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Il Pesce nr. 3, 2018

Rubrica: Speciale Cibus
(Articolo di pagina 130)

Cibus 2018, 82.000 sì

Soddisfazione degli espositori che hanno incontrato migliaia di buyer esteri e nazionali. «Abbiamo fatto vedere al mondo di cosa è capace il made in Italy alimentare» ha dichiarato Antonio Cellie. Presente tutta la filiera, dal mondo agricolo alle insegne della GDO. Il futuro del cibo e della produzione alimentare analizzato in decine di convegni

Confermando tutte le attese, alla 19esima edizione di Cibus, il Salone internazionale dell’alimentazione svoltosi dal 7 al 10 maggio scorsi nel quartiere fieristico di Parma, hanno partecipato 3.100 aziende del settore alimentare, che hanno presentato oltre 1.300 nuovi prodotti ad una “platea” di circa 82.000 visitatori. Straordinaria la partecipazione degli operatori stranieri, che dai commenti e dalle interviste rilasciate al termine del salone avrebbero chiuso molti accordi commerciali. Presente tutta la filiera, dal campo al supermercato, con gli stand delle associazioni rappresentative del mondo agricolo e tante insegne della GDO, italiana ed estera. Decine di convegni e workshop hanno preso in esame le tematiche legate al futuro del comparto, attirando l’interesse di oltre 1.000 giornalisti (erano presenti tutte le testate nazionali, cartacee e televisive). Un risultato raggiunto grazie alla collaborazione dinamica tra Fiere di Parma e Federalimentare, col sostegno di ICE-Agenzia e il contributo fattivo delle Regioni. «La soddisfazione delle aziende per questa edizione di Cibus è tangibile e allo stesso tempo prospettica» ha dichiarato Antonio Cellie, CEO di Fiere di Parma. «Prima di tutto perché conferma le enormi potenzialità, fortunatamente ancora inespresse, del made in Italy alimentare. Da un lato, infatti, i buyer di tutto il mondo non vedono l’ora di tornare a Parma per continuare a mantenere e rinnovare i propri assortimenti; dall’altro, le nostre imprese sono altrettanto impazienti di proporre loro nuove e continue soluzioni per far mangiare sempre meglio i consumatori di tutto il mondo».

Numerosi gli incontri anche nel corso della quarta e ultima giornata di Cibus. Tra questi, il convegno di Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana di Colorno, intitolato “Next Generation Chef: l’identità della cucina italiana nello scenario internazionale”. All’evento ha preso parte anche Oscar Farinetti, fondatore di Eataly. «Sta nascendo una nuova generazione di gastronomi — ha detto Farinetti — che deve essere consapevole che il cibo nasce nella terra e non in cucina. E come tale deve essere studiato, trasformato, offerto e raccontato. Prima di tutto occorre conoscere i territori, poi studiare le tecniche, più naturali possibili, di coltivazione, allevamento e pesca. Seguono le tecniche di conservazione e trasformazione in cucina, infine la narrazione al cliente finale. Il tutto permeato dalla storia, la tradizione e la cultura che provengono dai territori d’Italia».

Confagricoltura ha presentato l’associazione Agronetwork, costituita da diverse imprese alimentari, vari centri di ricerca e dall’associazione stessa; una piattaforma per accelerare i processi innovativi e promuovere le nostre eccellenze all’estero. In fiera si è parlato ha dell’incremento della disponibilità di grano duro biologico nazionale, in particolare attraverso la valorizzazione dei grani antichi, e il tema dei novel food è stato affrontato col contributo di figure di spicco del mondo scientifico nel workshop di Confconsumatori che ha illustrato le frontiere della ricerca sui nuovi cibi, come i cibi a base di insetti e la carne “coltivata” in laboratorio.

In chiusura di manifestazione, i volontari di Banco Alimentare hanno recuperato tra gli stand diverse tonnellate di cibo, distribuite poi a strutture caritative del territorio. «Stando ai dati Fao quasi 1/3 della produzione mondiale di cibo finisce nella spazzatura» ha dichiarato il vicepresidente di Federalimentare Aurelio Ceresoli. «Solo in Italia, ogni anno, vengono buttati via alimenti per oltre 12 miliardi e mezzo di euro. Una battaglia che nessuno può vincere da solo». Da qui è nato nel 2016 Life-Food.Waste.StandUp, il progetto cofinanziato dal programma LIFE 2014-2020, di Federalimentare, Federdistribuzione, Fondazione Banco Alimentare onlus e Unione Nazionale Consumatori. «Molto abbiamo fatto per ridurre le eccedenze (lavorando con i fornitori, rendendo efficiente la logistica, studiando i comportamenti d’acquisto dei clienti, accelerando la vendita dei prodotti prossimi alla scadenza) e per aumentare il loro recupero attraverso conferimenti ad enti caritativi. Questo sforzo ha prodotto risultati positivi, ma c’è ancora da fare» ha continuato Claudio Gradara, presidente di Federdistribuzione. «A cominciare da una partnership che dia luogo ad iniziative sui territori che comprendano anche una premialità per i soggetti che donano, incentivando un comportamento virtuoso capace, attraverso le donazioni, di diminuire i rifiuti e i costi per la collettività».

«È ancora tra le mura domestiche che si registrano i maggiori sprechi alimentari — ha concluso Massimiliano Dona, presidente Unione Nazionale Consumatori— con circa 85 chili di cibo pro capite che ogni anno finisce nella spazzatura. Per questo è fondamentale sensibilizzare i consumatori verso corretti stili di vita. Ne va della stessa economia familiare: spesso non ci si rende conto di quanto si potrebbe risparmiare con una spesa più razionale, senza farsi influenzare da mode o pubblicità».

 

I prossimi appuntamenti

Ci si vede a Cibus Connect il prossimo anno nel mese di aprile, mentre con la 20esima edizione di Cibus nel maggio 2020.

>> Link: www.cibus.it

 

Bernardini a Cibus

La famiglia Bernardini, specializzata in prodotti e lavorati a base di carne e pesce per il foodservice nazionale, ha portato a Cibus un paio di succulente novità. Innanzitutto il salmone, recentemente diventato uno dei prodotti di punta della Bernardini. «Il salmone proposto è per lo più quello Norvegia e quello Scozia, intero con pelle o preaffettato senza pelle, e una parte più contenuta di salmone selvatico Sockeye e Red King dall’Alaska» mi racconta il titolare Mauro Bernardini. Materie prime selezionate, scelte e controllate sul posto, personale qualificato, rispetto dei modi della lavorazione artigianale, laboratori tecnologicamente all’avanguardia e un pizzico di creatività. «Col tempo e l’esperienza abbiamo trovato l’affumicatura ideale per questo tipo di prodotto, sia in termini di tempi che di spezie utilizzate, e oggi possiamo dirci molto soddisfatti». Nella linea carne, invece, a Parma tutti gli occhi erano puntati sulla Sella di cinghiale dell’Appennino. La gamma dei salumi di cinghiale Bernardini — nella quale erano già disponibili il prosciutto, anche arrosto, lo speck, la mortadella al tartufo, le salsicce, i salami — diventa quindi ancora più ricca.

BERNARDINI GASTONE srl
via Lavoria, 83/85 — 56040 Cenaia Crespina (Pisa)
Tel. +39 050 644100 — Fax +39 050 644111

>> Link: www.bernardinigastone.it

 

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