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Il Pesce nr. 4, 2017

Rubrica: Indagini
(Articolo di pagina 86)

Ismea: consumi alimentari in graduale uscita dalla crisi

Dopo una serie di segni meno nel 2016, la spesa delle famiglie per gli acquisti agroalimentari registra un’inversione di tendenza nel primo trimestre 2017: a fare da traino i prodotti confezionati (+1,6%)

Le dinamiche dei comportamenti di acquisto delle famiglie italiane presso i punti vendita non sembrano più segnate ormai solo dalla categoria di appartenenza del prodotto, ma anche dalla sua modalità di presentazione, con una tendenza che va consolidandosi a favore del confezionato. È questo uno dei primi dati che emergono dal Report sui consumi alimentari elaborato da Ismea, l’Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, relativo al primo trimestre 2017. In particolare, a fronte di una spesa che segna un +0,2% su base annua, sono i prodotti confezionati (provvisti di codice EAN) che registrano, nel primo quarto del 2017, una dinamica positiva con un recupero sui valori del 2016 dell’1,6%. Questa categoria incide ormai per oltre i due terzi (68%) sul carrello della spesa. Nell’ambito dei confezionati, a crescere sono stati soprattutto la frutta fresca (+8,7%), gli ortaggi (+6,6%) e i prodotti ittici (+2,9%). Anche i salumi, in difficoltà se considerati nel complesso, se presentati in vaschetta hanno fatto segnare un +6%. Al contempo, i prodotti freschi a “peso variabile” (senza codice EAN) hanno evidenziato una flessione della spesa, nell’ordine del –2,4% su base annua, alla quale hanno contribuito i forti cali dei prodotti serviti al banco della carne (–5,4%), dei formaggi (–8,8%) e dei salumi (–6,3%).
In definitiva, a segnare le dinamiche dei comportamenti d’acquisto presso i punti vendita non è più esclusivamente la categoria d’appartenenza, ma anche le modalità di presentazione del prodotto, con ormai una tendenza che va consolidandosi a favore del confezionato. In particolare, nel primo trimestre 2017, le famiglie italiane hanno dedicato ai prodotti ittici l’8,2% della loro spesa agroalimentare complessiva. L’aumento per questo comparto si ripete per il terzo anno consecutivo.
Tuttavia, va evidenziato che non sempre all’aumento della spesa è corrisposto un aumento dei volumi: i dati del 2016 evidenziano, infatti, che l’incremento della spesa sia da ascriversi esclusivamente all’aumento dei prezzi unitari; i volumi risultano in contrazione per quasi tutti i sotto-comparti (freschi, conserve, salati, affumicati e decongelati); fanno eccezione solo i prodotti ittici surgelati confezionati.
In particolare è confermato, anche nel primo trimestre 2017, il maggior esborso per l’acquisto di pesce fresco (il più importante in termini economici: pesa da solo la metà dell’intero comparto e il 4,3% del totale spesa agroalimentare) per il quale la spesa cresce del 7,4%; aumenta anche la spesa per le conserve di pesce (+1,9%) e per il pesce congelato (+0,7%); in flessione invece la spesa per i prodotti ittici affumicati ed essiccati (–13%).


(Direzione Servizi per lo Sviluppo Rurale – Unità Operativa Studi e Analisi Ismea)

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