Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 1, 2018

Rubrica: Memento
(Articolo di pagina 18)

In ricordo di Gino Ravagnan, uno dei padri della moderna acquacoltura

Il 12 gennaio 2018, a 94 anni appena compiuti, ci ha lasciati il dottor Gino Ravagnan, riconosciuto unanimemente come uno dei padri fondatori della moderna acquacoltura. Originario di Chioggia, apparteneva ad una famiglia che da cinque generazioni esercita la vallicoltura nel Delta del Po, in quel Polesine da lui tanto amato e dal quale originarono sia le attività industriali da lui fondate, poi trasferite nel Padovano, sia le basi dell’acquacoltura intensiva e delle sue forme di integrazione con quella estensiva. Sono state proprio le complesse situazioni ambientali del delta che lo stimolarono ad approcci originali. Ideò tecniche di allevamento dell’anguilla e di riproduzione artificiale del pesce, propose nuove specie da allevare e trasformò in applicazioni tecnologiche molte delle sue intuizioni. Da questa sua inesauribile inventiva e operosità hanno avuto origine, tramite la società TAI (Tecnologie Allevamenti Ittici), decine di impianti di acquacoltura nell’area mediterranea, alcuni dei quali svolsero importanti attività sperimentali e costituirono un riferimento per lo sviluppo del settore. Fu fondatore e presidente di Agroittica Lombarda, nata nei primi anni ‘70 allo scopo di sfruttare il calore refluo di un impianto siderurgico per allevare l’anguilla, nella quale portò successivamente lo storione. L’avvio di questa attività per la prima volta in Europa consentì a quest’azienda di assumere negli anni il ruolo di leader mondiale nella produzione del caviale. Su incarico della FAO produsse due documenti, ritenuti fondamentali per lo sviluppo della piscicoltura costiera mediterranea, che ispirarono anche il piano MEDRAP per lo sviluppo del Mediterraneo e del Mar Nero.

Scrisse numerose pubblicazioni tecnico-scientifiche e alcuni testi tra i quali Vallicoltura moderna e successivamente Vallicoltura integrata, che ancora oggi sono considerati una fondamentale guida per la gestione dell’acquacoltura costiera. Nel 1981, in occasione del Convegno mondiale dell’acquacoltura che lo vide tra i relatori, fu nominato socio ad honorem a vita della European Mariculture Society.

Per molti anni fu tra gli esperti FAO e CEE per l’acquacoltura, insegnò idrobiologia e pescicoltura presso l’Università di Udine (Scienze agrarie e produzioni animali), ma tenne corsi anche presso alcuni atenei stranieri. Ettore Bonalberti, che fu presidente di ICRAM, lo ricorda come amico. «Gino era una persona di profonda fede cristiana e radicata cultura popolare, ispirata ai valori migliori della tradizione sturziana e degasperiana. Ho avuto da lui sempre forti sollecitazioni per le battaglie condotte ai diversi livelli politici e amministrativi, con un rapporto di amicizia contrassegnato da telefonate frequenti sulle vicende più importanti della politica internazionale, nazionale e regionale. Alla sua amata moglie Franca, ai suoi figli, ai fratelli e ai nipoti, vada il sentimento della nostra più affettuosa partecipazione al dolore per la scomparsa di un uomo che ha fatto onore al nostro Paese, alla sua amata città di Padova e alla nostra comune terra polesana. Il Signore, nel quale ha creduto da cristiano integerrimo, l’accolga nelle sue braccia amorose nel regno dei Cieli».

La Redazione de Il Pesce si unisce all’API (Associazione Piscicoltori Italiani — www.api-online.it​) nell’esprimere la vicinanza ai famigliari, ricordando la competenza e la grande passione profusa dal dott. Ravagnan per il contributo prezioso dato alla crescita e allo sviluppo della piscicoltura italiana.

Il Pesce
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Il Pesce:
Annuario del Pesce e della Pesca
La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.