanna e Alessio Pieri della cucina del Circolo Pampaloni e piacevolmente accompagnanti dai vini dell’Azienda Agricola Campo Del Monte di Terranuova Bracciolini. L’europarlamentare Simona Bonafè ha rimarcato le potenzialità dell’Arcipelago toscano e l’importanza di salvaguardarlo con le politiche di tutela e con progetti che ne migliorino l’ambiente. A tal proposito, le iniziative regionali come Arcipelago Pulito non possono che essere accolte con grande favore, costituendo un modello di eccellenza a cui ispirarsi anche per fornire un più efficace quadro normativo nazionale. Il vicesindaco di Piombino Stefano Ferrini ha raccontato agli invitati l’esperienza ittica piombinese, sottolineando i punti di forza costituiti dalla qualità del prodotto e dalla collocazione strategica degli impianti, sia per il posizionamento a mare, sia per la vicinanza ai punti di commercializzazione e vendita. Molto è stato fatto per questa maricoltura, che ha iniziato a produrre relativamente da poco tempo, e molto si sta facendo per ciò che attiene i servizi alle aziende e la promozione del prodotto, per migliorare questa relativamente giovane attività del territorio piombinese. L’ultima arrivata nel panorama ittico piombinese è la mitilicoltura, ultima in ordine cronologico, ma prima per essere ricordata in Toscana come degna di portare questo nome. È stato Paolo Del Lama della Cooperativa Venere a spiegare in dettaglio il suo allevamento di cozze, gustate nel primo piatto proposto. Una partenza rapida e già ricca di riconoscimenti: la prima produzione a luglio 2018 e a settembre già il premio di Coldiretti per Agricoltura in Toscana, che punta a valorizzare il lavoro di imprese che hanno scelto un’agricoltura innovativa, amica dell’ambiente. Riccardo Bedini di Ittica Golfo ha accompagnato la descrizione dell’azienda di Follonica al secondo piatto a base di orate prodotte nelle gabbie galleggianti dell’omonimo golfo. Le immagini delle fasi di allevamento mostrate nell’intervento non solo hanno fatto vedere quale attenzione e cura viene prestata alla crescita degli animali allevati nelle ampie strutture a disposizione, ma hanno consentito anche di rendere evidente la biodiversità animale che si è generata attorno agli allevamenti, costituita da una varietà di specie di pesci, molluschi e crostacei che lascia letteralmente esterrefatti per lo spettacolo, unitamente alla limpidezza delle acque che, in certe giornate, consente persino di vedere dalla superficie il fondale marino posto a 30 metri di profondità. Stefano Bonini, Unicoop Firenze, ha ricordato l’interesse che la Coop.fi ha per gli allevamenti di questa area, commercializzando i loro prodotti, e per la pesca dell’Arcipelago toscano, tanto da creare e proporre nei negozi un proprio marchio di riconoscimento, il PAT ovvero Pescato dell’Arcipelago Toscano, che giunge ogni giorno freschissimo sui banchi delle pescherie delle Unicoop Firenze. Ma ciò che il responsabile degli acquisti ittici ha voluto rimarcare è l’attenzione che la sua organizzazione sta rivolgendo all’ambiente con i progetti come Arcipelago pulito, anche con la riduzione dell’uso dei contenitori di polistirolo con cui si commercializza da sempre il pesce. Il pesce proveniente dagli impianti piombinesi giunge infatti a Firenze in cassette CPR, che sono ecologiche, riutilizzabili, riciclabili, particolarmente pratiche per la movimentazione dei prodotti ittici. A chiudere la serata David Ortega della BiblioteCaNova Isolotto che, a proposito di “tesori” legati all’Arcipelago, ha ricordato la citazione letteraria della mirabile pagina de Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas, quando Edmond Dantes trova tra gli scogli di Montecristo l’ingente ricchezza. E dai tesori letterari si è passati a quelli reali che il mondo sommerso ci ha restituito, come i magnifici Bronzi di Riace, scoperti casualmente da un subacqueo, o la splendida Anfora di Baratti (390 circa), rimasta impigliata nell’ancora di un pescatore proprio nelle acque dell’Arcipelago Toscano, oggi visibile al Museo Archeologico del territorio di Populonia a Piombino.

Maurizio Dell’Agnello

 

Didascalia: l’Arcipelago toscano è composto da sette isole principali poste davanti alle coste tirreniche di Livorno e Grosseto. La più grande e importante a livello turistico è l’Isola d’Elba (photo © Katja Xenikis).

Photogallery

Il Pesce
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Il Pesce:
Annuario del Pesce e della Pesca
La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.