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Il Pesce nr. 4, 2018

Rubrica: Aziende
(Articolo di pagina 64)

BioMar, oltre le aspettative negli indici di sostenibilità KPI per le materie prime

A giugno il Gruppo BioMar ha pubblicato il suo Rapporto sulla Sostenibilità 2017. Con tre anni di anticipo sul previsto, 4 indici KPI su 5 hanno raggiunto i risultati previsti nel 2020 riguardo le materie prime. BioMar ha deciso di spostare l’asticella più in alto e ora ha fissato nuovi limiti per il 2020

Il report di BioMar sulla Sostenibilità Integrata è una relazione completa, in linea con gli obiettivi di sviluppo globale delle Nazioni Unite, e fa riferimento alle Linee guida della Global Reporting Initiative. Fornisce la completa trasparenza sulle operazioni di BioMar non solo riguardo gli indici KPI, ma anche in merito agli aspetti finanziari e alle ambizioni di crescita. Questo report consente uno sguardo in profondità al ruolo e all’importanza della tracciabilità, nonché ai dati analitici nel futuro dell’acquacoltura sostenibile. Tradizionalmente, il mangime rappresenta circa l’80% dell’impatto nell’allevamento dei pesci. Gli ingredienti del mangime e le relative operazioni industriali comprendono la maggior parte dei flussi di energia nella catena produttiva e, di conseguenza, giocano un ruolo cruciale nella sostenibilità totale e sullo sviluppo ambientale e sociale dell’acquacoltura. «La sostenibilità nell’industria d’acquacoltura inizia con il mangime e in BioMar crediamo che sia nostra responsabilità fornire ai nostri clienti delle soluzioni alimentari innovative, di alta performance, che siano in grado anche di ridurre l’impatto ambientale» ha dichiarato Carlos Diaz, CEO di BioMar Group.
Nel 2015 BioMar ha stabilito la sostenibilità delle proprie materie prime, individuando traguardi ambiziosi per l’uso di prodotti certificati. Questi indici KPI hanno incluso la certificazione del 100% di tutte le proteine di soia, del krill e dell’olio di palma e del 70% di tutte le farine e degli oli di pesce.
Mentre la proteine di soia restano in linea per raggiungere gli obiettivi nel 2020, tutti gli altri ingredienti hanno raggiunto o superato le proprie aspettative. BioMar ora intende alzare l’asticella dei propri traguardi con l’80% delle farine di pesce e degli oli pesce che saranno certificati entro il 2020.
«La sostenibilità e l’approvvigionamento responsabile rappresentano una sfida continua. Per continuare a essere leader nella sostenibilità provvederemo a fissare limiti ancora più stringenti dopo il 2020, e ciò ci aiuterà a raggiungere nuovi traguardi» ha detto Diaz.
BioMar continuerà nel proprio impegno nel seguire la sostenibilità durante il 2018 e per la fine dell’anno avrà finalizzato la valutazione della sostenibilità di tutte le proprie materie prime. Questo strumento completo di valutazione permetterà di indirizzare il proprio approvvigionamento di materie prime verso soluzioni più sostenibili e consentirà, sia agli acquacoltori che ad una più ampia catena produttiva, di avere una comprensione più completa della sostenibilità di ciascuna materia prima presente nel mangime.

 

Il Gruppo
BioMar è leader mondiale in alimenti ad alte prestazioni per oltre 45 diverse specie di pesci e gamberi in oltre 80 Paesi. Fondato nel 1962 da un gruppo di allevatori ittici danesi, quello di BioMar è un impegno a lungo termine allo sviluppo del settore dell’acquacoltura in modo responsabile e sostenibile. “Siamo molto attenti ad aiutare i nostri clienti a produrre pesce sano e gustoso. Per ottenerlo, realizziamo innovativi mangimi efficienti, sicuri e nutrienti per l’acquacoltura, con il minimo impatto ambientale” si legge nel sito web del Gruppo. “La nostra presenza mondiale, agilità locale e attenzione all’esecuzione ci garantiscono di poter rispondere alle esigenze specifiche di ogni cliente, partendo da risultati comprovati e con un’attenzione scrupolosa alla sicurezza alimentare”.

>> Link: www.biomar.com

 

Altre notizie

 

Sorgal vince il Premio nazionale per l’Agricoltura nella categoria delle Grandi imprese

Sorgal, impresa appartenente al marchio Aquasoja del gruppo Soja de Portugal che produce e commercializza soluzioni alimentari per animali di acquacoltura, ha vinto il Premio nazionale per l’Agricoltura 2017 nella categoria delle Grandi imprese. Questo premio è un’iniziativa del Gruppo bancario BPI e del Gruppo Cofina patrocinata dal Ministero dell’Agricoltura, Foreste e Sviluppo Rurale Portoghese. António Isidoro, amministratore delegato della Sorgal, si è dichiarato molto orgoglioso al momento di ricevere il riconoscimento. «Questo premio è un riconoscimento dei nostri clienti, nazionali e internazionali, per il nostro lavoro che va avanti da quasi 75 anni. Lavoriamo per loro, vogliamo fare di più e meglio, per continuare a meritare la fiducia di tutti. Continuiamo a crescere, ad innovare e ad affermarci in un mercato sempre più esigente e competitivo, sia in Portogallo che fuori, e questo premio dimostra che siamo nella direzione giusta». Nel decretare la vittoria di Sorgal la giuria ha apprezzato l’attenzione dell’impresa ad aumentare la propria competitività sul mercato, la spinta all’innovazione e la volontà di internazionalizzazione dei propri prodotti.

