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Il Pesce nr. 4, 2018

Rubrica: AttualitĂ 
(Articolo di pagina 16)

Plastica monouso: nuove norme UE per ridurre i rifiuti marini

Di fronte al costante aumento dei rifiuti di plastica negli oceani e nei mari e ai danni che ne conseguono, la Commissione europea propone nuove norme di portata unionale per i 10 prodotti di plastica monouso che più inquinano le spiagge e i mari d’Europa e per gli attrezzi da pesca perduti e abbandonati.

 

Una necessità che può dischiudere nuove opportunità
Insieme, questi prodotti rappresentano il 70% dei rifiuti marini. Le nuove regole sono proporzionate e concepite per ottenere i migliori risultati, vale a dire: non a tutti i prodotti si applicheranno le stesse misure; saranno messi al bando i prodotti di plastica monouso per i quali sono facilmente disponibili soluzioni alternative, mentre si limiterà l’uso di quelli di cui non esistono valide alternative riducendone il consumo a livello nazionale; i produttori dovranno poi rispettare requisiti di progettazione ed etichettatura e sottostare a obblighi di gestione e bonifica dei rifiuti. Con queste nuove norme l’Europa è la prima a intervenire incisivamente su un fronte che ha implicazioni mondiali. «Que­sta Commissione ha promesso di agire “in grande” sulle “grandi questioni” e lasciare il resto agli Stati Membri. È innegabile che i rifiuti di plastica siano una grande questione e gli europei devono agire insieme per affrontarla, tanto più che i rifiuti di plastica finiscono nell’aria che respiriamo, nel suolo, negli oceani e sulle nostre tavole» ha dichiarato Frans Timmermans, primo vice­pre­sidente responsabile per lo svi­lup­po sostenibile.
«Queste proposte ridurranno, con una serie di misure, i prodotti di plastica monouso che ora troviamo sugli scaffali dei supermercati. Alcuni di essi saranno messi al bando, ma ciò non significa che dovremo rinunciarvi, perché saranno sostituiti da alternative più pulite».
Per Jyrki Katainen, vicepresidente responsabile per l’occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività, «la plastica è un materiale straordinario, che dobbiamo però usare in modo più responsabile. I prodotti di plastica monouso non sono una scelta intelligente né dal punto di vista economico né da quello ambientale e le propo­ste presentate aiuteranno le imprese e i consumatori a preferire alternative sostenibili. L’Europa ha qui l’opportunità di anticipare i tempi, creando prodotti che il mondo vorrà procurarsi nei decenni a venire e valorizzando le nostre preziose e limitate risorse. L’obiettivo per la raccolta delle bottiglie di plastica concorrerà anche a generare i volumi necessari a far prosperare il settore del riciclo».

 

Le imprese ci guadagneranno in competitività
Nel mondo, le materie plastiche rappresentano l’85% dei rifiuti marini. Sotto forma di microplastica, sono presenti anche nell’aria, nell’acqua e nel cibo e raggiungono perciò i nostri polmoni e le nostre tavole, con effetti sulla salute ancora sconosciuti. Affrontare il problema della plastica è una necessità che può dischiudere nuove opportunità di innovazione, competitività e occupazione. Una normativa unica per l’intero mercato della UE offre alle imprese europee un trampolino per sviluppare economie di scala e rafforzare la competitività nel mercato mondiale, in piena espansione, dei prodotti sostenibili: con i sistemi di riutilizzo (come quelli di cauzione-rimborso) le imprese potranno con­tare su un approvvigionamento stabile di materiali di alta qualità; in altri casi, mosse dall’incentivo a ricercare soluzioni più sostenibili, potranno conquistare un vantaggio tecnologico sui loro concorrenti internazionali.

 

Misure diverse per prodotti diversi
In seguito all’iniziativa sulle borse di plastica, nel 2015, il 72% degli europei dichiara di averne ridotto l’uso (Eurobarometro). L’Unione rivolge ora l’attenzione ai 10 prodotti di plastica monouso e agli attrezzi da pesca che, insieme, rappresentano il 70% dei rifiuti marini in Europa. Le nuove regole introdurranno:

