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Il Pesce nr. 6, 2018

Rubrica: Pesce d’acqua dolce
Articolo di Manicardi N.
(Articolo di pagina 104)

Slovenia, paradiso dei pescatori d’acqua dolce

La parte centrale del Paese offre ottime opportunità per la pesca in acqua dolce in ambienti naturali bellissimi e protetti. Fiumi, laghi e torrenti garantiscono più di 20 specie ittiche tra cui abbondano salmoni, cavedani, trote fario, temoli, siluri, carpe, tinche e lucci

È un territorio piccolo, quello della Slovenia. Appena 20.273 km2, che quindi è più piccolo di quello della Lombardia (23.844 km²) o dell’Emilia-Romagna (22.451 km²) prese singolarmente. Su questo territorio, ancora in gran parte conservato, l’acqua scorre però in grande abbondanza. Ci sono sorgenti, fonti, cascate, fiumi, ruscelli e laghi, questi ultimi sia naturali che artificiali. La Slovenia si affaccia inoltre, sia pur per brevissimo tratto, sull’Adriatico, dove finalmente, a partire dal 2017, dopo una disputa con la confinante Croazia che si protraeva da parecchi anni, la sentenza della Corte internazionale d’arbitrato dell’Aia le ha riconosciuto il diritto allo sbocco nella baia di Pirano (anche se la Croazia continua ad opporsi). Ma sono soprattutto le oltre 20 specie ittiche di acque dolci che fanno la fortuna di questa nazione, attirando pescatori e buongustai da tutta Europa. Un’attenta politica ambientale ha poi impedito finora devastazioni e abusi, per cui l’esperienza del pescatore è arricchita dal trovarsi in un contesto naturale che appare ancora intatto.
Sono due i bacini delle acque correnti della Slovenia: quello del­l’Adriatico, dove abbondano trote marmorate e temoli, e quello del Danubio, che è il regno del salmone, della trota fario e ancora del temolo. Il Paese è considerato un luogo ideale per la pratica della pesca sportiva grazie alla conformazione principalmente montuosa del territorio e alla presenza di numerosi laghi, fiumi e torrenti dalle acque ancora limpide e in gran parte incontaminate.
Nei fiumi e nei torrenti della Slovenia centrale si possono pescare soprattutto salmoni del Danubio, cavedani, trote fario e temoli. Nei laghi e negli stagni abbondano siluri, carpe e lucci. Del tutto caratteristici, analogamente a quanto succede nel confinante territorio italiano, sono i fiumi carsici che spariscono all’improvviso sottoterra per poi riemergere altrettanto all’improvviso dopo aver percorso lunghi tratti tra caverne e abissi in cui hanno sensibilmente raffreddato le proprie acque. Celebri sono il Timavo, inghiottito nella voragine di San Canziano, e il Pivka, nel complesso delle grotte di Postumia.
I corsi d’acqua più pescosi non sono però quelli appena nominati o i grandi fiumi come la Sava e la Drava, bensì i corsi minori con i loro affluenti. Particolarmente apprezzate sono le possibilità offerte per la pesca sportiva da questi fiumi meno conosciuti, come:

  • la Soca, che nasce nelle Alpi Giulie slovene, ma poi scorre anche in Italia entrando presso Gorizia e prendendo il nome di Isonzo. Ha un regime essenzialmente alpino, con notevole presenza di sorgive carsiche, ed è considerato, specialmente nel suo tratto superiore, tra i fiumi più belli d’Europa grazie al suo meraviglioso color smeraldo. Risulta eccezionalmente pescoso e popolato da trote salmonate, che possono raggiungere anche misure straordinarie (fino a 25 kg), e da una varietà di temolo che vive solo nelle sue acque;
  • la Sava Bohinjka, che origina dal bellissimo lago glaciale di Bohinj, il cui basso fondale sassoso è ricchissimo di trote fario, temoli, cavedani e soprattutto salmoni;
  • la Radovna, un torrente alpino anch’esso impreziosito dallo splendido contesto ambientale, dove abbondano trote fario e iridee di buona pezzatura;
  • la Krka, un tipico fiume carsico della Dolenjska, dal paesaggio agreste, dove predomina la trota fario;
  • il Kolpa, che a sua volta eccelle per l’ambiente naturale intatto di cui ormai è difficile trovare l’equivalente nel resto dell’Europa;
  • l’Unica, altro fiume carsico tra i più belli e famosi d’Europa, che scorre lento e sinuoso nel pittoresco Polje di Planina, in un ambiente bucolico dopo un percorso sotterraneo. Ha una ricca e variegata fauna ittica con presenza di trote anche di apprezzabili dimensioni. Alla fine del Polje di Planina si perde nel sottosuolo per riapparire come Ljubljanica, ai confini con la Pianura di Lubiana, nelle vicinanze di Vrhnika;
  • tutti gli altri fiumi e i torrenti alpini, che regalano emozioni indescrivibili non soltanto al pescatore, ma a chiunque ami la natura nei suoi aspetti ancora non addomesticati e travisati.

