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Il Pesce nr. 3, 2018

Rubrica: Mercati
Articolo di Belluzzi G.
(Articolo di pagina 62)

Molluschi: un’opportunità di mercato negli USA

L’industria ittica americana contribuisce per oltre 90 miliardi di dollari all’economia statunitense e sostiene circa 1,5 milioni di posti di lavoro. Portare prodotti ittici agli americani significa dare opportunità agli operatori europei, coinvolgendo tutta l’industria di trasformazione

Il presidente Trump avrà un bel daffare nei prossimi tempi se proseguirà con la politica dei dazi sulle importazioni; anche perché gli europei potrebbero rispondere pan per focaccia. Tutto ciò in quanto, da che mondo è mondo, il mercato ha spesso (o quasi sempre) le sue regole e le sue ragioni. Per di più, se l’Unione Europea, a seguito di queste ritorsioni, riuscisse a valorizzare i suoi prodotti sul mercato americano con una politica di qualità organolettica e sanitaria, ne ricaverebbe un sicuro vantaggio sui prodotti e sull’eticità delle sue lavorazioni. Un bell’esempio ce lo dà la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti. La prestigiosa authority statunitense sta valutando, infatti, se il programma di sicurezza della molluschicoltura dell’Unione Europea è almeno equivalente al sistema statunitense. È dagli anni Ottanta che il loro import di questo prodotto dalla UE è sospeso a causa di qualche “incidente” sanitario verificatosi a quel tempo. Nonostante ciò, gli Americani vanno matti per la nostra molluschicoltura, più appetitosa della loro sia per le qualità organolettiche del prodotto che per le dimensioni più ridotte, ma soprattutto per la morbidezza più accattivante della carne. Di fronte a queste evidenze la FDA statunitense sta cercando di vedere se il sistema UE per i molluschi bivalvi destinati all’esportazione negli Stati Uniti ha un livello di sicurezza alimentare almeno uguale o superiore al loro. Se l’esame a cui sono sottoposti in questi mesi i nostri piani di controllo sarà favorevolmente superato, si aprirà un’attraente esportazione dall’Europa agli Stati Uniti, ma non solo: verrebbe consentito da subito l’utilizzo di aree di produzione selezionate (che inizialmente potrebbero essere nei Paesi Bassi e in Spagna) e di stabilimenti di trasformazione elencati dalla FDA nella sua lista dei molluschi certificata ICSSL. In parole povere, l’iter seguirà quello dei salumi stagionati, già sperimentato da anni e ben conosciuto dal nostro Ministero e dalle ASL. L’industria ittica americana contribuisce per oltre 90 miliardi di dollari all’economia statunitense e sostiene circa 1,5 milioni di posti di lavoro. Portare il pesce agli americani significa dare opportunità ai raccoglitori e ai pescatori europei, coinvolgendo tutta l’industria di trasformazione. Si calcola che i prodotti ittici europei che verrebbero esportati raggiungerebbero in poco tempo un valore di oltre 5 miliardi di dollari. L’Unione Europea creerebbe così un nuovo mercato del pescato ed un ulteriore accesso al mercato americano, rendendo disponibile una vasta gamma di molluschi sani e sicuri per i loro consumatori, soprattutto quelli dal palato raffinato, che più hanno possibilità di spesa: praticamente un duplicato dei consumatori che adesso comprano regolarmente solo i nostri prosciutti. Questo potrebbe rappresentare un valore aggiunto di visibilità e di immagine per il nostro made in Italy!

Giancarlo Belluzzi

(Fonte: OH One-Health)

www.one-health.it

 

Didascalia: photo © TTLmedia – stock.adobe.com

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