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Il Pesce nr. 6, 2018

Rubrica: Pesca
(Articolo di pagina 42)

Coinvolgiamo la piccola pesca e i consumatori per promuovere il benessere del Mediterraneo

La Conferenza di Malta e il WWF

Sottoscrivere un piano d’azione det­tagliato, che garantisca un futuro sostenibile al settore della piccola pesca e all’ambiente marino mediterraneo. Questo è stato il focus della conferenza di due giorni tenutasi il 25 e 26 settembre scorso a Malta, tra i rappresentanti istituzionali dei paesi del Mediterraneo e del Mar Nero, i delegati della Commissione europea e il WWF. Al centro dell’attenzione c’è stata quindi la sopravvivenza del nostro ecosistema marino, tramite il coinvolgimento dei pescatori locali, il cui sostentamento e reddito dipendono dalla salute del mare stesso.
La Conferenza di Malta è stata un’ottima occasione per coinvolgere tutti gli attori chiave e presentare i nuovi progetti di gestione sostenibile delle attività di pesca, studiati specificatamente per il Mediterraneo, considerato una tra le regioni sottoposte al maggior sfruttamento ittico del mondo. Il WWF promuove fortemente la stesura di un piano e si sta impegnando a coinvolgere i pescatori nel tavolo del dibattito, perché diventino parte attiva nella gestione delle risorse marine, allo scopo di porre fine a decenni di attività di pesca eccessiva e non regolamentata.
Fin da tempi antichi la pesca artigianale ha giocato un ruolo socio-economico e culturale importante nel Mediterraneo e tuttora la piccola pesca conta più del 60% delle flotte presenti nella regione e garantisce 300.000 posti di lavoro. Decenni di cattiva gestione e sfruttamento hanno pesantemente impoverito le risorse marine del Mediterraneo, fino al punto che oggi più dell’80% degli stock monitorati risulta sovrasfruttato. Tutto ciò si traduce in un’enorme minaccia per i pescatori artigianali e le comunità costiere locali.
«La salute dei nostri mari è indissolubilmente legata a quella delle persone. Il benessere dell’ecosistema marino può influenzare positivamente i settori della pesca locale e le economie nazionali. In questo processo, quindi, tutti sono coinvolti e hanno il potere di generare un cambiamento profondo: le istituzioni e i governi, le aziende e le associazioni, e anche gli stessi consumatori che ogni giorno scelgono quale pesce portare sulle proprie tavole», sostiene WWF Italia.
Oltre alle iniziative di dibattito istituzionale, il WWF da anni sviluppa progetti per difendere il valore del nostro “capitale blu” e del Mediterraneo. In particolare, il progetto “Fish Forward” del WWF, oltre alle istituzioni, mira a coinvolgere aziende e consumatori per indirizzare approvvigionamento e scelte di acquisto verso prodotti ittici locali e sostenibili. L’obiettivo è creare una maggiore consapevolezza e conoscenza delle implicazioni positive che prodotti ittici sostenibili comportano sulle comunità costiere e sui mari.
«Lavorare con i pescatori di tutto il Mediterraneo, coinvolgendoli nei processi decisionali di gestione della pesca, è un ottimo modo per sostenere le comunità costiere e attivare un processo di tutela dell’ecosistema marino. Contemporaneamente è altrettanto importante far sapere ai consumatori che anche il loro suppor­to è fondamentale nel tracciare la rotta verso la sostenibilità. Esistono semplici regole di acquisto del pesce per poter condizionare il mercato verso una strada sostenibile. Per approfondimenti è possibile consultare il sito del progetto fishforward.eu/it».
(Fonte: WWF Italia)

 

Altre notizie

 

Regione Emilia-Romagna, fondi per la sostenibilità: quattro bandi nell’ambito del Feamp. Domande entro il 21 gennaio 2019

Dalla conversione dei motori ai biocarburanti all’adozione di sistemi di refrigerazione e congelamento a basso consumo energetico. E ancora, dall’acquisto di tecnologie per comunicazioni via radio e satellite all’installazione di dispositivi e attrezzature che migliorano la selettività degli attrezzi, con riguardo alla taglia e alla specie raccolta. L’Emilia-Romagna dà un colpo di acceleratore verso una pesca sostenibile sotto il profilo ambientale, attenta a promuovere l’innovazione e il miglioramento degli standard di sicurezza e di salute sul lavoro e lo fa mettendo a disposizione un consistente pacchetto di risorse — in totale quasi 3 milioni di euro — per dare una spinta ai progetti di investimento. Del budget complessivo, il 50% arriva dalla programmazione regionale sull’utilizzo dei fondi comunitari, il 15% direttamente dal bilancio della Regione e il 35% da risorse nazionali. Sono quattro i bandi varati dalla Giunta regionale nell’ambito del Feamp, il Fondo europeo per gli affari marittimi e della pesca e puntano — tra le altre priorità — a favorire la competitività e la modernizzazione delle imprese, con un occhio di riguardo alla qualità del prodotto e al sostegno alla pesca costiera artigianale. Modulistica e sulle modalità di presentazione delle domande: agricoltura.regione.emilia-romagna.it/feamp/doc/bandi-feamp/bandi-feamp. «Questi quattro bandi — ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura, caccia e pesca, Simona Caselli — sono un ulteriore tassello di una precisa strategia che punta ad accelerare la riconversione del settore verso un modello di pesca sostenibile e attenta alla salvaguardia delle risorse marine, tutt’uno con la valorizzazione della qualità delle produzioni della piccola pesca artigianale. In più, grazie alla consistente dotazione finanziaria, rappresentano un’importante occasione per l’adeguamento tecnologico e la modernizzazione delle attrezzature di pesca, in linea con gli obiettivi di miglioramento delle condizioni di lavoro e di efficienza energetica che vogliamo incentivare». Vengono messi a disposizione contributi a fondo perduto, a fronte degli investimenti effettuati. La percentuale di aiuto è la stessa per tutti e quattro i bandi ed è pari, in via ordinaria, al 50% della spesa ammissibile; percentuale che può aumentare all’80% nel caso di progetti presentati da imprese che si dedicano alla pesca costiera artigianale, al contrario ridotta al 30% se il beneficiario non è catalogato tra le piccole e medie imprese. Ad usufruire dei finanziamenti in conto capitale possono essere i proprietari e gli armatori delle imbarcazioni da pesca, a seconda del bando. La scadenza per le domande è il 21 gennaio 2019 (fonte: © World Food Press Agency).

 

Didascalia: la domanda condiziona l’approccio e le caratteristiche della pesca, oltre a determinare le quantità prelevate. Per questo motivo, la responsabilità sulle condizioni del mare non può che ricadere sulle scelte dei consumatori (photo © pavel1964 – stock.adobe.com).

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