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Il Pesce nr. 1, 2018

Rubrica: Convegni
Articolo di Bison G.O.
(Articolo di pagina 108)

Serve un confronto tra tutti gli attori della filiera per superare le difficoltĂ 

La filiera ittica tra sfide e innovazione

Il convegno promosso martedì 5 dicembre u.s. all’Eataly di Roma dal Dipartimento Pesca della Legacoop Agroalimentare, dipartimento che associa 300 cooperative e 95 imprese per un fatturato di 300 milioni, 3.100 barche (il 25% del totale delle barche italiane) e 8.600 soci (il 27% degli addetti italiani nella pesca e acquacoltura), ha voluto accendere una luce sull’intera filiera del settore e illuminare, analizzare e valorizzare quelle parti “nascoste” perché possano diventare un valore aggiunto; un volano di crescita e fatturato per il comparto intero. Con questo spirito sono intervenuti come case histories veri testimonial della ristorazione, della trasformazione, del packaging e del pescaturismo. Tra i partecipanti al convegno, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, il sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe Castiglione, i top manager di alcune tra le principali catene della Gdo (Coop, Conad, Eataly) e il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti.

«Serve un confronto tra tutti gli attori della filiera — ha sottolineato Angelo Petruzzella, coordinatore nazionale Dipartimento Pesca Legacoop Agroalimentare — per superare le difficoltà. Le imprese stanno facendo la propria parte, e lo dimostrano i casi di eccellenza che abbiamo presentato, ma sono fondamentali il contributo delle istituzioni e la collaborazione con la Grande Distribuzione Organizzata. È un settore in sofferenza da tempo, considerato che in pochi anni sono andati persi 17.000 posti di lavoro, nonostante la domanda di pesce da consumare a tavola sia superiore all’offerta. Le istituzioni devono fare uno sforzo di equilibrio tra gli interessi in campo — ha continuato Petruzzella — riducendo vincoli spesso inutili, sostenendo con forza l’innovazione per favorire il ricambio generazionale e riformando l’apparato amministrativo pubblico, centrale e periferico. Un comparto dalle grandi potenzialità ancora inespresse è quello dell’acquacoltura: un modello di eccellenza fatto di 800 impianti che producono 140.000 tonnellate l’anno di prodotti freschi, i quali contribuiscono a circa il 40% della produzione ittica nazionale e al 30% circa della domanda di prodotti freschi. Lo sviluppo sostenibile di questo settore, attraverso la blue economy come modello di business a impatto zero, rappresenta una delle scommesse per il futuro della pesca italiana».

Tra le più innovative esperienze tra le cooperative del settore della pesca, la cooperativa toscana Mare Nostrum, privilegiando il lavoro con specie meno note, ha brevettato un processo di preparazione del pescato che agisce su temperatura, umidità e ossigeno, per aumentare la shelf-life del prodotto e soddisfare così le esigenze della ristorazione collettiva e della Gdo. La Cooperativa Pescatori di Fano, che dopo aver dato vita alla catena di ristoranti Pesce azzurro, in cui i pescatori — a pochi metri dall’approdo — servono pesce fresco e vendono prodotti ittici con il proprio marchio, è ora impegnata nel lancio della linea Cibidamare: 12  referenze di sughi pronti rivolte alla Gdo e prodotte in uno stabilimento all’avanguardia.

In Sardegna, il Nuovo Consorzio Cooperative Pontis ha puntato sul cefalo muggine, sinora utilizzato solo per la bottarga, mettendo in produzione filetti di muggine affumicato. La nuova produzione, integrata nel ciclo della bottarga, ha consentito di ottenere un’offerta più ampia e senza sprechi.

In Sicilia, la cooperativa Mare dell’Etna ha valorizzato una materia prima locale di altissima qualità: il tonno alalunga, equiparabile per gusto al tonno rosso. In Friuli, la cooperativa Almar ha adottato un sistema di acquacoltura di precisione per minimizzare l’impatto ambientale e, come altre realtà cooperative — in particolare il Consorzio Pescatori di Goro, in provincia di Ferrara — ha sviluppato una nuova filiera di confezionamento dei molluschi vivi, con un sistema di packaging sottovuoto in termosigillatura che consente di mantenere gli alimenti freschi più a lungo, preservando igiene e caratteristiche organolettiche e nutrizionali.

La capacità di accorciare la distanza tra produzione e consumo, offrendo un servizio al cliente finale, accomuna l’Organizzazione dei produttori della pesca di Bellaria e la cooperativa Pescatori dello Ionio. La prima ha inserito nelle proprie etichette un QR Code che consente di tracciare in tempo reale le produzioni: grazie all’applicazione APPena pescato, ogni livello della filiera — dal grossista, al commerciante, al consumatore finale — può effettuare direttamente il proprio acquisto. La cooperativa Pescatori dello Ionio ha sviluppato un’iniziativa analoga, lanciando l’app Pesce a Miglio zero, che inoltra  quotidianamente notifiche sul pescato in arrivo agli utenti iscritti, i quali possono raggiungere il luogo di sbarco per i loro acquisti.

Infine, per diversificare l’offerta e coniugare pesca locale e turismo, la Cooperativa San Marco di Burano ha sviluppato, in collaborazione con Regione Veneto, l’attività di pescaturismo. È nata così I-Lagoon, una video-audioguida pensata per accompagnare le escursioni, integrando l’esperienza pratica con informazioni digitalizzate su mestieri, tradizioni, produzioni.

Gian Omar Bison

Il Pesce
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