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Il Pesce nr. 2, 2017

Rubrica: Pesca
Articolo di Baverez Blanco J.
(Articolo di pagina 60)

Pesce piccolo, pesce sano

Tale è stata l’affermazione, qualche anno fa, di uno dei maggiori esperti di acque marine in Italia, Silvio Greco. Presidente del Comitato di Slow Fish e consigliere nazionale di Slow Food, questo biologo di Vibo Valentia ha dedicato la vita alla protezione e alla ricerca ambientale. Ed è con rammarico che gli è toccato riconoscere che il suo mare, il Mediterraneo, è in pericolo per overfishing, ossia per pesca esagerata e spesso poco controllata. Secondo Greco, il problema nasce dal fatto che si affacciano su questo mare 22 Paesi, dei quali solo 8 fanno parte della UE. Solo questi, quindi, a modo loro aggiungiamo, rispettano le regole per una migliore gestione della pesca. Questa dovrebbe essere sospesa di sabato e domenica (fermo tecnico) e in certi periodi dell’anno legati alla riproduzione (fermo biologico). Gli altri Paesi non hanno né regole né controlli. La Commissione generale per la Pesca della FAO ha ben poco potere sanzionatorio, lasciando vigere in mare una res nullius, ossia niente regole! Tanto che persino i Giapponesi vengono a pescare il tonno rosso in modo del tutto lecito nel Mediterraneo: mantenendo la distanza di 12 miglia dalle coste si trovano infatti in acque internazionali.
Un grosso problema è poi quello dell’inquinamento del nostro mare, causato in particolare dal traffico delle petroliere: basti sapere che nel Mediterraneo si riscontra la presenza di 38 mg di catrame pelagico per metro cubo contro i 0,3 mg nel­l’Oceano Indiano. Per questo è molto importante, se vogliamo mangiare pesci dei nostri mari, preferire quelli piccoli, che non fanno in tempo ad essere contaminati.

Vario è bello
Sono circa 400 le specie di pesci e molluschi, ma la scelta dei consumatori si focalizza sempre su una ventina di loro. La gente non ama il pesce con le spine quando in realtà è spesso più saporito, non vuole sfilettarlo… insomma si è persa la cultura del pesce e della sua varietà. Su questi aspetti bisognerebbe invece insistere, quindi far sì che i consumatori imparino a preparare e cucinare le diverse specie ittiche, scegliendo spesso anche i frutti di mare che contengono molte proteine nobili e provengono da allevamenti iper controllati. Evitiamo di comprare solo tonno o pesce spada solo perché di facile cottura e consumo. Sono tantissime le specie da scoprire!
Non dobbiamo nemmeno stupirci sul fatto che tanto pesce venga dall’estero. Dal 15 aprile a luglio di ogni anno, a seconda della specie, c’è infatti un blocco della pesca che riprende in autunno. Una quarantina di Paesi esporta allora in Italia per rifornire il mercato del pescato.
Ogni anno vengono pescati circa 80 milioni di tonnellate di prodotti ittici e sono ben quasi 2 miliardi di persone che vivono esclusivamente della pesca. Per gli altri, il pesce è un complemento della dieta o solo un piacere del gusto. Dato che facciamo parte di quest’ultima categoria, cerchiamo di sviluppare la nostra curiosità per scoprire nuovi sapori, nuove consistenze e nuove ricette: più varietà fa bene a tutti.


Josette Baverez Blanco

Il Pesce
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