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Il Pesce nr. 4, 2018

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 70)

Più surgelati per tutti

Presentato a Milano il “Rapporto annuale sui consumi dei prodotti surgelati in Italia”. Vendite cresciute anche nel 2017. Ittico in crescita

Il 2017 è stato l’anno della “rinascita” del comparto alimentare: salute e benessere sono stati i parametri dominanti del carrello della spesa, mentre si sono ridotte le vendite di articoli in promozione a favore di prodotti a maggiore valore aggiunto. Il trend positivo dei consumi alimentari è stato spinto anche dai prodotti surgelati, che nel 2017 sono cresciuti del 2% rispetto al 2016. In particolare, il canale retail ha registrato un rimarchevole +3,1% (531.500 tonnellate di prodotti venduti in totale), mentre il catering si è mantenuto su un +0,3% (310.000 tonnellate vendute). Nel 2017 sono state acquistate complessivamente circa 841.500 tonnellate di prodotti surgelati, con performance al top per l’ittico (+5% vs il 2016), le pizze (+2,1%) e i vegetali (+1,8%). È questa la fotografia scattata da IIAS (Istituto Italiano Alimenti Surgelati), che ha presentato il suo “Rapporto annuale sui consumi dei prodotti surgelati”, per fare il punto sull’andamento del settore in Italia nel 2017, fornendo anche alcune anticipazioni sui dati di consumo del primo trimestre 2018. I surgelati sono stati premiati dai consumatori sicuramente per le loro prerogative intrinseche: alta qualità organolettica, naturalità, disponibilità in tutti i mesi dell’anno, elevati contenuti nutrizionali, ampiezza e varietà dell’offerta, trasparenza delle informazioni in etichetta. «Negli ultimi anni, le aziende del comparto — afferma Vittorio Gagliardi, presidente IIAS — sono riuscite a interpretare correttamente le nuove esigenze del consumatore, mixando la richiesta di prodotti a maggior contenuto “Salute & Benessere” con quella di un elevato grado di servizio/praticità. Ma una delle principali ragioni del loro successo è che sono un vero “antidoto” contro gli sprechi alimentari. Anche una recente ricerca realizzata in Italia per fotografare il fenomeno del food waste lo conferma: i surgelati pesano solo il 2,5% di tutto il cibo che sprechiamo a livello domestico, contro un rimarchevole 63% dei prodotti freschi e un non trascurabile 30% di quelli confezionati a breve scadenza».

 

Numeri e previsioni
Se il 2017 è stato un anno “ec­cezionale” per il consumo di surgelati, i primi mesi dell’anno in corso impongono una cautela nelle previsioni per il 2018. «È ancora troppo presto per fare dei consuntivi o delle previsioni — commenta Gagliardi — ma il primo trimestre di quest’anno ci rimanda un andamento in chiaroscuro. Se rapportiamo i dati 2018 con quelli del 2016, vediamo che il settore registra una crescita, a volume, di due punti percentuali circa. D’altra parte, però, i primi tre mesi dell’anno, paragonati con un periodo straordinario come i primi tre mesi del 2017 (quando ci fu un gennaio con forti gelate che portarono a una scarsa disponibilità di prodotti “freschi”, se non a prezzi particolarmente elevati), mostrano una partenza a rilento, che ha caratterizzato di fatto l’intero largo consumo e il food. Nel complesso, alla luce delle nostre esperienze pregresse, le aspettative delle aziende per il 2018 sono per una “normalizzazione” del trend da qui ai prossimi mesi, che consentirà di crescere nuovamente». Nel 2017, la ripresa dei consumi di prodotti surgelati — che in Italia si è attestata al valore di 13,9 kg pro capite annui (con un nuovo incremento rispetto al 2016, in cui si erano registrati 13,6 kg) — è un fenomeno che ha riguardato tutta l’Europa, a riprova di un trend generalizzato in linea con i nuovi stili di vita sempre più diffusi. Sebbene l’Italia sia ancora molto lontana dalle cifre record raggiunte da altri paesi europei (tipo i 46,3 kg pro capite annui di prodotti surgelati consumati dai tedeschi), tuttavia, nel 2017, ad acquistare prodotti surgelati nel nostro Paese sono stati ben 25 milioni di famiglie, con una penetrazione di più del 95% e un valore di mercato complessivo tra i 4.200 e i 4.500 milioni di euro. Da una recente indagine Censis-Coldiretti è emerso inoltre che chi acquista sistematicamente prodotti surgelati è in genere lo stesso consumatore che privilegia i prodotti Dop e Igp o gli acquirenti abituali di frutta e verdura da agricoltura biologica: in una parola, consumatori attenti alla qualità. Questo dato è confermato anche dall’analisi di un particolare segmento del comparto surgelati: il porta a porta. Il settore è cresciuto nel 2017 del 3,4%, rivelandosi lo specchio fedele del nuovo stile di vita dei consumatori, sempre più interessati al servizio e al contatto diretto con il venditore, con cui instaurano un forte rapporto di fiducia, risolvendo così i nuovi bisogni/necessità e i tempi ridottissimi a disposizione per gli acquisti alimentari.

 

Ittico al top
Il comparto dei surgelati ha risposto egregiamente alle richieste del mercato, sempre più condizionate dai suggerimenti dei nutrizionisti, ma anche dall’esplosione di nuove tendenze (vegetariani e vegani) e dalla forte domanda di prodotti “biologici” e “tradizionali”. Ecco quindi spiegata la crescita dei vegetali naturali, in particolare delle zuppe, dei passati e dei minestroni (e, tra questi, dei ricettati cresciuti dell’8,5% rispetto all’anno precedente). I vegetali surgelati consumati nel 2017 — tra retail e catering — sono stati 402.450 tonnellate (+1,8% rispetto al 2016), che li ha consacrati come un every day product, presente nelle preparazioni gastronomiche di tutti i giorni. Performance al top per l’ittico: nel 2017 ne sono state consumate 113.400 tonnellate, con una crescita di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nel solo canale retail, il pesce naturale registra un incremento del 7%, seguito a breve distanza da molluschi e crostacei (+6,7%); ma anche le versioni panate e pastellate chiudono l’anno con risultati lusinghieri (+3%). I consumatori ormai apprezzano la qualità e soprattutto il servizio di questi prodotti (già puliti e pronti al consumo), consapevoli anche delle tecniche di lavorazione ottimali, messe in atto dalle aziende produttrici, e della sostenibilità della produzione garantita dalla certificazione MSC (Marine Stewardship Council) di cui molte aziende del settore si sono ormai dotate.
(Fonte: © World Food Press Agency Srl)

 

Didascalia: i prodotti surgelati nel 2017 sono cresciuti del 2% rispetto al 2016. Il canale retail, in particolare, ha registrato un rimarchevole +3,1% pari a 531.500 tonnellate di prodotti venduti in totale (photo © nd3000 – stock.adobe.com).

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