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Il Pesce nr. 5, 2018

Rubrica: Consumi
(Articolo di pagina 80)

API: nel periodo estivo il consumo di pesce è aumentato

E quello allevato in Italia è sano e sicuro, parola di Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani

Mangiare pesce fa sempre bene, in ogni stagione dell’anno. Anche nel corso di questa estate 2018 il consumo di prodotti ittici è stato caratterizzato da un trend crescente. «Per meglio rispondere alle esigenze dei consu­matori — ha sottolineato Pier Antonio Salvador, presidente dell’Associazione Piscicoltori Italiani, aderente a Confagricoltura — è aumentata la produzione nazionale dell’orata, specie molto richiesta (dalle 7.600 tonnellate del 2016 siamo passati alle 9.500 tonnellate del 2017 e il trend positivo si è confermato anche nel 2018), anche se il pesce più allevato in Italia resta la trota, con 35.100 tonnellate prodotte nel 2017».
Il pesce è un’importante fonte di elementi minerali, di proteine ad elevato valore biologico, ma soprattutto di acidi grassi polinsaturi Omega-3, alcuni dei quali sono contenuti esclusivamente nei prodotti ittici. Tali componenti entrano nella costituzione delle nostre membrane cellulari, sono essenziali per lo sviluppo cerebrale e della retina, contribuiscono ad abbassare il livello del colesterolo e dei trigliceridi. «E i nostri allevamenti ittici — ha sottolineato Salvador — seguono criteri rigorosi per offrire un prodotto sempre fresco, sicuro e controllato, che possa soddisfare la crescente domanda di pesce pregiato a costi contenuti».
L’acquacoltura — ricorda API — contribuisce anche a preservare l’ambiente e le risorse marine: consente di prelevare soltanto il quantitativo di pesce richiesto dal mercato, che arriva sulle tavole fresco, senza eccessi o sprechi di prodotto. La professionalità degli operatori e l’accuratezza dei controlli garantiscono l’intercambiabilità tra i prodotti di acquacoltura e il pescato tradizionale, come ha confermato anche l’Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari (ISPA) del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). «Più del 50% dei prodotti del­l’ac­quacoltura e della pesca viene consumato fuori dalle mura domesti­che e il consumatore deve essere correttamente informato e sapere che il pesce made in Italy è di qualità supe­riore — ha concluso il presidente dei piscicoltori — mentre non sempre il prodotto importato da altri Paesi offre le medesime caratteristiche e garanzie. Per questo chiediamo una più forte azione a tutela del consumatore e delle produzioni ittiche nazionali, prevedendo l’obbligo di indicare l’origine e il metodo di produzione anche da parte degli operatori della ristorazione collettiva».

 

Didascalia: Pier Antonio Salvador.

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