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Il Pesce nr. 5, 2018

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 64)

Italiani seafood lovers, ma attenti alla sostenibilità

La ricerca di MSC e GlobeScan sui consumatori di prodotti ittici mette in luce abitudini, percezioni, motivazioni nell’acquisto e sensibilità verso la sostenibilità

Marine Stewardship Council, in col­laborazione con GlobeScan (1), ha condotto, all’inizio del 2018, la più grande ricerca globale sui consu­ma­tori di prodotti ittici investigan­do alcuni temi fondamentali: abitudini, percezioni, motivazioni nell’ac­qui­sto e sensibilità verso la sostenibilità. La ricerca è stata condotta in 22 mercati: Australia, Austria, Bel­gio, Canada, Cina, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Ita­lia, Giappone, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Singapore, Sudafrica, Spagna, Svezia, Svizzera, UK e USA. In totale sono stati intervistati 18.909 consuma­to­ri di prodotti ittici. Per l’Italia, il panel rappresentativo era composto da circa 800 persone. Per la prima volta è stato anche identificato un nuovo segmento: i seafood lovers, veri appassionati di pesce.

 

Italian seafood lovers
Relativamente al consumo di pro­dotti ittici, non ci sono particolari sor­prese: il 95% degli Italiani è formato da consumatori abituali, soprattutto al Sud e nelle Isole (97%), seguiti da Nord-Est e Centro (entrambi 94%) e Nord-Ovest (93%), mentre il dato interessante è che il 44% dei consumatori può essere identificato come seafood lover. Questo dato pone il nostro Paese ai primi posti come percentuale di appassionati di prodotti ittici, seguito da Francia e Svezia, ben distanti dalla media globale (34% seafood lovers).

 

Abitudini di consumo
Il consumo di prodotti ittici è prevalentemente domestico (79% dei consumatori domestici consuma pesce almeno una volta a settimana), quello fuori casa è occasionale: una volta al mese o una volta ogni alcuni mesi. I consumatori italiani acquistano pesce al supermercato (84% degli intervistati), ma rimane rilevante anche il mercato locale e la pescheria. La tipologia di prodotto ittico più acquistata è il fresco (ancora di più per i seafood lovers), seguito dall’inscatolato e dal surgelato. Tra le principali motivazioni di acquisto dei prodotti ittici al primo posto c’è la freschezza; al secondo, la necessità di essere certi che il prodotto sia sicuro per la salute; al terzo, che esso giovi alla salute. Ma gli Italiani sono anche interessati a sapere da dove vengono i prodotti che mangiano, e pertanto, a seguire, citano la tracciabilità come uno dei principali criteri di acquisto. Anche la sostenibilità è presente tra le motivazioni, ma non ancora ai primissimi posti come avviene in altri Paesi.

 

Sostenibilità
I consumatori italiani pensano alla sostenibilità prima di tutto in termini di rispetto dell’ambiente e, soprattutto, in relazione all’inquinamento. Per gli intervistati, le tematiche più rilevanti sono tre: l’inquinamento (plastiche) al primo posto, successivamente la pesca eccessiva, infine il cambiamento climatico. I seafood lovers presentano le stesse preoccupazioni, ma con valori più elevati. La sensibilità degli Italiani è cresciuta rispetto al 2016 (+25%) e oggi il 78% è consapevole che, acquistando prodotti ittici provenienti da fonte sostenibile e certificata, si contribuisce alla salute degli oceani e si permetterà alle generazioni future di avere ancora risorse ittiche a disposizione.

 

