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Il Pesce nr. 6, 2012

Rubrica: Pesca
(Articolo di pagina 71)

TAC 2013: la situazione migliora

Nel 2013 la Commissione intende orientare l’evoluzione della pesca europea al massimo rendimento sostenibile. È quanto ha annunciato precisando le modalità di elaborazione di TAC e quote pesca per il prossimo anno. I protagonisti del settore sono invitati a esprimere il loro parere

Ogni primavera la Commissione fa il punto della situazione relativamente alla salute delle risorse alieutiche e spiega come intende elaborare le proposte di totali ammissibili di catture (TAC) per l’anno successivo. Il 2013 sarà in linea con gli anni precedenti. Ricordiamo che nel 2011 la pesca europea stava già facendo progressi per conseguire il rendimento massimo sostenibile (RMS). Per gli stock non ancora sfruttati secondo questa regola si doveva pertanto diminuire il rispettivo TAC a quote successive per un periodo di quattro anni, in modo da arrivare a uno sfruttamento compatibile con il RMS nel 2015. Ma attenzione: ridurre l’impatto della pesca sullo stock non significa necessariamente ridurre i TAC. Se uno stock sta aumentando, il TAC può essere a sua volta incrementato senza mettere in pericolo il raggiungimento degli obiettivi di rendimento sostenibile. La situazione, di fatto, sta migliorando in modo significativo. Sulla costa atlantica siamo passati, in dieci anni, dal 29% al 56% di stock entro i limiti di sicurezza biologica. Dei 38 stock per i quali disponiamo di dati precisi, 22 sono oggetto di uno sfruttamento conforme al RMS, ovvero più della metà. Lo scorso anno la percentuale di stock soggetti a sfruttamento eccessivo era del 63%. Nel Mediterraneo i progressi sono meno eclatanti: dei 103 stock esaminati, solo 13 sono sfruttati in modo tale da raggiungere il RMS.

Un altro fatto degno di nota — che senza dubbio contribuisce al miglioramento dello stato degli stock — è che quest’anno la proporzione di stock i cui TAC superano il livello di sfruttamento sostenibile è fortemente diminuita: siamo all’11% degli stock, contro il 23% nel 2011 e… il 46% nel 2003. Si tratta di un effetto della generalizzazione dei piani pluriennali e di un maggiore ricorso alle consulenze scientifiche nelle decisioni politiche.

 

 

Dati: status quo

Sfortunatamente gli scienziati non rilevano miglioramenti nei dati forniti dagli Stati Membri. Stiamo parlando di statistiche sulle catture, gli studi speciali, i campionamenti… Questo impedisce loro di stimare gli stock in modo preciso, condizione necessaria per il calcolo del RMS. Il problema era stato sollevato l’anno scorso e la Commissione aveva chiesto agli Stati Membri di organizzare meglio la raccolta e la comunicazione di questi dati alle istituzioni scientifiche, tanto più che per farlo ricevono finanziamenti europei. Quest’anno, su 92 stock sfruttati nelle acque europee dell’Atlantico nordorientale, solo 38 sono conosciuti quanto basta per permettere agli scienziati di quantificare la mortalità per pesca corrispondente al RMS. Nel Mediterraneo potranno essere stimati 65 stock su 103 in termini di RMS. Quest’anno, tuttavia, gli scienziati utilizzeranno nuovi metodi di stima e nuove procedure consultive, che richiedono dati meno precisi, con lo scopo di aumentare la proporzione di stock la cui stima permette di calcolare il RMS. Queste valutazioni sono attese per il mese di giugno.

Ricordiamo la metodologia im-piegata dalla Commissione per fissare i TAC:

- il principio fondamentale è che tutti gli stock in condizioni paragonabili devono essere soggetti a misure analoghe;

- per gli stock inseriti in un piano pluriennale, il TAC sarà fissato conformemente alle indicazioni del piano;

- per gli stock già sfruttati al RMS, il prelievo per pesca resterà alla proporzione attuale;

- per gli stock oggetto di una pesca eccessiva e non ancora inseriti in un piano pluriennale, il TAC sarà ridotto di una quota supplementare.

La presente metodologia si applica agli stock che hanno potuto essere stimati scientificamente. Per gli altri, la Commissione stabilirà la sua proposta sulla base delle eventuali valutazioni parziali e nel rispetto del principio di precauzione.

 

 

(Fonte: “Pesca e acquacoltura in Europa”, n. 57/2012 Commissione europea per gli Affari marittimi e la Pesca)

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