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Il Pesce nr. 4, 2017

Rubrica: Acquacoltura
(Articolo di pagina 28)

Il contributo della trota iridea allo sviluppo dei mangimi per l’acquacoltura

Essendo la trota il pesce di riferimento per la ricerca negli allevamenti moderni a ricircolo, il mangime per trote è sempre rimasto all’avanguardia nello sviluppo delle formulazioni. La versatilità della trota si rispecchia nelle composizioni diverse dei mangimi dedicati a questo pesce. La trota resterà sempre una specie dominante in acquacoltura e le conoscenze future ne promuoveranno lo sviluppo

Le trote iridee sono girovaghe. Il loro coraggio nell’esplorare nuovi habitat e la capacità nell’adattarsi a molteplici ambienti hanno reso la trota perfetta per l’acquacoltura. Una specie pioniere nel settore, che ha aperto la strada anche alle altre specie ittiche in termini di fabbisogno nutrizionale, produzione di mangimi, sistemi d’allevamento e certificazioni. Le conoscenze ottenute attraverso la ricerca sulla trota hanno portato ad una comprensione completa delle qualità nutrizionali e fisiche dei mangimi, come anche della qualità delle materie prime e del loro impatto sulla digeribilità dei nutrienti, nonché una miglior conoscenza della palatabilità degli alimenti e, di conseguenza, della qualità fisica delle feci. Nei limiti dell’applicabilità, le conoscenze ottenute dalla ricerca sulla trota sono state inoltre utilizzate per i mangimi dedicati alle altre specie.

Digeribilità dei nutrienti delle materie prime
Negli ultimi anni, abbiamo dovuto affrontare cambiamenti importanti nella selezione delle materie prime e nella loro composizione per quanto concerne i mangimi per la trota iridea. La ricerca pubblica e privata ha portato ad una conoscenza dei fabbisogni nutrizionali della trota che ritroviamo soltanto in poche altre specie ittiche. Per esempio, è stato possibile ridurre, nella formulazione dei mangimi, la dipendenza dalle materie prime di origine marina, fino ad ora considerati indicatori assoluti di qualità. Le materie prime conferiscono i nutrienti necessari ad un mangime, ma non tutti i nutrienti presenti nelle materie prime sono adatti all’alimentazione dei pesci. Questo vale anche per le farine e per gli oli di pesce.
Alcune materie prime contengono meno elementi nutrizionali utilizzabili rispetto ad altre. I principi nutritivi utilizzabili possono essere descritti anche come principi nutritivi digeribili. I nutrienti digeribili sono quelli che vengono assorbiti dal pesce nel periodo compreso tra l’assunzione dell’alimento e l’evacuazione delle feci. Quindi, i principi nutritivi digeribili sono i nutrienti ingeriti dal pesce meno i nutrienti eliminati attraverso le feci. Di conseguenza, i principi nutritivi che hanno valore per il pesce sono quelli che l’animale può digerire.
Ne deriva che un contenuto stabile e costante di proteine ed energia digeribili nel mangime è più importante del contenuto totale di proteine ed energia nel mangime o della stessa selezione delle materie prime.
Fornire la combinazione ottimale di proteine ed energia digeribili è di somma importanza per le performance di crescita del pesce. La formulazione dei mangimi in base alla digeribilità dei principi nutritivi è la cosa migliore per stabilizzare le performance di crescita in un allevamento ittico.
Per la trota iridea la digeribilità dei principi nutritivi viene comunemente determinata attraverso una serie di prove di alimentazione. Le prove in campo richiedono l’approvvigionamento costante dei vari e diversi lotti di mangimi da testare. Questo permette di testare anche una specifica materia prima in produzione, il suo impatto sulla palatabilità e sulle caratteristiche delle feci.
I mangimi test contengono un marker inerte. Questo marker è assolutamente indigeribile. Attraversa l’intestino del pesce senza interferire sulla digeribilità dell’alimento. Dalla quantità di marker ritrovata nelle feci si può calcolare la quantità di mangime corrispondente. Si rende quindi necessaria la raccolta delle feci.
Durante i test di alimentazione, le feci che dovranno essere analizzate vengono separate nei collettori dalla colonna d’acqua. Da qui le feci vengono estratte ed analizzate per il loro contenuto in nutrienti e per la concentrazione del marker inerte. A questo punto il contenuto dei principi nutritivi presente nelle feci viene confrontato con quello presente nei mangimi.
A volte i nutrienti ingeriti dal pesce vengono comparati con quelli escreti con le feci. Da questo confronto risulta il cosiddetto Coefficiente di digeribilità apparente (ADCs) Questo coefficiente è l’obiettivo dei test di digeribilità. Questo coefficiente di digeribilità consente un confronto tra la digeribilità di alcuni nutrienti derivanti da diverse materie prime. In sostanza, l’ADCs viene determinato sulla sostanza secca, sulle proteine, aminoacidi, grassi, acidi grassi, ceneri ed alcuni minerali per ogni singola materia prima, per ogni singolo fornitore e fabbrica di provenienza. Una volta definito un elenco del coefficiente ADCs per tutte le materie prime, si può procedere alla formulazione, basata sulla digeribilità dei principi nutrizionali.

