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Il Pesce nr. 1, 2018

Rubrica: Mercati
Articolo di Villa R.
(Articolo di pagina 76)

Il mercato dei salmoni nel 2017

Per il salmone atlantico ancora quotazioni ai massimi nella prima metà dell’anno, poi una discesa costante fino a ritornare ai prezzi del 2015 nelle ultime settimane. Per il 2018 previsti prezzi stabili o in leggera risalita

L’anno 2017 è stato caratterizzato da una tendenza al ribasso costante dei prezzi del salmone atlantico, con una partenza nella prima settimana al massimo storico di tutti i tempi sulla piazza norvegese (75 NOK/kg per il prodotto intero eviscerato), seguito da una diminuzione pressoché continua se si escludono le settimane dalla 17 alla 20, che hanno visto un rialzo in corrispondenza della Pasqua, fino alla conclusione dell’anno su valori simili a quelli registrati a fine 2015 (55 NOK/kg) (1). Le ragioni sono da ricercare nella raccolta superiore alle attese a partire dal periodo estivo per il pesce di allevamento, grazie anche alla risoluzione quasi totale dei problemi sanitari occorsi nel 2016, unita ad una pesca del salmone selvatico abbondante anche se in leggera contrazione rispetto all’anno precedente. Il Norwegian Seafood Council ha diffuso i dati delle esportazioni nel primo semestre del 2017, che hanno raggiunto il massimo storico in termini di valore a 31,5 miliardi di NOK, con un incremento del 13% sullo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le quantità sono calate dell’1%. Nonostante l’aumento dei costi di produzione, i livelli di prezzo raggiunti sono stati in grado di consentire alle imprese del settore dei buoni margini. Le destinazioni principali del salmone norvegese sono l’Unione Europea, sebbene in calo, gli Stati Uniti e l’Asia: qui vi è stato nel primo semestre un aumento del 15% in quantità e del 27% in valore, a riprova dell’interesse di quei mercati per un prodotto non tradizionale per la cultura locale ma che comincia ad affermarsi soprattutto nelle giovani classi impiegatizie dei centri urbani.

Per il 2018 il rapporto Globefish FAO riporta le previsioni degli analisti che prevedono un assestamento attorno ad un prezzo medio di 62 NOK/kg, il quale, insieme al miglioramento dell’efficienza nella gestione dei costi produttivi di filiera, dovrebbe garantire una buona remuneratività al settore nel paese maggior produttore mondiale. In Cile l’annata è stata buona, con esportazioni incrementate di oltre il 29%, mentre per il 2018 si attende di capire l’impatto che la nuova legislazione su salute e ambiente potrà avere sui volumi raccolti: per alcuni operatori norvegesi presenti in Cile come Lerøy l’influenza sarà nulla; al contrario, Marine Harvest prospetta una leggera riduzione dei quantitativi. Buone le produzioni sia di salmone atlantico, sia di salmone pacifico (coho ed altre specie). Il Regno Unito ha visto un incremento dei fatturati delle imprese che vi operano; infatti il deprezzamento della sterlina britannica a seguito del referendum sulla Brexit ha avvantaggiato il prodotto da allevamento scozzese su mercati interessanti e in crescita come Francia, Stati Uniti e Cina. L’aumento dei prezzi sul territorio nazionale, pari al 10%, invece, ha scoraggiato i consumatori locali tanto da far segnare una diminuzione del 6% dei quantitativi venduti, consumatori che hanno rivolto le loro preferenze al salmone selvatico dell’Alaska o a prodotti ittici sostitutivi.

 

Pesca del salmone selvatico: buona in Alaska, scende in Russia

Il salmone selvatico ha avuto una pesca in linea con le attese in Alaska (nei primi nove mesi del 2017 sono stati pescati 219.000 salmoni per un peso stimato di 435.000 tonnellate), quantunque inferiori all’anno record 2015 principalmente per una minore quantità disponibile di salmone rosa, mentre per il salmone keta o chum salmon l’anno è stato caratterizzato da volumi in consistente crescita. Per la Federazione Russa, l’altro grande produttore di salmone selvatico, la produzione a fine 2017 è attesa attorno alle 320.000 tonnellate, in calo del 28% sul 2016 e del 15% sul 2015.

 

Asia e paesi emergenti sostengono la domanda, UE e USA stabili

Secondo le analisi del recente rapporto Globefish FAO, uno dei motivi per i quali l’incremento dell’offerta non ha determinato un crollo drastico dei prezzi, sebbene il calo del 26% del salmone atlantico norvegese da inizio a fine anno non sia trascurabile, è da attribuire ad una significativa ripresa della domanda di Brasile, Russia, Tailandia, Corea del Sud e di altri paesi asiatici, a motivo delle migliorate condizioni di quelle economie, mercati nei quali sono aumentate le importazioni tanto di salmone atlantico quanto di salmone pacifico. Al contrario, nell’Unione Europea l’aumento della domanda è legato alla componente di servizio del prodotto finito e alla porzionatura in formati ridotti in modo da rendere meno percepibile al consumatore il prezzo del salmone in confronto ad altre fonti proteiche. La Francia ha visto rallentare la domanda di salmone norvegese a causa dei prezzi al dettaglio che non sono scesi, mentre a dispetto dei prezzi elevati hanno avuto successo prodotti più di nicchia come il salmone scozzese marchiato label rouge e il salmone biologico irlandese. In Germania il Fisch-Informationszentrum (2) ha confermato una domanda sostenuta per i prodotti ittici, nonostante vi sia stato un freno su alcune categorie come il salmone a causa dei prezzi alti. Negli Stati Uniti i consumi di prodotto importato nel primo semestre 2017 sono rimasti uguali al corrispondente semestre dell’anno precedente (+0,25%) ma con un consistente incremento dei prezzi (+24%), assorbiti grazie alla buona prestazione dell’economia a stelle e strisce; i tre quarti dei volumi derivano da Cile (65.700 t), Canada (43.500 t) e Norvegia (24.500 t); quest’ultima è stata l’unica a mettere a segno un dato positivo in termini di quantità. Anche in Giappone i volumi si sono contratti notevolmente sia per il salmone atlantico sia per il salmone coho, sul quale alla fine del 2016 si erano rivolte le attenzioni del mercato nipponico in alternativa all’alto prezzo dell’atlantico.

Roberto Villa

 

Note

www.ssb.no/en/utenriksokonomi/statistikker/laks

www.fischinfo.de

 

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