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Il Pesce nr. 5, 2018

Rubrica: Aziende
Articolo di Lagorio R.
(Articolo di pagina 60)

Chiocciole in Franciacorta

A Monterotondo e Passirano di Brescia le gemelle Tania e Manola Bosio allevano chiocciole a ciclo naturale biologico completo. Elicicoltura 3.0. Grazie alla collaborazione con il prestigioso Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, oggi l’azienda la Regina del bosco fa un’elicicoltura a 360 gradi, comprese estrazione del secreto e vendita di prodotti alimentari e cosmetici

Sono campi recintati che sbracciano circondati dai vigneti della Franciacorta quelli di Tania e Manola Bosio, giovanissime gemelle-custodi delle chiocciole bresciane allevate a ciclo naturale e biologico completo. La realizzazione di un sogno, una passione che prende forma nel 2015, dopo la laurea: il desiderio di un lavoro a contatto con la natura le porta ad approfondire un tema che avrebbe potuto garantire un buon rendimento, ma che soprattutto fosse… verde. «Ma cercavamo anche un lavoro che ci desse la possibilità di destinare un poco del nostro tempo all’impresa edile di nostro padre», racconta Manola.
Gli incontri con Simone Sampò, presidente dell’Associazione Nazionale Elicicoltori e direttore dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco (CN), hanno fatto scoccare la scintilla perché «l’elicicoltura oggi rappresenta una valida alternativa ai sistemi tradizionali di allevamento, offrendo inoltre l’opportunità di interpretare il proprio ruolo in una dimensione imprenditoriale grazie alla creazione di una filiera ricca e diversificata. Dentro ci sono possibilità a portata di tutti: per chi desidera un ritorno al rapporto con la terra ed i suoi ritmi, chi ha un talento nel commercio, dalla gastronomia alla cosmesi, ai dispositivi medici, e ideale per chi possiede doti organizzative e comunicative», ha ricordato Sampò. Un progetto di elicicoltura 3.0, insomma.
Le gemelle Bosio aderiscono senza tentennare al Disciplinare Chiocciola Metodo Cherasco e nel 2016 il primo impianto a Monterotondo di Passirano (BS) è pronto. Manola spiega che «si parte dall’idea che le chiocciole vengono nutrite esclusivamente con vegetali freschi e senza ricorso ai mangimi. Oltre a garantire un prodotto alimentare sano e nutriente, ciò permette la creazione di una filiera che consente anche l’estrazione della bava, chiudendo il processo con la sua trasformazione per i settori della cosmetica, farmaceutica e i prodotti per la cura degli animali. Questo sistema non prevede la soppressione delle chiocciole». Operazione resa possibile grazie all’utilizzo del macchinario MullerOne per l’estrazione della bava di lumaca: un processo frutto della ricerca condotta dall’Istituto Internazionale di Elicicoltura, che ha permesso di superare i sistemi tradizionali ed ha offerto l’opportunità di raggiungere l’obiettivo di estrazione di bava con un metodo innocuo per gli animali. Il principio alla base del funzionamento è l’utilizzo dell’ozono per l’abbattimento delle cariche batteriche e di una soluzione stimolante a base naturale che non provoca danni alle chiocciole esposte al processo estrattivo, mentre gli altri sistemi prevedono impianti di acidificazione e vibrazione, che possono causare lesioni alla chiocciola. «La bava viene da noi conservata e poi trasformata a Cherasco», chiarisce Manola. La buona riuscita dell’investimento fa sì che i recinti raddoppino nel giugno 2017 e raggiungano la dimensione di 2 ettari dove crescono circa 2 milioni di chiocciole, metà destinate all’estrazione di bava, metà al settore alimentare. Le chiocciole destinate a uso alimentare devono crescere almeno 12 mesi per avere un guscio solido. «Le vendiamo vive, spurgate e insaccate da noi, oppure surgelate da parte dell’Istituto Nazionale Elicicoltori. Un laboratorio terzo provvede a preparare spiedini di chiocciola alla pancetta affumicata, che vengono consumati con polenta. Vendiamo tutti questi prodotti nel nostro spaccio, a pochi chilometri dagli allevamenti». Il cibo delle chiocciole consiste di colza, cavolo nero, bietola e varie insalate amare. L’assenza di diserbanti, di mangimi per gli animali e la raccolta a mano fanno di questa giovane azienda uno dei pochi esempi a livello nazionale. «Uno dei momenti di soddisfazione più grandi, e di cui siamo più orgogliose, è sicuramente coinciso con la crescita dei primi esemplari fino al peso e alle dimensioni ideali per la vendita», riferiscono le due gemelle. Nel mese di dicembre intanto, anche prendendo spunto da esperienze condotte da parte dell’Istituto Internazionale di Elicicoltura di Cherasco, a Monterotondo di Passirano, Manola e Tania Bosio inaugurano “Coccole e chiocciole”, un’azienda didattica provvista di percorso benessere, al cui interno si trova anche una stuzzicheria in funzione per aperitivi, cene, eventi e cerimonie. In sostanza, una costola dell’Accademia della Chiocciola Metodo Cherasco, dove si propongono percorsi didattici per i bambini oltre a corsi di cucina e abbinamento vino-chiocciole per gli adulti tra i filari della Franciacorta.
Riccardo Lagorio

La Regina del bosco
Via Casaglia 41/A
25039 Travagliato (bs)

E-mail: info@bionaturabosio.it
Web: lareginadelbosco.bio

 

Lumache alla lombarda

Ingredienti
• 48 lumache lessate e sgusciate • g 50 di burro • g 50 di acciughe • 1 spicchio d’aglio • 1 cipolla • 1 ciuffo di prezzemolo • ml 80 di vino bianco secco • g 60 di farina • olio extravergine d’oliva • sale • pepe

Preparazione
Le lumache alla lombarda sono un contorno molto speciale che stupirà i vostri amici. Per prima cosa, fate rosolare lo spicchio d’aglio in un tegame con 3 cucchiai di olio. Una volta tolto l’aglio, aggiungete il burro, le alici dissalate, pulite e tritate, il prezzemolo e un quarto di cipolla mondati. Dopo aver fatto sciogliere le alici, aggiungete la farina e cominciate a mescolare attentamente. è a questo punto che potete aggiungere le lumache lasciandole insaporire per bene. Bagnatele con il vino e regolate di sale e di pepe. Cuocete il tutto a fuoco basso per circa un’ora con il tegame coperto. Servite caldo. Accorgimenti: nel momento in cui andate ad aggiungere la farina alle acciughe ormai sciolte, mescolate bene per non formare grumi.

 

Didascalia: la famiglia Bosio. Il progetto aziendale ha preso vita grazie all’interesse verso il mondo delle chiocciole di Tania, che ha poi coinvolto l’intera famiglia.

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