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Il Pesce nr. 4, 2017

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 89)

Storia di un consumatore

Abitudini e caratteristiche del mercato ittico nella UE

Buone notizie: uno studio sulle abitudini dei consumatori in tutta l’Unione Europea rivela che il pesce e i prodotti a base di pesce sono comunemente consumati sulle tavole di tre quarti dei cittadini europei. I risultati offrono spunti interessanti sulle preferenze e sui comportamenti dei consumatori e forniscono indicatori utili di come il mercato potrebbe espandersi e diversificarsi in quello che rappresenta la più grande piazza ittica del mondo.

Il sondaggio
Nel 2015, i consumatori della UE hanno speso 54 miliardi di euro in prodotti ittici e consumato, in media, 25,5 kg a testa. Quali sono però le preferenze e le abitudini dei consumatori in questo mercato fondamentale? Cosa guida i loro acquisti? E il mercato soddisfa le loro aspettative? Sono queste le domande cui ha cercato di dare risposta uno studio della Commissione europea pubblicato recentemente. Lo studio si componeva di due sezioni: un sondaggio, svolto mediante più di 27.000 interviste faccia a faccia con i cittadini di tutti i 28 Stati Membri, e uno studio di mercato che comprendeva interviste con i rivenditori su larga scala e le associazioni nazionali di pescherie.
La relazione ha riscontrato che i consumatori europei mangiano pesce abbastanza regolarmente, in parti­colare a casa (il 72% almeno una volta al mese e il 42% una volta a settimana). La percentuale dei consumatori che mangia prodotti ittici con regolarità al di fuori dell’ambiente domestico è inferiore (34% una volta al mese), seppure con differenze notevoli a livello nazionale. L’acquisto di prodotti ittici è altresì molto frequente: 4 europei su 10 lo acquistano almeno una volta a settimana e 7 su 10 almeno una volta al mese. Solamente in Ungheria, priva di sbocchi sul mare, la maggior parte delle persone ha affermato di non acquistare mai prodotti ittici.
I rivenditori su larga scala svolgono un ruolo sempre più importante al termine della catena di fornitura: la maggior parte dei consumatori acquista presso di essi i prodotti ittici. Questa tendenza è confermata dai supermercati, che prevedono una ulteriore crescita delle quote di vendita negli anni a venire. Tuttavia, il mercato è pieno di opportunità anche per le pescherie e i negozi specializzati, che possono differenziarsi specializzandosi in segmenti di mercato specifici (ad esempio, prodotti selvatici o esclusivi). Possono altresì avvalersi delle proprie competenze, in quanto i consumatori identificano il dipendente di negozio o il pescivendolo come la principale fonte di informazioni sui prodotti ittici.
Le vendite dirette sono un altro canale importante, in particolare nei paesi con molti produttori su piccola scala.
Lungi dall’essere relegati nelle loro abitudini, i consumatori in tutta l’UE sono aperti a provare nuovi prodotti. Sono notizie promettenti per i venditori e chiaramente c’è un potenziale di mercato in attesa di essere sfruttato. Tuttavia, è necessario valutare attentamente come affrontare questo potenziale. Per esempio, i consumatori preferiscono provare nuovi prodotti a casa piuttosto che nei ristoranti. E vendere semplicemente prodotti più economici o riempire gli scaffali o i banconi di più prodotti possibile potrebbe non essere il modo più efficace di convincere i consumatori.
In poche parole, la chiave è disporre dei prodotti giusti nel giusto contesto. A questo preciso scopo sono disponibili finanziamenti nel quadro del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Elementi guida e preferenze
Al momento dell’acquisto intervengono svariati fattori. L’aspetto, ad esempio la freschezza, è ciò che maggiormente influenza, seguito da vicino dal prezzo. I consumatori della UE sono anche attenti al luogo di origine dei prodotti: una relativa maggioranza (37%) preferisce i prodotti provenienti dai propri paesi, seguiti dai prodotti regionali (29%). Oltre un consumatore su dieci (14%) dichiara di preferire i prodotti provenienti dalla UE. In sintesi, i fattori che influenzano l’acquisto risultano i seguenti:
aspetto (58%);
prezzo (55%);
origine del prodotto (42%);
marchio o etichette (24%);
questioni di natura etica e ambientale (15%).
Agli intervistati è stato inoltre chiesto se preferivano il pesce d’allevamento o selvatico. Una maggioranza preferisce i prodotti selvatici, ma una grossa fetta (31%) dichiara di non avere alcuna preferenza. Un 14% dichiara di non sapere se i prodotti acquistati sono d’allevamento o selvatici.
Questo suggerisce che esiste una finestra di opportunità per l’acquacoltura europea, in quanto i consumatori sembrano più preoccupati della freschezza del prodotto rispetto al metodo di produzione utilizzato.

