Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 1, 2018

Rubrica: Mercati
Articolo di Villa R.
(Articolo di pagina 80)

Merluzzo bianco: previsioni per il 2018

La riduzione del 20% della quota di pesca nel Mare di Barents per il 2018 raccomandata dall’ICES spingerà verso una crescita dei valori di mercato. Il prezzo destinato a salire in corso d’anno. Il pollock riprende interesse

Le quote del 2017 nell’Atlantico settentrionale sono state particolarmente elevate; per contro, nel 2018 l’ICES (International Council for the Exploration of the Sea) raccomanda, per il merluzzo bianco, una riduzione della quota del 20% nel Mare di Barents: tale posizione non ha sconvolto i due maggiori paesi operanti nell’area artica, Russia e Norvegia, che già si erano accordati in seno alla Commissione Pesca bilaterale per una diminuzione del 13% sia per il merluzzo bianco (per portarsi a 775.000 tonnellate) sia per l’eglefino (soglia prevista a 202.305 tonnellate). Il rapporto di dicembre Globefish della FAO riporta che, nel Mare del Nord, la situazione del merluzzo bianco si sta lentamente riprendendo dal sovrasfruttamento conosciuto negli ultimi decenni, che ha fatto registrare nel 2006 il picco minimo di 44.000 tonnellate pescate: le misure di salvaguardia poste in essere nel 2007, cioè la forte riduzione della quota annuale e il bando alla pesca dei pesci di piccole dimensioni, ha consentito di rimpinguare il patrimonio e nel 2017 il pescato ha toccato il valore di 150.000 tonnellate; inoltre il merluzzo del Mare del Nord ha ottenuto il prestigioso riconoscimento dal Marine Stewardship Council.

Il pollock o merluzzo giallo dell’Alaska ha dato una pesca di 3,4 milioni di tonnellate; i prezzi, dopo un lungo periodo di stabilità, stanno cominciando a muoversi verso l’alto: il mercato della Germania, uno dei principali per questa specie, è tuttavia restio ad accettare il rialzo dei corsi di mercato per il prodotto spinato congelato in blocchi, vale a dire la tipologia più diffusa. La trasformazione del pollock dell’Alaska è ancora orientata prevalentemente al filetto in blocchi (325.000 tonnellate) rispetto a quello in confezioni singole (64.000 tonnellate); i mercati nordamericano, europeo ed asiatico stanno inoltre richiedendo sempre di più prodotto senza pelle, che quindi acquista maggiore interesse per i trasformatori. Negli Stati Uniti l’aumento medio della produzione di quest’ultima tipologia è stato del 40% nelle due stagioni dell’anno, con acquisti importanti delle catene di fast food come McDonald’s e Subway. Va sottolineato che le preferenze di distributori e consumatori si sono recentemente rivolte al pollock per il minor prezzo rispetto al merluzzo bianco atlantico.

Il merluzzo iberico ha visto catture per poco più di 8.000 tonnellate, un incremento del 20% rispetto all’anno precedente, in controtendenza rispetto al dato dell’ultimo decennio, che fa segnare un calo di ben oltre il 30%. Il mercato della Federazione Russa (coperto principalmente dall’approvvigionamento interno, anche a causa del persistente bando all’import di vari generi alimentari sussistente nei confronti di molti paesi occidentali) sta conoscendo lo spostamento dei consumi verso prodotti a maggior valore aggiunto, mentre l’export del pollock, dopo il tracollo del 2014 e la timida salita del biennio 2015-2016, ha ripreso a salire in maniera decisa, superando le 483.000 tonnellate. La Norvegia ha esportato nei primi mesi del 2017 un volume totale di 249.000 tonnellate di merluzzo di tutte le specie, registrando un aumento del 9% in volume e del 10% in valore, con la destinazione cinese cresciuta del 12% in volume (23.800 tonnellate) e del 23% in valore. La Cina ha ridotto, nel primo semestre 2017, le importazioni di merluzzo bianco congelato (104.200 tonnellate, pari a un –4,4%) proveniente in ordine decrescente da Federazione Russa, Stati Uniti e Norvegia, mentre il pollock dell’Alaska è cresciuto del 15% per un volume di 448.800 tonnellate, in arrivo per oltre il 90% dalla Federazione Russa, grazie al prezzo basso che a giugno era di 980 dollari USA per tonnellata. La maggior parte del merluzzo importato viene lavorato ed esportato (nei primi sei mesi del 2017 il quantitativo di filetti congelati inviati oltre confine è stato di 109.900 tonnellate, –4,8% sul corrispondente periodo dell’anno precedente), sebbene vi sia una quota crescente destinata al consumo interno. Nel Regno Unito le vendite nel canale della Grande Distribuzione sono salite a 48.600 tonnellate (+4%) nel periodo da luglio 2016 a luglio 2017, con la maggior quota detenuta dal merluzzo bianco (del quale i due terzi venduti congelati) seguito dall’eglefino che si è avvantaggiato di prezzi più contenuti. Le importazioni di merluzzo bianco congelato in Germania, nella prima metà del 2017, sono scese a 17.900 tonnellate (dalle 18.200 della prima metà del 2016), provenienti per oltre la metà dalla Cina; al contrario sono salite di oltre il 7% (per un volume di 71.700 tonnellate) le importazioni di filetti congelati di pollock con gli Stati Uniti e la Federazione Russa, che hanno eroso quote alla Cina.

Roberto Villa

 

Nota

Con il termine merluzzo ci si riferisce solitamente al merluzzo bianco o comune (Gadus morhua), al merluzzo del Pacifco (Gadus macrocephalus) e al merluzzo della Groenlandia (Gadus ogac), tutti appartenenti ad un solo genere noto come “Gadus”. La tipologia di merluzzo più conosciuta è il merluzzo nordico, pesce migratore che vive lungo la fascia costiera del nord Atlantico, del mar Baltico (dove è denominato merlano) e del mare del Nord dove è possibile trovarlo in branchi di grandi dimensioni. Non è invece presente nel mar Mediterraneo, nel quale vivono specie affini (fonte: www.tagliapietrasrl.com).

Il Pesce
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Il Pesce:
Annuario del Pesce e della Pesca
La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.