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Il Pesce nr. 5, 2018

Rubrica: Rassegne
Articolo di Borghi G.
(Articolo di pagina 94)

Terra Madre Salone del Gusto edizione 2018, il futuro è donna

L’evento numero uno targato Slow Food dedicato ai cibi del mondo rientra negli spazi del Lingotto dopo l’esperienza open air di due anni fa e il suo fondatore, Carlo Petrini, lo inaugura sottolineando il valore e la forza delle donne, spina dorsale dell’alimentazione, dalla cucina all’agricoltura passando per allevamento e pesca a livello globale. Sono le donne che alimentano il pianeta

Nello spazio riservato ai convegni delle fiere del Lingotto, inaugurando la 12ª edizione del Salone del Gusto, l’ottava per Terra Madre, il fondatore di Slow Food Carlo Petrini parla ad una sala gremita, di giornalisti, rappresentanti istituzionali, uomini e donne del cibo arrivati a Torino da ogni parte del mondo. A loro Petrini racconta della soddisfazione del lavoro fatto in ventidue anni dal movimento della chiocciola, lenta sì, ma tutto sommato non così tanto se si guarda “da dove” si partiva, se ci si ferma ad ammirare orgogliosamente gli importanti traguardi raggiunti. «Quando abbiamo iniziato questa avventura — dichiara Carlo Petrini — la sensibilità sulle tematiche del cibo non era assolutamente paragonabile a quella di oggi. Ricordo anzi che in apertura della prima edizione del Salone del Gusto dissi “il giorno in cui il cibo avrà la stessa attenzione della moda forse potremo dire che abbiamo risolto un problema di dignità e valorialità”. Oggi ci siamo arrivati, anche se l’approccio mediatico alla gastronomia non rende giustizia del percorso intrapreso in questi due decenni». Eh sì, perché il cibo oggi è davvero sotto i riflettori, al centro dei discorsi della gente, protagonista della comunicazione a 360 gradi, web, tv, carta stampata. «Pure troppo» ironizza Carlin. «Non se ne può più di programmi televisivi deliranti nei quali ci sono persone che spignattano ad ogni ora del giorno e della notte. Tra l’altro, dietro ai fornelli, ci sono quasi sempre uomini. Eppure la “cultura del cibo” è donna. Sono le donne la spina dorsale della cucina e, prima ancora, dell’agricoltura, dell’allevamento, della pesca».

 

La parola alle donne
Diversi gli appuntamenti nei quali le donne hanno avuto un ruolo di primo piano, con dibattiti specifici sugli stereotipi ancora vivissimi nella società contemporanea, dalla caduta dell’angelo del focolare alla manager in carriera, e sulla ricerca di un nuovo equilibrio. Valga su tutti il forum Dal campo ai ristoranti: potere alle donne, durante il quale Lella Costa ha coordinato alcuni interventi di produttrici e cuoche della rete di Slow Food, partendo da un concetto fondamentale. «La questione femminile si fonda su un equivoco: che riguardi solo le donne» ha detto l’attrice. «È un errore stupido, perché le questioni femminili non riguardano solo le donne ma tutti. Anche e soprattutto gli uomini. Il talento delle donne è una risorsa straordinaria. Da valorizzare, sostenere, ammirare».

 

Bilanci e prospettive per il 2020
I dati finali forniti dall’ente or­ga­nizzatore parlano di numeri in linea con la manifestazione di due anni fa (i passaggi registrati al Lingotto sarebbero 220.000), l’esperienza all’aperto tra il centro e il Parco del Valentino che tanto aveva diviso gli operatori, chi entusiasta e chi totalmente insoddisfatto per le difficoltà logistiche incontrate e per l’impossibilità reale di affrontare l’orda barbarica, che si ritrova spesso negli eventi a carattere alimentare, fatta di persone che pensano solamente a riempirsi la bocca senza rendersi nemmeno conto di ciò che hanno di fronte. In barba alla famosa “educazione” del consumatore. Qualcosa di simile si è visto anche quest’anno e, raccolte tante e diverse opinioni in giro per i padiglioni, apparsi in generale un po’ sottotono rispetto alle aspettative, può essere sia arrivato il momento di fermarsi un attimo e “ripensare” un appuntamento che è davvero unico nel suo genere, così importante per Torino, l’Italia tutta e oltre. Quello che rende magici il Salone del Gusto e Terra Madre, infatti, sono la “rete” che ne sottende la realizzazione, il principio di accoglienza, i produttori che lottano da sempre contro l’omologazione del gusto, per la salvaguardia del proprio territorio, di antichi saperi e tradizioni millenarie, sono i 7.000 delegati giunti da tutto il mondo che, come ha ricordato Daniele Buttignol, segretario generale di Slow Food, «fanno sì che da qui partano nuovi progetti per il futuro del nostro movimento e, soprattutto, la nostra proposta per una società migliore». «Terra Madre è vedere chef israeliani e libanesi che cucinano insieme, delegati russi e statunitensi che discutono di un futuro comune, in cui è il cibo a rappresentare la soluzione», ha detto Richard McCarthy, direttore esecutivo di Slow Food Usa, presentando Food for Change, la nuova campagna di Slow Food che si concentra sulla relazione tra cibo e cambiamento climatico. Tanto è stato fatto, tanto c’è ancora da fare e il 2020 non è poi così lontano.
Gaia Borghi

