Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 5, 2018

Rubrica: Acquacoltura
(Articolo di pagina 42)

La mappa genetica dell’orata

Lo studio, svolto dall’Università di Padova, potrà migliorare la filiera produttiva della più importante specie allevata nel Mediterraneo

L’Università di Padova ha coordinato una ricerca che ha permesso di ottenere la sequenza completa del genoma del Sparus aurata1. È stata così ottenuta la mappatura del genoma dell’orata che, insieme al branzino, è la più importante specie allevata nel Mediterraneo. Il lavoro scientifico, pubblicato su Nature Communications Biology, ha importanti applicazioni nell’attività di acquacoltura: si potranno individuare i geni che fanno crescere di più, ammalare di meno o che garantiscono un filetto di elevata qualità. Secondo i dati FAO, la produzione globale di orata è per il 5% derivata dalla pesca, mentre per il restante 95% proviene da attività di allevamento. L’Italia, nello scenario internazionale, si posiziona al 4º/5º posto, con una produzione di acquacoltura di circa 7.000 tonnellate, contro le quasi 50.000 tonnellate prodotte dal paese leader per questa specie, la Grecia. L’orata è una specie ermafrodita sequenziale: uno stesso esemplare può essere maschio in una fase della sua vita e femmina in un’altra. In particolare, presenta un ermafroditismo sequenziale proterandico per cui tutti gli individui si sviluppano inizialmente come maschi ma all’età di circa due anni, vanno incontro ad una regressione dei testicoli e una maturazione delle ovaie, diventando così femmine. Questa condizione sessuale aumenta il successo riproduttivo: le femmine hanno sempre un’età maggiore dei due anni, di conseguenza sono sempre più grandi dei maschi e questo permette loro di avere delle gonadi più grandi, di produrre e ospitare un numero di uova molto più elevato. Lo studio ha, per la prima volta, interamente sequenziato e annotato il menoma dell’orata, attribuendo così una funzione alle diverse parti del DNA. Ciò ha permesso di esplorare l’espressione genica delle femmine e dei maschi e le dinamiche evolutive dei geni espressi in maniera differenziata tra i due sessi. «Conoscere il genoma di una specie — spiega Marianna Pauletto del Dipartimento di Biomedicina comparata e alimentazione dell’Università di Padova e prima firma della ricerca — è come avere a disposizione una mappa: è molto più facile individuare la via più rapida ed efficiente per arrivare ad un obiettivo. Il genoma dell’orata, infatti, potrà orientare il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi del settore, come ad esempio individuare i geni che fanno crescere di più, ammalare di meno o che garantiscono un filetto di elevata qualità. Aumentare i volumi e migliorare le caratteristiche del prodotto ittico d’allevamento è una priorità europea, poiché la pesca non può soddisfare la crescente richiesta di questo importante alimento. Questo contribuisce in ultima analisi alla commercializzazione di un prodotto migliore, più sostenibile e a costi minori». La ricerca pubblicata ha beneficiato di risultati e campioni di tre distinti progetti, due europei (AQUATRACE e FISHBOOST) e un progetto di eccellenza della Fondazione Cassa di Risparmio Padova e Rovigo, il GenTechAqua. AQUATRACE ha sviluppato strumenti per tracciare e valutare l’impatto genetico del pesce allevato, FISHBOOST ha messo a punto approcci per la selezione genetica delle più importanti specie ittiche allevate, mentre GenTechAqua ha studiato, con un approccio genomico integrato, crescita e salute dell’orata. «L’idea del team di Padova — continua la Pauletto — è stata quella di ottenere e mettere a disposizione di tutti una mappatura completa del DNA capace di guidare e facilitare l’interpretazione di numerosi altri dati di tipo genomico in modo da comprendere come nell’orata tutti i geni siano coordinati in un unico sistema complesso. La sequenza completa del genoma e tutti i dati prodotti nel contesto di questo studio sono infatti pubblicamente disponibili nei database di riferimento (NCBI e DRYAD) e possono essere utilizzati sia in contesto scientifico che produttivo. In particolar modo, i primi a beneficiare di questa risorsa saranno gli allevatori che, con il supporto di personale specializzato, potranno utilizzarla per migliorare e ottimizzare la produzione».

