Edizioni Pubblicità Italia

Il Pesce nr. 2, 2017

Rubrica: Tendenze
(Articolo di pagina 62)

Pesce: dal mare una fonte sana di proteine

Sarà perché è una valida alternativa proteica alla carne. Sarà per le sue innumerevoli proprietà nutrizionali, a cominciare dalla presenza dei preziosi acidi grassi “buoni” Omega-3. Sarà perché sempre più spesso è disponibile in formati comodi e pronti. Sta di fatto che nel nostro Paese il consumo di pesce è in costante crescita: secondo dati FAO e Istat, ne consumiamo circa 25 kg a testa l’anno, due in più della media europea. «Nel settore ittico il consumatore è cambiato» commenta Alex Doorgeest, presidente di Agrofish Italia. «Nella realtà della GDO e del grossista, negli ultimi anni si è assistito, in particolare nel Nord Italia, ad un’importante svolta nei consumi delle persone: un aumento sostanziale della richiesta di filetti e cibi pronti ready to cook a scapito del pesce intero. A ciò si aggiunge un consumatore diventato anche molto più esigente e attento a ciò che acquista: presta attenzione alle certificazioni (come “Friend of the Sea” e “MSC”) e al biologico. Prodotto trainante del settore rimane il gambero, nelle più varie sfaccettature, seguito da branzini, orate e salmone».
Secondo le rilevazioni di Coldiretti Impresapesca, nei mari italiani si pescano circa 180.000 tonnellate l’anno di pesce con la flotta peschereccia italiana, che conta circa 13.000 imbarcazioni. Ma questi quantitativi non bastano a soddisfare la domanda e, infatti, nei primi undici mesi del 2016 l’associazione ha registrato anche un aumento del 3% nelle importazioni. L’Unione Europea è il principale mercato mondiale di prodotti di origine acquatica, ma oltre il 65% dei prodotti consumati viene importato, perché gli allevamenti ittici non riescono a compensare la minor produzione di pescato.
Secondo i dati del MIPAAF, l’Italia si colloca al quarto posto in Europa per produzione acquicola dopo Spagna, Francia e Regno Unito e contribuisce per il 13% in volume all’acquacoltura europea. In particolare, concentra la sua produzione soprattutto sulla molluschicoltura ed è il principale paese produttore dell’Unione Europea di vongole veraci.
L’Italia copre, inoltre, i due terzi della produzione di mitili e il 45% di quella di storioni. Il calo delle risorse ittiche è però un fenomeno diffuso ormai a livello mondiale e, oltre che con un crescente ricorso all’allevamento, che viene affrontato anche con metodi di pesca sostenibili.
«Incentriamo la proposta su specie ittiche che peschiamo nell’oceano Nord Atlantico con le nostre flotte di navi e ne controlliamo tutta la filiera produttiva e distributiva» spiega Giovanni Caragnano, managing director di Royal Greenland Italia. «Royal Greenland è una delle più storiche aziende ittiche presente sul mercato mondiale e tenendo fede alla nostra strategia oggi i nostri migliori prodotti nascono dal rispetto per la natura, l’attenzione verso i clienti e la garanzia della sicurezza alimentare per i consumatori».
La prossima frontiera? Lo sbarco del biologico: una modalità che ancora stenta nell’ittico, nonostante le promettenti prospettive, e per la quale il MIPAAF ha finanziato diversi progetti.


(Fonte: Fiera Milano)

Il Pesce
Anno:

Numero:


Cerca negli articoli di Il Pesce:
Annuario del Pesce e della Pesca
La banca dati che con cadenza annuale costituisce un prezioso strumento di lavoro per gli operatori del settore ittico e acquacoltura.