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Il Pesce nr. 2, 2018

Rubrica: Attualità
(Articolo di pagina 18)

Distretto ittico di Rovigo e Chioggia: progetto incoming di operatori stranieri

Uno dei primi distretti nazionali dal punto di vista quantitativo e qualitativo si impone per la sua capacità di fare sistema puntando sul mix ambiente, expertise e tecnologie, per vincere la sfida della globalizzazione. Una realtà tra le più vitali a livello nazionale

In Italia esistono solo due distretti del settore ittico: quello di Mazara del Vallo, in Sicilia, e il Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia. Quello veneto si distingue per il fatto che il fatturato totale è rappresentato dalla filiera completa dell’ittico, che va dalla molluschicoltura, con la coltivazione di cozze, vongole e ostriche, all’industria conserviera, e al commercio del fresco. Una grande varietà di specializzazioni produttive che ne fanno un “settore a km 0”, dove il pescato viene in parte trasformato nelle immediate vicinanze, in parte venduto fresco grazie ad una logistica ben organizzata. Al prodotto dell’attività primaria si affianca tutta l’attività di import ed export di pesce fresco e surgelato e tutto ciò che l’industria di lavorazione e trasformazione dei prodotti ittici è in grado di produrre, principalmente ad uso alimentare: quindi, surgelati, conserve, salse e piatti pronti… sempre a base di pesce. Fanno parte del distretto alcune aziende leader nazionali nella produzione del conservato, come le alici e le seppioline che troviamo nei supermercati, prodotti oggi apprezzati dai consumatori e in continua espansione. Imprese del settore della trasformazione dei prodotti ittici, come Rivamar, Mancin Nadia, Cesare Regnoli, hanno da sole un volume d’affari di circa 100 milioni l’anno. Il pesce arriva tutti i giorni e riparte per tutta l’Europa, si compra e si rivende con una quotazione giornaliera; vengono rifornite le catene della Grande Distribuzione Organizzata e i grossisti italiani, ma anche di Paesi europei come Belgio, Germania e Spagna.

Per il solo settore “Pesca e Acquacoltura”, in provincia di Rovigo le aziende si attestano a circa 2.000 unità, mentre la provincia di Venezia conta 862 aziende (fonte: Infocamere-Movimprese 2014). Il fatturato annuo del Consorzio Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia si attesta complessivamente intorno agli 800 milioni, mentre il numero di addetti si aggira intorno agli 8.500. «Abbiamo raggiunto risultati eccellenti» dice il rappresentante del Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia, Massimo Barbin. «La valenza qualitativa e quantitativa del sistema economico produttivo rappresenta un’eccellenza ed ha un’importanza fondamentale per il Veneto e per il nostro Paese. Ciò che caratterizza il Distretto oggi è la capacità di fare sistema, di mettere in rete gli imprenditori, e questo è il nostro grande punto di forza e il nostro grande potere contrattuale. Un aspetto che esula dalla cultura imprenditoriale italiana ed è per questo che il Distretto si propone come esempio nazionale». È propria la qualità che ha permesso al Distretto di vincere la sfida della globalizzazione e di imporsi anche all’estero: al suo interno operano, infatti, imprese leader a livello mondiale nel campo della produzione dei molluschi e dell’industria conserviera con vere e proprie eccellenze vocate all’esportazione.

 

Le imprese dell’ittico incontrano acquirenti internazionali

Proprio per promuovere questa realtà sul mercato estero, il Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia ha organizzato un evento di incoming per gli operatori del settore ittico e della trasformazione alimentare del pescato. Da giovedì 22 marzo a sabato 24 sono stati ospitati sull’isola di Albarella una ventina di buyer provenienti da Romania, Polonia, Croazia e Slovenia, che durante tutta la giornata di venerdì 23 hanno incontrato una quindicina di aziende del Polesine e del Veneziano, nel corso di una serie di colloqui individuali programmati. Un’iniziativa questa, come le altre attività del Distretto, rivolta a tutte le imprese della pesca, acquacoltura, trasformazione alimentare e commercio, che risiedono nei comuni del Delta e a Chioggia, interessate ad entrare in mercati esteri con i quali ancora non hanno contatti, ma che presentano reali opportunità di sviluppo. I buyer stranieri invitati erano tutti operatori della Grande Distribuzione con un interesse per il pescato fresco (compresi i prodotti da acquacoltura) e per il trasformato: tutti i tipi di prodotti ittici (tra cui anche salmone, gamberetti, polipo, ecc…), con fatturati che vanno dai 4 ai 70 milioni di euro. Aziende di estremo interesse, che arrivano ad occupare fino a 300 dipendenti e che hanno accolto con entusiasmo l’invito. «Oggi – ha dichiarato Massimo Barbin – è stata anche l’occasione per presentare un progetto che ci è stato riconosciuto su bando regionale, arrivato quarto in graduatoria e primo per il settore food. Prevede l’investimento di 850.000 euro tra pubblico e privato per attività di ricerca e sperimentazione sui prodotti della molluschicoltura, in collaborazione tra Università, laboratori di ricerca e imprese».