Assunzione del mangime
Le trote iridee sono molto voraci. In condizioni ambientali ottimali, la trota ha un’incredibile capacità di ingestione e digestione dell’alimento. Quindi, più veloce e più vorace è il pesce nel mangiare, più velocemente cresce. La selezione delle materie prime e la qualità fisica dell’alimento hanno un impatto sull’ingestione del mangime da parte del pesce e sulla digestione. La qualità fisica del pellet è strettamente legata alle materie prime utilizzate nella formulazione del mangime. È stato osservato, per esempio, che la trota mangia voracemente la prima razione di alimento distribuito al mattino. Un secondo ripasso, più tardi nel corso della giornata, può evidenziare una riduzione dell’appetito. Di conseguenza, talvolta, questa mancanza apparente di appetibilità viene indicata come la causa di una minor ingestione di cibo. In realtà, questa ridotta appetibilità sarebbe dovuta essere evidente anche già al mattino. L’improvvisa riduzione di appetito da parte della trota è invece più facilmente da imputarsi alla bassa digeribilità del mangime.
Una scarsa digeribilità è causata da una non ottimale qualità fisica dell’alimento ed una ridotta di­geribilità dei nutrienti. A titolo d’esempio, alla struttura superficiale del pellet, al volume dei pori e alla loro distribuzione è collegato l’assorbimento di acqua nello stomaco del pesce.
Più velocemente il pellet si disfa all’interno dello stomaco, prima le particelle di mangime passano nell’intestino dove i nutrienti saranno assorbiti. Le materie prime influenzano la porosità dei pellet e, di conseguenza, la loro stabilità in acqua, influenzando così anche l’assunzione del mangime da parte del pesce.

Qualità delle feci
Attraverso le prove di alimentazione condotte sulle trote in acquario, nelle vasche di laboratorio ed in allevamento, si è giunti ad una conoscenza completa sulla composizione dei mangimi e sull’influenza delle materie prime sulla qualità delle feci. Questo gioca un ruolo importante nei moderni allevamenti a ricircolo, dove la trota è indiscutibilmente la specie pioniera.
Per un trattamento ottimale delle acque, la maggior parte del materiale fecale deve essere separato dall’acqua prima di raggiungere il biofiltro. Di conseguenza, quando vengono formulati mangimi desinati agli allevamenti a ricircolo, si selezionano le materie prime anche sulla base del loro impatto sulla struttura e peso delle feci.
Seppure diversi alimenti possano dare le stesse performance di crescita e contenere la stessa concentrazione di sostanze nutritive, le feci prodotte possono variare fisicamente a seconda delle materie prime impiegate. Alcune materie prime possono produrre feci molli ed acquose, altre producono feci particolarmente pesanti. Inoltre, alcune materie prime producono feci chiare e pallide mentre altre portano alla produzione di feci scure.
Oppure alcune materie prime utilizzate nella produzione dei mangimi portano alla formazione di feci appiccicose mentre altre producono feci che difficilmente si aggregano, risultando in particelle piccole e separate. Nella formulazione di un alimento per trote è necessario avere un obiettivo sulla qualità delle feci risultanti. In molti allevamenti a ricircolo, feci aggregate, stabili e facilmente affondanti contribuiscono al meglio alla pulizia dell’acqua.
Comunque, rispetto agli allevamenti di animali terrestri dove i sistemi zootecnici di allevamento sono standardizzati, i sistemi di allevamento a ricircolo non si assomigliano fra loro.
Nonostante i sistemi meccanici di filtrazione delle acque sono molto simili tra loro, gli allevamenti variano per progettazione e gestione. Di conseguenza, nonostante la formulazione di un mangime soddisfi i fabbisogni nutrizionali del pesce, l’efficacia nella separazione delle feci dall’acqua sarà diversa da allevamento ad allevamento. Poiché tutti gli allevamenti so­no di­ver­samente strutturati, non esiste una formulazione specifica che li soddisfi tutti.


Dott. Hanno Slawski
Group R&D Director
Aller Aqua

 

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