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Il Pesce nr. 4, 2018

Rubrica: Specie ittiche
(Articolo di pagina 50)

Il rombo chiodato nell’Unione Europea

Analisi EUMOFA della specie. Produzione, catture e struttura del mercato

Caratteristiche biologiche e commerciali

Nome: rombo (Psetta maxima).

Codice FAO: TUR

Presentazione: pesce fresco intero o filettato, piccole quantità di filetti surgelati per l’export.

Taglia commerciale: soprattutto 1,5-2 kg, ma anche 0,8 kg.

Temperatura: 14-18 °C.

Habitat: fondali sabbiosi e fangosi.

Malattie in allevamento: Amoebic Gill Disease (AGD), Trichodiniasis, Scuticociliatosis, Microsporidiosis, Myxosporidiosis, Flexibacteriosis, Furunculosis, Streptococcosis, Vi­briosis.

Crescita: 28 mesi per raggiungere la taglia commerciale di 1,5-2 kg.

Distribuzione in ambiente selvaggio: Atlantico nord-orientale, dal Mar Mediterraneo lungo le coste dell’Europa fino al Circolo Polare Artico; Mar Baltico e sottospecie Psetta maxima maeotica nel Mar Nero.

Allevamenti: Cina, Spagna, Porto­gallo, Francia, Paesi Bassi, Cile, Islanda, Romania e Croazia.

Sistemi di allevamento: taniche a terra e gabbie a mare.

 

Ciclo di produzione
Le femmine di rombo chiodato si sviluppano più velocemente rispetto ai maschi e raggiungono la maturità dopo 3 anni. Il ciclo riproduttivo per raggiungere una taglia commerciale pari a 1,5 kg ha una durata minima di 2 anni (Grafico 1).

 

La produzione mondiale di rombo chiodato
L’acquacoltura del rombo chiodato ha avuto inizio negli anni ‘70 in Scozia e successivamente è stata introdotta in Francia e Spagna. A far data dai primi anni ‘80, il maggiore sviluppo dell’allevamento di questa specie (per volume di prodotto e numerosità di allevamenti) si è registrata in Galizia. Grazie ad una serie di migliorie in campo tecnico e biologico sviluppate nel decennio successivo, l’allevamento di questa specie ittica è aumentato, diffondendosi anche in altri Paesi della UE, come Paesi Bassi, Germania, Portogallo, Romania e Croazia, per poi migrare anche verso regioni extraeuropee come Cile e Cina. Nel 2015 la produzione di rombo chiodato d’allevamento ammontava a circa 65.000 tonnellate a livello mondiale, di cui il 16% proveniva dalla UE. Secondo dati FAO, nel 2015 i maggiori produttori erano Cina (55.000 t) e Unione Europea (10.000 t). In Tabella 1 è riportata le produzione mondiale di rombo chiodato d’allevamento negli anni 2006-2015.

 

Evoluzione delle catture
Il rombo chiodato viene catturato soprattutto nel Mare del Nord e nella Manica da pescherecci europei. Nel 2015, la UE ha registrato l’85% delle catture a livello mondiale. Altri Paesi importanti nella pesca di questa specie ittica sono Turchia (che pesca il rombo nel Mar Nero), Marocco e Ucraina. Le catture globali di rombo chiodato hanno raggiunto le 5.881 tonnellate nel 2015 (Tabella 2).

 

La struttura del mercato europeo

 

La produzione di rombo chiodato in UE
I Paesi Bassi, con oltre 1.700 tonnellate catturate dai pescherecci olandesi nel 2015, pari al 33% delle catture totali a livello UE, sono il Paese che ha registrato le maggiori catture di rombo. Seguono Francia e UK (entrambi 15%), Danimarca (12%), quindi Belgio, Germania, Italia e Irlanda, con catture tra 100 e 500 t/anno. Se nell’ultimo decennio le catture di rombo chiodato a livello della UE sono state caratterizzate da una sostanziale stabilità, con un leggero trend decrescente (–4%), le dinamiche al suo interno sono state differenti: le catture nei Paesi Bassi e in Germania sono rimaste sostanzialmente stabili, mentre sono aumentate in Francia (+23%), UK (+24%), Danimarca e Belgio (entrambi +22%). Al contrario, l’Italia ha registrato un calo assai significativo (–70%) di catture dal 2006, registrando 183 tonnellate nel 2015.

 

L’evoluzione dell’allevamento nell’Unione Europea
La produzione di rombo chiodato d’allevamento ha raggiunto, nel 2015, le 10.173 tonnellate, provenendo principalmente da Spagna (73%) e Portogallo (23%), con restanti quote da Francia e Paesi Bassi. Anche Romania e Croazia erano sede di allevamenti, ma per difficoltà tecniche la produzione si è arrestata negli ultimi anni. La produzione ittica all’interno della UE ha raggiunto il picco nel 2012, con oltre 11.000 tonnellate prodotte grazie ai volumi di Spagna e Portogallo. Nel corso dell’ultimo decennio l’allevamento in Francia si è ridotto parecchio (–65%), mentre nei Paesi Bassi è rimasto sostanzialmente stabile.
(Fonte: EUMOFA – European Market Observatory for Fisheries and Aquaculture Products)
www.eumofa.eu

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