Molto pescoso è anche il Cerkniško jezero (in italiano lago di Circonio), un lago intermittente unico a livello mondiale che scompare ai piedi del monte delle Streghe per poi riaffiorare periodicamente. Alimentato da bocche sotterranee che svolgono alternativamente la funzione di sorgenti o di inghiottitoi, è capace di trasformarsi in autunno nel più esteso (27 km2) e pescoso lago sloveno, mentre in estate sul suo fondo, pascola il bestiame. Può svuotarsi completamente nel giro di poche ore, senza preavviso e senza seguire una regola precisa. È molto ricco di pesci che, quando le acque si ritirano, trovano rifugio nei laghetti sotterranei e nelle voragini e riescono a sopravvivere nel sottosuolo e al buio completo in attesa di ritornare in superficie. In questo caso pescare diventa anche troppo facile, poiché basta raccogliere tutto quello che rimane sul terreno!
Si pesca con grande soddisfazione anche nei laghi glaciali di Bled e di Bohinj, inseriti in un contesto naturale tanto impagabile da trapassare nel fiabesco.
Tra le zone di pesca più frequentate ci sono poi quelle intorno alla capitale, la deliziosa Lubiana, perché si trova in posizione centrale e può giovarsi anche della buona rete di collegamenti stradali. Il fiume Ljubljanica, che attraversa Lubiana, è una delle migliori mete per una pesca di qualità. Chiamato anche “fiume dai sette nomi” perché in effetti cambia continuamente denominazione, si perde varie volte nel sottosuolo carsico.
Il suo diretto antecedente, il già citato fiume Unica, è uno dei migliori fiumi sloveni per la pesca con la mosca. In seguito, diventato Ljubljanica, si trasforma in un fiume lento, circondato da folta vegetazione e adatto soprattutto alla pesca dalla barca. Nelle sue profondità si nascondono trote, temoli e carpe, ma anche pighi, cavedani e lucci.
La pesca sportiva sui fiumi e nei laghi della Slovenia va generalmente da marzo-aprile fino a settembre-ottobre. Vanta una tradizione più che centenaria, regolata dalla Legge sulla pesca in acqua dolce in quanto i pesci sono considerati una fonte naturale sotto tutela speciale dello Stato.
In ciascuna delle zone di pesca, per proteggere le popolazioni ittiche e il loro ambiente naturale, sono stati fissati i singoli metodi di pesca e quanto pesce può essere catturato secondo la specie.
La pesca spesso viene effettuata secondo il metodo sempre più popolare catch and release (“cattura e rilascia”), ma è anche possibile il modo tradizionale catch and take (“cattura e prendi”).
Tra i tipi di pesca è molto popolare quello con la mosca, qui esercitata da molto tempo. Si pratica con la canna e una mosca artificiale e si utilizzano ami privi di ardiglione. Sono molto buone anche le opportunità per la pesca con la canna fissa e la pesca a spinning. È vietato pescare con il “cucchiaino”, dai ponti e dalle barche. Le prede più comuni sono costi­tuite da trota fario, iridea e mormorata, salmerino, temolo, luccio, cavedano, carpa e tinca, spesso di dimensioni ragguardevoli. Si ha notizia di una trota pescata nell’alto Isonzo dal peso di ben 20 kg e della lunghezza di oltre un metro. Per pescare è necessario essere in possesso di un permesso, valido per una zona selezionata, che viene venduto presso i relativi club di pesca. Questi ultimi sono organizzazioni non governative che, per conto dello Stato, amministrano una gran parte delle acque slovene.
I permessi si acquistano di solito presso gli uffici turistici o gli alberghi locali. Per determinate zone di pesca sono in vendita anche presso l’Istituto per la pesca della Slovenia, che gestisce una minima parte delle acque. L’acquisto è possibile pure on-line. L’unico neo, o che tale può apparire, è il costo del permesso giornaliero che oscilla in media fra i 50 e i 70 euro. L’alto prezzo non scoraggia però i pescatori, compresi quelli italiani, che accorrono numerosi (e ripartono molto soddisfatti) soprattutto lungo i fiumi alpini. Oltre a garantire una notevole entrata allo Stato, questo alto prezzo serve anche a scremare le presenze, per cercare di conservare il più possibile intatto l’ambiente naturale nonostante la non indifferente presenza umana.

 

Alberghi specializzati: qualche consiglio
Per il conforto dei pescatori si trovano anche, vicino al confine con l’Italia, due alberghi specializzati nell’ospitarli. Vi si possono acquistare i permessi giornalieri e ricevere utili consigli. Il primo è l’hotel Hvala di Kobarid (in italiano Caporetto, www.hotelhvala.si), ottima base per le valli dell’Isonzo e dell’Idrijca, rinomato per il suo ristorante di pesce di fiume e marino; l’altro è l’hotel Rakov Skocjan di Rakek nell’omonimo parco naturale carsico, base per i fiumi Unica e Rak e per il lago di Cerknica.
Nunzia Manicardi

 

Didascalia: nella cucina slovena il pesce d’acqua dolce ha un posto importante, a cominciare dalla trota: al forno, alla brace, come ripieno di ravioli oppure in carpaccio. Nella valle della Vipava, in particolare, oltre agli eccellenti vini di uva Refosco, Merlot soprattutto, il pesce è ottimo grazie alle presenza delle sorgenti purissime della Vipava, unico fiume in Europa che forma un delta proprio alla sorgente.

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