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Notizie dal mondo della pesca e dell’industria ittica
Rubrica: Attualità
Articolo di Dè Silva G.
(Articolo di pagina 14)
Il tonno certificato in Sardegna ottiene il marchio “Ecocrest”
Le tonnare di Porto Scuso ed Isola Piana-Carloforte, entrambe nei pressi dell’Isola di San Pietro in Sardegna, gestite da “Carloforte Tonnare PIAM Srl”, hanno ottenuto dalla Fondazione Acquario di Genova Onlus la Certificazione Internazionale con il marchio “Ecocrest” su parere del Comitato Scientifico (SCRS) della Commissione per la Conservazione del Tonno Atlantico (ICCAT) durante la seduta plenaria, riscuotendo un ampio interesse e consensi favorevoli in merito al lavoro svolto dalla società in Sardegna. Le due tonnare sono storiche: quella di Isola Piana risale al 1698, mentre quella di Porto Scuso al 1479, e si tratta di date accertate dai documenti delle antiche “Confraternite de Mare” conservate negli archivi di alcune chiese ed ormai scomparse. La cattura del tonno in questo angolo di Sardegna è sempre stato il lavoro dei pescatori locali, ed ora, dopo 6 secoli, l’attività si è notevolmente sviluppata grazie ad una nuova politica aziendale che, oltre alla commercializzazione del pescato fresco, mira all’inscatolato ed ai prodotti accessori, fra i quali la “bottarga”. Il tonno è una specie che ha costituito una fondamentale risorsa alimentare dell’uomo per secoli e lo sviluppo dell’attività di cattura ittica industriale, con moderne imbarcazioni d’altura, è stato sottoposto ad un regime di quote di pesca regolato da limitazioni comunitarie ed internazionali, in gran parte promosse dall’ICCAT, la Commissione internazionale per la conservazione del tonno che ha competenza sull’Atlantico e sul Mediterraneo. Gli esperti dell’UE hanno accertato che negli ultimi 20 anni l’insufficiente gestione della pesca praticata ha causato un sovrasfruttamento delle risorse, dovuto anche all’incremento della capacità di pesca in vari Paesi extraeuropei. Nel passato le tonnare lungo le coste sarde e siciliane erano oltre un centinaio, mentre ora quelle attive sono rimaste poche (una decina in tutto il Mediterraneo) e la loro chiusura significherebbe non solo la perdita di una produzione ecosostenibile e controllabile, ma anche la scomparsa di un patrimonio storico e socioculturale di enorme valore economico. La Fondazione Acquario di Genova Onlus opera dal 2003. Il processo di certificazione è durato due anni e si è basato su ispezioni indipendenti condotte da un’istituzione scientifica riconosciuta come il Dipartimento di Biologia Animale e di Ecologia dell’Università di Cagliari, in collaborazione con la Capitaneria di Porto di Cagliari. Dagli accertamenti svolti dal personale addetto al controllo della pesca, è risultato che nel corso del 2009 nelle due tonnare gestite da Carloforte Tonnare PIAM tutte le catture di tonni di taglia inferiore a quella comunemente diffusa sono state liberate in mare. La certificazione riconosce inoltre gli sforzi di questa impresa che ha saputo nel tempo rispettare tutte le norme di pesca, ambientali e lavorative, attendendo il tonno lungo il suo passaggio vicino alla costa senza inseguirlo in mare aperto, e impegnandosi anche nel settore dell’energie rinnovabili con la prossima installazione di un vasto impianto fotovoltaico per i fabbisogni interni. È la prima volta che il riconoscimento viene attribuito ad un’azienda che opera con il tonno e ciò, se è possibile, è ancora più importante perché viene rilasciato per la prima volta a prodotti acquatici provenienti dal Mediterraneo. Anche alcune aziende austriache hanno ottenuto una certificazione internazionale elitaria che identifica i prodotti ittico-sostenibili, corretti ed etici. Nel settore del tonno italiano, da alcuni mesi è in atto uno scontro nelle città di Novi Ligure (AL) fra il marchio Maruzzella e l’industria dolciaria di Novi (cioccolato in particolare), dato che a breve il tonno Maruzzella sarà prodotto nel nuovo complesso in fase di completamento e il personale ha dovuto spostare la lavorazione a diversi chilometri di distanza dai complessi dolciari, per evitare possibili contatti con i fumi del compresso per la lavorazione e cottura del tonno. La scelta della città di Novi Ligure è stata dettata dalla vicinanza con i porti di Genova e Savona.
