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Il Pesce nr. 1, 2018

Rubrica: Maricoltura
(Articolo di pagina 36)

Nuove tecnologie di gestione per la mitilicoltura longline

Come affrontare la crescente difficoltĂ  nel programmare la produzione di impianti in mare aperto

Il settore dell’allevamento dei mitili ha subito, nel corso degli anni, un’intensa evoluzione. I primi impianti, costituiti da pali in legno infissi nel fondale di acque poco profonde, sono stati rapidamente affiancati e sostituiti da grandi allevamenti, o vivai, in mare aperto. Il metodo più diffuso al giorno d’oggi è il sistema longline, che prevede strutture simili a filari composti da funi di lunghezza variabile — in genere dai 100 ai 200 metri — ancorate al fondale marino e mantenute a circa tre metri di profondità tramite dei galleggianti gonfiati ad aria compressa o riempiti con schiuma di poliuretano. I mitili vengono allevati appendendo a queste funi di supporto delle calze, chiamate anche reste, formate riempiendo reti tubolari in plastica e cotone con il prodotto da far crescere e riprodurre, di una lunghezza che di solito va dai 2 ai 7 metri, a seconda della profondità delle acque in cui si lavora. Sebbene esistano vari accorgimenti che vanno a differenziare ulteriormente il sistema longline per adattarlo alle condizioni geomorfologiche e meteomarine locali, spesso i fattori più importanti che determinano una crescita ottimale dei molluschi e un efficiente metodo di allevamento sono le decisioni prese dai responsabili della produzione degli impianti. In particolare, il diametro e la dimensione delle maglie delle reti da utilizzare per le reste, la corretta selezione per dimensione dei molluschi da reincalzare, la tempistica associata alla lavorazione del prodotto e la disposizione intelligente dello stesso sui filari di un vivaio, sono tutti aspetti critici che contribuiscono al successo di una stagione di mitilicoltura.

Seguire nel tempo tutte queste variabili diventa fondamentale quando si gestiscono numerosi filari, o quando si vuole mettere in pratica una programmazione delle vendite il più precisa possibile: saper comunicare ai clienti quanta merce potrà essere disponibile in un determinato periodo, o poter garantire una continuità stabile nella fornitura del prodotto, sono requisiti sempre più presenti nel mondo della mitilicoltura. Anche la nuova frontiera della certificazione biologica dei mitili, per poter essere accordata, richiede al mitilicoltore di applicare un metodo di tracciabilità del prodotto lavorato. Oggigiorno, ogni responsabile di produzione ha sviluppato il proprio metodo per l’organizzazione della produzione, che spesso si basa su decine di grandi copie cartacee delle mappe dei vivai tenute nelle cabine delle imbarcazioni, riempite di simboli, testi e disegni di vari colori per indicare il tipo di rete utilizzato, il tipo di prodotto reincalzato, la data di ultima lavorazione, lo stato del filare e via discorrendo. In uno scenario del genere, è facile perdere informazioni di fondamentale importanza per programmare la produzione, o confondere simboli spesso minuscoli e simili tra loro. Fortunatamente, la tecnologia sta seguendo da vicino l’evoluzione della mitilicoltura e ne sta anticipando i bisogni.

Engynya, una start-up innovativa di Rimini con una spiccata predisposizione allo sviluppo di software, app e soluzioni hardware che permettono ai suoi clienti di aumentare la produttività e la qualità del lavoro, in collaborazione con l’azienda già esperta del settore Cocci Luciano Srl (www.cocci.it), sta sviluppando un avanzato software per la gestione della produzione di un impianto di mitilicoltura, prevedendo tutte le possibili dinamiche presenti durante la lavorazione del prodotto in un sistema longline. L’innovativo sistema gestionale si chiamerà Mitilab e sarà costruito su un’architettura di tipo cloud per una migliore protezione dei dati. Il programma replica su computer la mappa del vivaio longline (o dei vivai, se più di uno), permettendo all’utente di seguire e gestire il processo di produzione dei molluschi, dalla semina alla lavorazione, fino alla collocazione in vendita ai diversi clienti. Il programma calcolerà automaticamente una serie di statistiche di produzione e sarà in grado di costruire e mantenere in memoria la storia (tracciabilità) di ogni singolo lotto di produzione. Oltre agli aspetti relativi al prodotto, il programma sarà dotato di un avanzato sistema per la manutenzione programmata delle strutture fisse e mobili del vivaio, permettendo, per esempio, di seguire la data degli interventi di pulizia degli ancoraggi, di sostituzione delle funi e dei galleggianti, ed altro ancora. Mitilab potrà essere utilizzato sia da grandi aziende, dove un unico soggetto gestisce più vivai, sia da piccoli allevatori o cooperative, dove un vivaio può essere suddiviso in filari utilizzati da più operatori.

Mitilab sarà presentato alla fiera di Pordenone Aquafarm 2018, dove, durante l’intervento dedicato, gli operatori del settore potranno approfondire gli aspetti relativi all’installazione e all’uso del software, e anche suggerire modifiche e funzionalità aggiuntive prima del lancio definitivo del prodotto sul mercato. L’incontro sarà anche un’occasione per discutere il futuro della mitilicoltura, un settore in ambiente marino dall’impronta agricola proiettato sempre più verso l’industrializzazione.

Pordenone – 15-16 febbraio 2018

>> Link: www.aquafarm.show

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