Motivi per mangiare i prodotti ittici e importanza delle informazioni obbligatorie
Gli amanti del pesce hanno sottolineato che lo mangiano principalmente perché è un prodotto salutare (74%) e buono (58%). Al contrario, la maggior parte delle persone che non mangia pesce ha affermato di non farlo perché l’odore o il gusto dei prodotti assaggiati non sono stati di loro gradimento. Gli sforzi per migliorare il gusto dei prodotti ittici o di ottimizzare l’offerta potrebbero portare questi potenziali consumatori a dare al pesce un’altra possibilità. Oltre i due terzi (69%) degli intervistati afferma che le etichette sui prodotti ittici e dell’acquacoltura sono chiare e di facile comprensione. Solamente il 4% non è affatto d’accordo. In generale, gli intervistati hanno fiducia nelle informazioni fornite, con l’81% che si fida delle informazioni obbligatorie, il 74% delle informazioni certificate dagli enti indipendenti e il 71% delle informazioni fornite dal marchio o dal venditore. In termini di informazioni fornite, la maggior parte di quelle richieste per legge è considerata rilevante da una grande maggioranza di consumatori, ad eccezione di quelle riguardanti le attrezzature da pesca. Tuttavia, alcune informazioni potrebbero anche essere utili per i prodotti preparati e confezionati, in quanto il sondaggio indica che i consumatori sono molto interessati a sapere quale pesce è stato utilizzato, oltre che la relativa origine. Per quanto riguarda le informazioni volontarie, risulta che anche le disposizioni legali soddisfano le aspettative dei consumatori, con una eccezione: più dei tre quarti (76%) ritiene che la data di cattura o di produzione dovrebbe essere riportata sull’etichetta. Si mangia pesce dunque perché:
è salutare (74%);
è buono (58%);
ha un basso contenuto di grassi (30%);
è facile da digerire (19%);
è facile da preparare (17%).
L’importanza delle informazioni obbligatorie:
data minima di conservazione/data di scadenza (94%);
nome del prodotto/specie (88%);
se congelato in precedenza (85%);
selvatico o d’allevamento (73%);
se catturato o allevato (72%);
attrezzatura da pesca utilizzata (44%).

E i rivenditori?
Quanto sono in sintonia i rivenditori coi gusti e la domanda dei consumatori? Un allegato alla relazione principale offre alcune indicazioni. A seconda del rivenditore e della regione, la percentuale dei prodotti provenienti dalla UE varia dal 45% al 100%. In linea con la domanda dei consumatori, il 56% dei rivenditori vende pesce fresco. Un 59% dei rivenditori dichiara di offrire ai propri clienti prodotti contrassegnati dal marchio di qualità ecologica, sebbene in alcuni casi preferiscano non mostrare loghi per evitare di creare confusione. Non tutti i gruppi destinatari desiderano le stesse informazioni: il sondaggio conferma infatti che queste informazioni dovrebbero essere mirate a seconda dell’età e dei gruppi sociali specifici. I rivenditori riferiscono che la quota di mercato del settore della pesca e dei prodotti dell’acquacoltura è rimasta stabile nel periodo 2010-2014, mostrando anche qualche leggero aumento. L’impatto maggiore si è verificato nel pesce fresco preconfezionato. Sebbene i risultati siano abbondanti e diversi, sia il sondaggio che la relazione sui rivenditori danno motivo di essere ottimisti: esistono opportunità di mercato da sfruttare per chi intende diversificare la propria offerta e mirare a gruppi socioeconomici o di età specifici. Prendetene nota!
 

>> Link: https://ec.europa.eu/fisheries/seafood-investigation-eu-consumers-attitudes-shows-sustainable-supply-essential_en


(Fonte: Affari Marittimi e Pesca in Europa)

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