Mari e oceani a rischio spopolamento
L’Europa taglia la pesca: per i pescatori europei è arrivata la patente a punti oltre alle nuove norme antifrode contro la pesca abusiva. La stampa internazionale già da tempo si sta occupando di questo settore e, secondo il regolamento varato dall’UE per il nuovo anno, sono previste severe sanzioni per i pescatori che per ben 5 volte ignoreranno le disposizioni di legge. Nei casi gravi e di reiterazione del reato è previsto il sequestro dell’imbarcazione; inoltre le risorse saranno tutelate tramite un marchio di riconoscimento dei prodotti ittici a garanzia delle tecniche che non minacciano la conservazione del mare. Le norme da rispettare sono le seguenti: divieto di pesca senza autorizzazione, divieto di pesca di specie protette, divieto di utilizzo di attrezzature fuori legge (l’uso delle spadare, reti lunghe oltre 20 km con un altezza media di 15 metri tristemente note per essere le reti killer dei delfini e dei cetacei in genere) ed infine obbligo di attenersi alle quote di cattura. Il numero di infrazioni accertate nel 2009 è impressionante: 20.000 casi di reato registrati, con ben 7 milioni di euro di sanzioni inflitte. Con la licenza a punti molte cose dovrebbero cambiare, dato che ogni reato comporterà l’abbassamento del punteggio del pescatore. Per quanto riguarda le frodi, nel nostro Paese ben 330.000 kg di prodotti ittici sono stati sequestrati nel 2009 dalla Guardia Costiera che ha poi inflitto multe per oltre 5,5 milioni di euro, mentre per quanto riguarda le specie a rischio estinzione sono 4.000 al momento fra pesci e vegetazione. Questi dati sono emersi dalla relazione presentata dal IUCN, the International Union for Conservation of Nature. Dalla pesca in tutto il mondo si ottiene cibo per oltre 100 milioni di persone, mentre gli occupati del settore sono ben 40 milioni. Le nuove norme antifrode riguardano le 14.000 imbarcazioni italiane. Certamente con la licenza a punti le irregolarità verranno fermate.
Emergenza oceani. L’allarme per le specie marine a rischio è scaturito recentemente dalla Conferenza ONU sul clima svoltasi a Copenaghen dove i vari capi di Stato hanno rivolto un appello per combattere l’acidificazione dei mari. Questo dato indica che molte specie ittiche restano prive di alimenti, con danni incalcolabili per ostriche, molluschi ed altre varietà (come le aringhe nell’Oceano Atlantico). Dopo la “maratona di Bruxelles” è stato decisa la riduzione del 25% sulle catture, dato che lo sfruttamento dei mari comunitari è stato giudicato oltre i limiti consentiti. L’80% delle specie è pescato al di sopra di tali parametri e purtroppo senza drastici provvedimenti molte varietà sono in via di estinzione, il che significa che proseguendo di questo passo i merluzzi atlantici scompariranno nei mari nordici ed il prezzo di baccalà ed acciughe rischia di salire. I comitati scientifici europei avevano consigliato di fermare la pesca dei merluzzi, ma la proposta è rimasta inascoltata, e nel frattempo nel mare del Nord e nel canale della Manica la situazione è peggiorata. Il calo negli ultimi 5 anni è sempre aumentato. Nell’UE la Spagna resta la nazione leader per il comparto ittico, con oltre 1 milione di tonnellate come media annuale nel pescato. Le unità della flotta europea sono 88.000, e l’Italia è la seconda flotta comunitaria per numero di pescherecci e la quarta per tonnellaggio. Dalle statistiche l’Europa figura come la terza potenza mondiale per la pesca, con una produzione di 7 milioni di tonnellate fra pescato ed acquacoltura, attività questa in costante aumento. Per salvare i mari è necessaria una netta sforbiciata sulle catture, grazie alle molteplici proposte dell’UE, ma è necessario avere volontà e coraggio nell’applicarle con solerzia e non attendere domani.
Gianni de’ Silva
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