Fonti:

© World Food Press
Agency Srl,
www.efanews.eu
ilbolive.unipd.it

 

Note

  1. Pauletto M. et al. (2018), Genomic analysis of Sparus aurata reveals the evolutionary dynamics of sex-biased genes in a sequential hermaphrodite fish, Nature Communications Biology, 1:119, www.nature.com/commsbio; il pdf della ricerca è disponibile nel portale di Nature Communications Biology a questo link: goo.gl/RPyL4a (photo © Werner, Histoire naturelle des poissons).

 

Altre notizie

 

DORIN, il mangime funzionale che aiuta ad evitare che l’orata soffra della sindrome/malattia invernale

Durante i mesi più freddi, quando l’acqua dell’allevamento ittico raggiunge temperature molto basse, l’orata subisce uno shock termico, non può nutrirsi adeguatamente, perde peso e rischia di morire. Si tratta della cosiddetta sindrome/malattia invernale, una patologia che colpisce questa specie quando la temperatura dell’acqua scende al di sotto di 14-15 °C, ed è quindi causa di perdite economiche per gli allevatori. DORIN è un mangime funzionale di Sorgal — marchio del gruppo Soja De Portugal — creato per migliorare il metabolismo epatico dell’orata evitando problemi fisiologici causati da shock termici. Come si raggiunge questo obiettivo? Oltre ad essere una soluzione a basso consumo energetico (16% di grassi, 100% olio di pesce), con alti livelli di farina di pesce, DORIN include epatoprotettori (ad esempio estratto di carciofo) che proteggono il fegato del pesce aiutandolo nel metabolismo dei grassi durante e dopo i mesi invernali. Questo approccio evita quindi la perdita di peso e la stessa mortalità dell’orata, rendendo la produzione più redditizia. Questo innovativo prodotto è stato creato da Sorgal in collaborazione con Sparos, uno spin-off dell’Università dell’Algarve, ed è stato finalista per il NOS Innovation Award nel 2016. Il NOS Innovation Award premia ogni anno le aziende che sviluppano progetti innovativi in diverse aree di business, contribuendo alla crescita dell’economia portoghese.

>> Link:    www.sojadeportugal.ptwww.aquasoja.pt

 

Sostenibilità del tonno: nuove nomine nella ISSF

L’International Seafood Sustainability Foundation (ISSF) ha annunciato la nomina di tre nuovi membri nell’Environmental Stakeholder Committee, mentre un altro nuovo membro è stato nominato nello Scientific Advisory Committee. I primi tre nominati sono Jim Humphreys, coordinatore della pesca globale del Marine Stewardship Council (MSC), Kathleen Mullen-Ley, direttrice del progetto FishWise, e Tom Pickerell, Global Tuna Director, Sustainable Fisheries Partnership, e contribuiranno con la loro vasta esperienza all’attività dell’ESC di ISSF. Inoltre, il senior scientist della Commissione interamericana per il tonno tropicale (IATTC), dott. Alexandre Aires-da-Silva, entrerà a far parte del SAC. «L’aggiunta di Jim, Kathleen e Tom al comitato per gli stakeholder ambientali dell’ISSF è parte integrante della marcia verso gli obiettivi dell’organizzazione previsti nel piano strategico quinquennale dell’ISSF», ha affermato il presidente dell’ISSF Susan Jackson. «La loro esperienza in diverse discipline nel settore della gestione della pesca aumenta un gruppo già solido di esperti della conservazione che lavorano insieme all’ESC». «Il dott. Aires-da-Silva è una grande risorsa sui temi delle dinamiche della popolazione, modellizzazione e valutazioni degli stock e altro ancora. Tutte competenze che apprezziamo enormemente nel comitato consultivo scientifico», ha affermato il presidente del SAC, dott. Victor Restrepo.

>> Link: iss-foundation.org

Photogallery

Il Pesce
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Il Pesce:
Annuario del Pesce e della Pesca
La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.