>> Link: www.slowfood.it

 

Fish4Ever

Fish4Ever è un marchio e, prima ancora, un’azienda che vende pesce in scatola speciale. “La nostra scelta di fare affidamento a piccole imbarcazioni e supportare scelte sostenibili ci permette di avere un’eccellente tracciabilità dei prodotti. Con al massimo 4 fasi che portano dalla pesca in mare alla confezione in tavola, Fish4Ever è la miglior scelta per voi, per i pescatori e le loro comunità e per l’ambiente” si legge nel sito di Fish4Ever. A Torino c’era Charles Redfern, managing director dell’azienda. «Solitamente le piccole imbarcazioni hanno base locale e, di conseguenza, pescano localmente. Questo significa che i principali benefici e profitti della loro attività di pesca sono trasferiti anche alla comunità locale di cui fanno parte. Una piccola imbarcazione, ovviamente riconosciuta legalmente, rispetta i suoi lavoratori. Usa un’attrezzatura selezionata, che cattura solo le specie bersaglio con una percentuale minima di scarto o catture accessorie, senza danneggiare, o facendolo in maniera limitata, specie a rischio di estinzione e senza impatti su fondali, barriera co­rallina, fauna e flora del mare». Fish4Ever garantisce un approccio etico e la qualità dei prodotti proposti. Ha a cuore non solo le modalità di acquisto della materia prima, ma anche la qualità di ciò che confeziona e delle relazioni umane e sociali che intreccia con le persone con cui lavorano. Il suo approccio sostenibile, legato innanzitutto a una pesca di piccola scala e olistico, ossia che lega strettamente territorio, mare e popolazione, fa la differenza.

>> Link: it.fish4ever.eu

 

Slow Fish

Slow Fish è la campagna internazionale di Slow Food che si impegna per tutelare le risorse ittiche, gli ambienti marini e costieri e le comunità di pescatori artigianali in tutto il mondo. La sua posizione può essere riassunta così: scegliamo il pesce proveniente dai nostri mari, preferiamo pesci adulti e di stagione, riscopriamo i pesci poco conosciuti e NON consumiamo le specie a rischio di estinzione. Provate a rispondere a queste domande: Quanto pesce mangi alla settimana? Pensi che un pesce valga l’altro e che mangiare il salmone equivalga a mangiare uno sgombro? Sai che differenza c’è tra i pesci a ciclo vitale breve e lungo? E sai che anche i pesci hanno una propria stagionalità? Poni attenzione alle specie che acquisti e tendi a variare i pesci acquistati? Hai un pescivendolo di fiducia che ti indirizza nella scelta? I prodotti ittici costituiscono la fonte di proteine per 3 miliardi di persone e il reddito di 800 milioni di persone si fonda sulla pesca e sull’industria ittica. Secondo un recente report del Wwf, nel 2014 nei paesi europei sono stati spesi 34,57 miliardi per acquistare prodotti ittici. In totale nei paesi europei si consumano 7,5 milioni di tonnellate di pesce all’anno (33,4 chilogrammi pro capite contro i 19,2 chili consumati in media a livello globale). Di questi, 2,75 milioni di tonnellate sono pescati localmente, i restanti 5 milioni sono prodotti di importazione.

>> Link: slowfood.com/slowfish/welcome_it.lasso

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