 

Il Distretto coinvolge la fascia costiera del Polesine e il comune di Chioggia, territori dalla natura e storia di inestimabile e riconosciuto valore

Punte di diamante della produzione del Distretto sono la Cozza di Scardovari, la Vongola verace del Polesine, il pesce azzurro, l’Anguilla del Delta del Po e il Cefalo del Polesine, che, in virtù delle loro pregevoli caratteristiche organolettiche, sono stati inseriti nell’Albo dei prodotti tradizionali italiani dal Ministero delle Politiche Agricole con Decreto Ministeriale del 18-07-2000. L’eccellenza del prodotto è garantita dalla qualità dei processi produttivi: il Distretto vanta infatti il primato in Italia della certificazione di qualità per quanto riguarda le metodiche di lavorazione. È, infatti, straordinariamente significativo il numero di aziende che ha ottenuto la certificazione di Qualità ISO 9001 per i processi di lavorazione. L’eccellenza produttiva è peraltro il riflesso delle tecnologie, dell’impiantistica all’avanguardia, della professionalità degli operatori in un sistema di interazione tra i diversi settori del primario, secondario e terziario: dalla pesca alla trasformazione, dalla commercializzazione e dalla logistica alla distribuzione. Anche la qualità dell’ambiente gioca un ruolo importante: il Distretto coinvolge la fascia costiera del Polesine e il comune di Chioggia, territori dalla natura e storia di inestimabile e riconosciuto valore. Chioggia è il secondo comune, per grandezza, della laguna dopo Venezia; è ricchissima di tesori naturali, artistici, architettonici e di avvenimenti storici. Porto Viro, Porto Tolle e Rosolina ricadono nel Parco regionale Veneto del Delta del Po, riconosciuto “riserva della Biosfera MAB UNESCO”; un ambiente naturale dove si susseguono boschi, valli d’acqua dolce e salmastra, paludi, spiagge e pinete. Per quanto concerne le strategie future, emerge l’obiettivo di promuovere la conoscenza della filiera ittica e del territorio in cui operano le imprese che ne fanno parte, e di cogliere appieno le potenzialità offerte sul piano nazionale attraverso una partecipazione diretta ai cluster tecnologici nazionali, che consentiranno poi di accedere sul piano europeo alle piattaforme. L’economia del mare è oggi uno dei pilastri principali dei fondi comunitari, che cercano di dare risposte a fenomeni quali l’inquinamento da plastica delle acque, la drammatica riduzione della pescosità, i mutamenti climatici responsabili di aggravare i fenomeni di erosione delle nostre aree deltizie e costiere e di deposito di materiali e sedimenti sabbiosi, la ricerca di risorse nutrizionali alternative, la possibilità di limitare gli scarti grazie al loro reimpiego nel ciclo produttivo, l’integrazione del reddito dei pescatori attraverso la saldatura con il comparto turistico (pescaturismo e ittiturismo). Da un lato problemi che stanno esplodendo a livelli allarmanti, dall’altro opportunità tecnologiche impensabili fino al decennio scorso.

 

Nota

Il progetto è stato realizzato con il sostegno della Camera di Commercio Delta Lagunare.

 

Didascalia: il Distretto Ittico di Rovigo e Chioggia si distingue da quello siciliano per il fatto che il fatturato totale è rappresentato dalla filiera completa dell’ittico, che va dalla molluschicoltura, con la coltivazione di cozze, vongole e ostriche, all’industria conserviera e al commercio del fresco.

 

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