Marine Stewardship Council: il marchio blu
L’84% degli intervistati sostiene che le dichiarazioni di sostenibilità delle aziende dovrebbero essere supportate da una certificazione indipendente accompagnata da etichette chiare. L’etichetta e il packaging risultano essere il veicolo preferito dagli Italiani (55%) per avere informazioni sulla sostenibilità dei prodotti ittici. Gli Italiani sembrano anche avere compreso che, per tutelare la salute degli oceani, ognuno può e quindi deve fare la sua parte, a partire proprio dalle scelte d’acquisto: il 68% predilige prodotti ittici certificati ogni volta che è possibile (23%) e occasionalmente (45%). Grazie all’incremento sugli scaffali del numero di prodotti certifi­cati MSC (730 prodotti MSC maggio 2018, +50% vs 2017; dati MSC) e alla spinta delle campagne di sensibilizzazione e comunicazione, l’awareness di MSC si assesta intorno al 44%. L’aspetto rilevante è la crescita, pari a 20%, della “comprensione” di cosa ci sia dietro il marchio blu da parte degli intervistati. Il marchio blu MSC aiuta i consumatori a fare la scelta giusta in modo semplice: il consumatore non è un biologo marino e difficilmente riesce a fare valutazioni complesse legate a specie, attrezzo di pesca e aree di pesca. MSC presenta anche una credibilità molto alta: l’82% degli Italiani che conoscono MSC dichiara di avere fiducia nel marchio blu.

 

La conferma dei dati Nielsen
Quanto evidenziato dalla ricerca sui consumatori 2018 è rafforzato dalle rilevazioni Nielsen, che hanno fornito preziosi insight sugli acquisti reali degli italiani. Dai dati Nielsen relativi al venduto a valore (2) di prodotti ittici (3) si evince come la sensibilità verso la sostenibilità non sia solo un concetto astratto, ma si traduca sempre più in acquisti concreti, favorendo le aziende che hanno deciso di investire in sostenibilità. Infatti, i prodotti a marchio blu MSC hanno un trend positivo e crescono mediamente tre volte più delle categorie considerate: prodotti con marchio blu +12% vs totale categorie ittiche +4%.
«I dati della ricerca svolta all’inizio del 2018 sono una prova concreta del fatto che la sensibilità degli Italiani nei confronti della sostenibilità sia in crescita e che sia sempre più radicata la consapevolezza che ognuno ha una responsabilità personale nel momento in cui, da consumatore, può fare una scelta per muovere un ulteriore passo verso la sostenibilità, per un mondo con oceani pieni di vita anche nel futuro» dichiara Francesca Oppia, program manager di MSC Italia. «I dati mostrano che in Italia sono stati fatti degli importanti passi avanti sul piano della sostenibilità dei prodotti ittici, ma che molto deve essere ancora fatto. Noi di MSC riteniamo che le sfide future siano sostanzialmente due: offrire anche nel fresco prodotti ittici certificati e lavorare con i pescatori locali per promuovere la sostenibilità dei prodotti ittici dei nostri mari».
(Fonte: MSC – Marine Stewardship Council)

 

Note

  1. GlobeScan è un istituto di ricerca che svolge indagini sulla reputation, sui brand, sulla sostenibilità, sull’engagement e sui trend. L’approccio di GlobeScan, basato sulla raccolta di dati, consiste nell’intervistare pubblico generalista e/o target specifici, a seconda della necessità del committente. GlobeScan ha sede a Lon­dra, San Francisco e Toronto e il suo network di partner di ricerca si espande in più di 70 paesi.
  2. Anno mobile aprile 2018 vs aprile 2017; Iper, Super, Libero Servizio, Discount in Italia.
  3. Surgelati, piatti pronti, conserve, refrigerati (escluso fresco a peso variabile).

 

The Marine Stewardship Council (MSC)

The Marine Stewardship Council (MSC) è un’organizzazione internazionale no-profit. La nostra visione è che gli oceani siano pieni di vita, oggi, domani e per le generazioni future. Il nostro programma di etichettatura e certificazione riconosce e premia le pratiche di pesca sostenibili con l’obiettivo di creare un mercato di prodotti ittici sostenibile. Il marchio blu pesca sostenibile MSC indica che i prodotti derivano da un’azienda di pesca certificata indipendente, su base scientifica, seguendo lo standard MSC per la sostenibilità ambientale della pesca, e che sono tracciabili e riconducibili a un approvvigionamento sostenibile. Più di 300 aziende di pesca in 34 paesi sono certificate secondo lo standard MSC per la pesca sostenibile. Queste aziende pescano circa nove milioni di tonnellate all’anno, che rappresentano il 12% del pescato globale. Più di 20.000 prodotti ittici nel mondo hanno il marchio blu MSC.

>> Link: www.msc.org/it

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