  • il divieto di commercializzare determinati prodotti di plastica: dove esistono alternative facilmente disponibili ed economicamente accessibili, i prodotti di plastica monouso saranno esclusi dal mercato. Il divieto si applicherà a bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, tutti prodotti che dovranno essere fabbricati esclusivamente con materiali sostenibili. I contenitori per bevande in plastica monouso saranno ammessi solo se i tappi e i coperchi restano attaccati al contenitore;
  • obiettivi di riduzione del consumo: gli Stati Membri dovranno ridurre l’uso di contenitori per alimenti e tazze per bevande in plastica. Potranno farlo fissando obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi presso i punti vendita, o impedendo che i prodotti di plastica monouso siano forniti gratuitamente;
  • obblighi per i produttori: i produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle mi­sure di sensibilizzazione per i seguenti prodotti: contenitori per alimenti, pacchetti e involucri (ad esempio, per patatine e dolciu­mi), contenitori e tazze per bevande, prodotti del tabacco con filtro (come i mozziconi di sigaretta), salviette umidificate, palloncini e borse di plastica in materiale leggero. Sono anche previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative meno inquinanti;
  • obiettivi di raccolta: entro il 2025 gli Stati Membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande, ad esempio introducendo sistemi di cauzione-deposito;
  • prescrizioni di etichettatura: alcuni prodotti dovranno avere un’etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull’ambiente e la presenza di plastica. Questa prescrizione si applica agli assorbenti igienici, alle salviette umidificate e ai palloncini;
  • misure di sensibilizzazione: gli Stati Membri dovranno sensibi­lizzare i consumatori all’incidenza negativa della dispersione nell’ambiente dei prodotti e degli attrezzi da pesca in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.

Per quanto riguarda gli attrezzi da pesca, che rappresentano il 27% dei rifiuti rinvenuti sulle spiagge, la Commissione punta a completare il quadro normativo vigente introducendo regimi di responsabilità del produttore per gli attrezzi da pesca contenenti plastica: i fabbricanti dovranno coprire i costi della raccolta quando questi articoli sono dismessi e conferiti agli impianti portuali di raccolta, nonché i costi del successivo trasporto e trattamento; dovranno anche coprire i costi delle misure di sensibilizzazione (per i dettagli delle nuove norme sugli attrezzi da pesca si veda qui: goo.gl/iZYySa).

 

Prossime tappe
Le proposte della Commissione passeranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio. La Commissione esorta le altre istituzioni a trattarle in via prioritaria e a dare ai cittadini europei risultati tangibili prima delle elezioni di maggio 2019. Il 5 giugno, per celebrare la giornata mondiale dell’ambiente, la Commissione ha lanciato anche una campagna di sensibilizzazione, a livello UE, per puntare i riflettori sulla scelta dei consumatori e sul ruolo che hanno i singoli cittadini nella lotta contro l’inquinamento da plastica e i rifiuti marini. È evidente che i rifiuti marini prodotti dall’Unione sono solo una parte di un problema che ha portata planetaria, ma con questa iniziativa l’Unione Europea assumerà un ruolo guida e sarà nella posizione per guidare il cambiamento a livello mondiale, attraverso il G7 e il G20 e l’attuazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite.

 

Contesto
L’iniziativa traduce l’impegno, annunciato nella strategia europea sulla plastica (goo.gl/ukErKn), di affrontare con un intervento legislativo il dispendioso problema dei rifiuti di plastica e dei relativi danni. Iniziativa questa accolta con favore sia dal Parlamento europeo e dal Consiglio che dai cittadini e dai portatori di interessi. Le misure proposte aiuteranno l’Europa a compiere la transizione verso un’economia circolare, a realizzare gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e ad onorare gli impegni assunti sul fronte del clima e della politica industriale.
La Direttiva presentata lo scorso 28 maggio poggia su norme esistenti, come la Direttiva quadro sulla strategia marina e le direttive sui rifiuti, e va ad integrare altre misure adottate per contrastare l’inquinamento dei mari, come la Direttiva sugli impianti portuali di raccolta e le proposte di restrizioni della microplastica e della plastica oxo-degradabile. L’approccio seguito ricalca quello, rivelatosi vincente, della Direttiva sulle borse di plastica del 2015: accolta con favore, la direttiva ha di fatto cambiato rapidamente il comportamento dei consumatori. Grazie alla direttiva proposta si trarranno benefici ambientali ed economici, ad esempio:
si eviterà l’emissione di 3,4 mi­lioni di tonnellate di CO2 eq.;
si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di euro entro il 2030;
si gener
eranno risparmi per i consumatori dell’ordine di 6,5 miliardi di euro.
Oltre alle nuove norme e ai nuovi obiettivi per i rifiuti adottati dalla UE, le nuove regole offriranno la chiarezza, la certezza del diritto e le economie di scala di cui le imprese hanno bisogno per imporsi nei nuovi mercati delle alternative innovative multiuso, dei nuovi materiali e dei prodotti di migliore concezione. Secondo i principi del legiferare meglio, in preparazione della proposta sono stati consultati i portatori di interessi, si è tenuta una consultazione aperta e sono state condotte valutazioni d’impatto complete.
(Fonte: Commissione europea — ec.europa.eu)

 

Nota
Photo © EU.

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