>> Link: www.sojadeportugal.pt

 

Aquasoja

Tra le principali attività di Aquasoja c’è lo sviluppo di nuovi prodotti che soddisfino le esigenze e vadano incontro ai bisogni del mercato acquicolo. Ad esempio, dalla necessità di far sì che il colore dell’orata allevata si avvicini al suo colore naturale allo stato selvatico attraverso un approccio nutrizionale — migliorando così la sua accettazione e l’apprezzamento da parte del consumatore finale —, nasce il nuovo prodotto firmato Aquasoja: CROMA. L’orata di allevamento, privata delle sue fonti naturali di pigmenti, ha un colore più grigio rispetto all’orata selvatica. I consumatori di solito percepiscono questa mancanza di pigmentazione come una mancanza in termini di qualità a livello nutrizionale. CROMA contiene nella sua formulazione materie prime di origine marina e vegetale ricche di pigmenti naturali, in particolare di xantofille, che esaltano i colori naturali dell’orata. Inoltre, l’inclusione di ingredienti marini altamente appetibili come olio di pesce, farina di gamberetti o farina di calamari, a sua volta, migliora le caratteristiche organolettiche del pesce. «Lavoriamo costantemente per sviluppare prodotti innovativi e guadagnare in questo modo la vostra fiducia, quindi è sempre un piacere annunciare il lancio di un nuovo prodotto» dicono i responsabili della società.

 

MARR ottiene la certificazione del sistema di controllo della filiera ittica e la certificazione MSC sulla pesca sostenibile

MARR Spa, società leader in Italia nella commercializzazione e distribuzione di prodotti alimentari al foodservice con oltre 45.000 clienti (ristoranti, pizzerie, alberghi, catene di ristorazione, mense, bar, ecc…) controllata da Cremonini Spa, è sempre più attenta alle tematiche di sostenibilità coerentemente col proprio modo di fare impresa e in linea con la crescente sensibilità dei clienti e dei consumatori verso questi temi. Oltre un terzo delle vendite di MARR è relativo ai prodotti ittici e per questo la società ha intrapreso un percorso di sostenibilità anche nella filiera ittica ottenendo importanti certificazioni. MARR ha ottenuto la certificazione MSC (Marine Stewardship Council) secondo lo Standard MSC per la Catena di Custodia. I prodotti che si fregiano di questa certificazione provengono da zone di pesca governate attraverso avanzati programmi di gestione. Il marchio MSC è il sistema di garanzia della pesca sostenibile maggiormente diffuso e conosciuto a livello internazionale. La nuova certificazione si aggiunge alla policy sulla pesca sostenibile adottata da MARR, che prevede un proprio disciplinare di gestione per il processo di controllo della “Filiera ittica sostenibile” certificato (www.marr.it/sostenibilita/pesca-sostenibile). MARR ha anche adottato una policy sul benessere animale (www.marr.it/sostenibilita/benessere-animale) dove l’impegno nel settore ittico si estende anche agli allevamenti di acquacoltura: entro il 2022, in accordo con il programma di controllo della “Filiera ittica sostenibile”, saranno estese le attività di verifica sui fornitori afferenti al settore dell’acquacoltura affinché siano rispettati i criteri di benessere animale per gli ittici.

>> Link: www.marr.it

 

Nasce Osservatorio Alimentare, la piattaforma per la corretta informazione della filiera agroalimentare

Ha debuttato lo scorso maggio a Cibus Osservatorio Alimentare (www.osservatorioalimentare.it), la piattaforma digitale dedicata al settore agroalimentare italiano. Un punto di incontro per tutta la filiera, dal campo alla tavola, perché oggi è possibile crescere, evolvere e migliorare solo attuando politiche di collaborazione. Osservatorio Alimentare è un luogo di dibattito che privilegia sempre l’approccio scientifico, senza cedere ai facili sensazionalismi. Ma, soprattutto, è uno spazio di approfondimento a disposizione di cittadini e giornalisti su ciò che più ci riguarda da vicino: quello che mangiamo. Il cibo, infatti, è sempre più centrale nella nostra vita quotidiana. Basti pensare che, come si apprende da un’analisi del Censis compilata da Federalimentare (“Mangiare informati: come gli Italiani scelgono cibo buono e sicuro”, 2017), conosce, parla e si appassiona di cibo il 90,9% degli Italiani e il 93% dei giovani, addirittura il 53,5% di questi si definisce un appassionato. Non solo. Da un’altra analisi del Censis emerge che sempre di più i consumatori chiedono informazione di qualità sul settore: in particolare, l’85,7% degli Italiani e l’87,4% dei Millennials si informano prima di acquistare un alimento. Di questi, il 57% della popolazione (di cui il 74,2% è costituita da Millennials) lo fa tramite siti web e il 35,2% (di cui il 39,9% Millennials) attraverso i motori di ricerca. “Solo” il 30,1% degli Italiani prende come punto di riferimento per la propria informazione alimentare la televisione. È evidente allora che una riflessione profonda sul “come” si parla dell’industria e della filiera agroalimentare italiana debba partire proprio dal canale più utilizzato oggi, soprattutto dai giovani: il web. La nascita dell’Osservatorio va proprio in questo senso: supportare e garantire una corretta informazione basata su dati scientifici e contributi autorevoli di scienziati, nutrizionisti e professori universitari. L’Osservatorio fornisce un pronto-intervento contro fake news che rischiano di inquinare il panorama e di ingannare il consumatore.

>> Link: www.osservatorioalimentare.it

 

 

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